Pasqua riscoprire il senso della vera umanità anche nei tempi bui

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Pasqua riscoprire il senso della vera umanità anche nei tempi bui

Pasqua, intesa come resurrezione, nuovo inizio e linfa per la vita, diventa un momento di confronto profondo sul modo in cui l’umanità sceglie di muoversi nel tempo. In un contesto segnato da guerre, violenze e atti criminali, il tema centrale è una sola domanda: quale tipo di umanità merita di essere riconquistata, quando il confine tra ragione e cuore rischia di perdersi nella durezza dei poteri e nella brutalità delle sopraffazioni.

pasqua e umanità: resurrezione come scelta contro la disumanità

Nei passaggi legati al significato della festa emerge l’idea che restare umani non sia un’etichetta automatica, ma una responsabilità continua. Il riferimento va oltre la dimensione religiosa, arrivando a includere chiunque agisca: anche chi compie scelte devastanti o violente viene citato come esempio per evidenziare che “essere umano” non coincide con “agire con umanità”. Da qui nasce la necessità di riscoprire il senso profondo di una vera umanità in cui intelletto e cuore si incontrano in un equilibrio descritto come finanche misterioso.

La Pasqua viene presentata come un’occasione, soprattutto in tempi difficili, per guardarsi dentro e decidere che cosa sia giusto difendere. L’orizzonte è la civiltà contro le barbarie, con l’intento di contrastare gli abusi ricorrenti dei poteri e di cambiare in profondità i valori che dominano il campo della vita.

essere e avere: la partita decisiva tra io e noi

Il ragionamento si concentra su un confronto simbolico tra essere e avere. Negli ultimi anni, secondo la prospettiva esposta, avrebbe prevalso l’“avere” sostenuto da un sistema costruito “dal palazzo e dal sistema”. In tale cornice vengono evocati elementi specifici: il dio denaro, il profitto ingordo, la bulimia di oggetti e il possesso opprimente. Alla stessa sfera appartengono il potere raggiunto con ogni mezzo e la sopraffazione sull’altro, insieme a violenza, umiliazione e cancellazione della dimensione visionaria di chi sogna e immagina.

In risposta, viene proposta una nuova impostazione: rimettere la palla a centrocampo. La partita viene descritta come un nuovo modo di vivere la relazione tra persone e valori. Il “noi” viene indicato come forza capace di sconfiggere l’“io”; la pace come alternativa alle guerre; l’amore come contrappeso alla violenza; l’altruismo come strategia che supera l’egoismo. È una sfida difficile, descritta come combattuta senza arbitri imparziali, richiedente forza di volontà, testa e cuore, oltre a uno spirito libero e al coraggio.

sogno individuale e sogno collettivo: la gioia della vita oltre la sofferenza

Accanto alla dimensione morale, emerge una distinzione netta: un sogno individuale resta un sogno, mentre un sogno collettivo diventa un’altra storia. La Pasqua, in questa cornice, richiama la gioia della vita capace di superare la sofferenza. Il riferimento include anche l’idea di una giustizia che batte una legalità talvolta percepita come opprimente e consumata da abusi di potere.

Nel quadro della “partita dell’umanità contro la disumanità”, il ruolo decisivo viene attribuito alle persone: individui che scelgono di stare dalla parte “bella e giusta della storia”. La vita viene definita testimonianza vera e non semplice scorrere del tempo. La vittoria, secondo l’impianto descritto, si costruisce in due tempi: prima sul campo interiore, nel superamento dell’io; poi nello spazio esterno, quando la dimensione nuova dell’umanità viene portata nel cammino indicato come aperto e gioioso.

restare umani: dignità, rispetto e coerenza contro inganni e menzogne

Restare umani significa anche custodire dignità, rispetto e coerenza. Di fronte a inganni e menzogne attribuiti ai poteri, la risposta viene collegata al messaggio pasquale: una forza che viene indicata come valida sia per i credenti sia per i non credenti. La felicità e il senso vero dell’umanità vengono descritti come elementi capaci di attraversare confini e abbattere ostacoli, purché non si scelga la disunità.

La conclusione richiama l’importanza di mantenere la fiducia nel valore del vivere “per davvero”, contrapposto alla sola sopravvivenza. In questo modo la Pasqua non si limita a essere ricordo o celebrazione, ma diventa un riferimento operativo: un richiamo a una scelta collettiva, a partire dalla trasformazione personale, per sostenere una civiltà fondata su umanità e responsabilità.

Vengono citati esplicitamente:

  • Vittorio Arrigoni
  • Donald Trump
  • Benjamin Netanyahu
  • mafiosi
  • terroristi
A Pasqua va riscoperto il senso della vera umanità. Nonostante i tempi bui
Categorie: Politica

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