Pasqua di guerra a Gaza e Libano: i preti celebrano la messa nonostante i bombardamenti

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Pasqua di guerra a Gaza e Libano: i preti celebrano la messa nonostante i bombardamenti

La Pasqua, in un tempo attraversato da guerre, diventa più di una celebrazione: si trasforma in resistenza, in speranza e in un modo concreto di restare vicini alle persone. Tra bombardamenti, coprifuoco e carenze quotidiane, uomini di Chiesa in aree difficili continuano a radunare comunità, mantenere viva la preghiera e cercare strumenti per non spegnere la fede.

pasqua di guerra: resistere con fede e speranza

In diverse regioni, la Pasqua viene descritta come un tempo segnato da calvari e croci, con un peso che ricade sulle vite civili e soprattutto sui bambini. Don Carlo Giorgi, sacerdote della chiesa di San Giuseppe nel quartiere di Monot a Beirut, afferma che celebrare la Pasqua rappresenta la forma di resistenza più bella, anche mentre arrivano bombardamenti.

La stessa logica emerge quando viene richiamato il valore del Santo Sepolcro a Gerusalemme, presentato come “martirizzato” dal conflitto. Le parole attribuite a don Giorgi insistono sul fatto che, durante la guerra, non si può rinunciare a vivere e a cercare speranza: la fede viene collegata alla convinzione che la vita sia più forte della morte.

beirut e la comunità: pasqua cattolica e ortodossa tra preghiera e gesti

Nel racconto di don Giorgi, la pressione vissuta in Libano è descritta come intensa e diffusa: il clima meteorologico viene associato al sentimento generale di incertezza e tensione. La Pasqua cattolica, secondo quanto riportato, sarà celebrata dai maroniti e dalle Chiese unite a Roma nella domenica cinque aprile, mentre quella ortodossa cadrà nella domenica successiva. Ne risulteranno due settimane di celebrazioni e preghiere.

Tra le pratiche ricordate compaiono processioni pubbliche, chiese piene durante le celebrazioni e visite ai parenti. Anche i dolci tradizionali indicati sono legati a ingredienti tipici, con la presenza di datteri e

Da Gaza al Libano fino all’Ucraina, i sacerdoti raccontano la Pasqua di guerra: “Celebrarla forma di resistenza più bella”
Categorie: Cronaca

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