Omicidio irrisolto dell’avvocato Shapiro: misteri, Epstein e Wexner nel caso
L’insieme di elementi legati al caso Epstein non riguarda soltanto le vittime dei suoi crimini sessuali, in attesa di giustizia, ma anche i collegamenti di una rete di potere che coinvolgerebbe Leslie Wexner e le sue relazioni. Al centro del racconto emerge il Mega Group, descritto come un club elitario formato da 20 miliardari sionisti, capace di incidere su dinamiche politiche e di intrecciarsi con servizi di intelligence e crimine organizzato.
mega group e collegamenti con wexner ed epstein
Il Mega Group viene presentato come uno spazio di influenza, “pappa e ciccia” con apparati e ambienti diversi, in grado di orientare decisioni e interessi. In questo quadro, viene richiamato il ruolo di Wexner, descritto come fondatore dell’ambiente finanziario collegato al Mega Group, e vengono menzionati i legami attribuiti a Epstein tramite attività e partnership.
rapporto di polizia sull’omicidio di arthur shapiro
Nel contesto dell’omicidio di Arthur Shapiro, avvenuto nel 1985 e rimasto irrisolto, emerge un elemento che collega Wexner alla vicenda: in un rapporto di polizia, Wexner viene descritto come socio di boss mafiosi e come possibile mandante dell’assassinio.
Lo studio legale di Shapiro rappresentava una società riconducibile a Wexner, indicata come The Limited. Al tempo stesso, l’attività professionale di Shapiro risulterebbe essere stata sotto inchiesta per evasione fiscale e investimenti in paradisi fiscali. La sua morte avrebbe impedito che Shapiro fosse interrogato dalle autorità.
epstein come sostituto di shapiro secondo l’indagine
Il racconto riporta anche un passaggio attribuito a David Sturtz, ispettore statale che indagava su frodi e corruzioni in Ohio. Sturtz avrebbe spiegato che “Epstein sostituì Shapiro”.
In tale cornice vengono richiamate le localizzazioni dei data center delle grandi aziende tecnologiche citate come Amazon, Meta, Google, Microsoft e Intel, collegate all’attività imprenditoriale di Wexner ed Epstein, e con partnership che avrebbero un controllo sulle istituzioni locali. L’omicidio Shapiro tornerebbe a essere discusso nel 2019, dopo la morte di Epstein.
omicidio di arthur shapiro: dinamica e peculiarità delle prove
Shapiro, avvocato di Columbus, Ohio, era in conversazione nella propria auto con un uomo. Poco dopo le 9:30 accadde l’aggressione: Shapiro balzò fuori dall’automobile mentre l’altro uomo lo inseguì. Prima lo colpì di striscio e poi lo uccise con due colpi di pistola alla testa, mentre Shapiro tentava disperatamente di bussare al portone di un condominio.
L’assassino fuggì con l’auto di Shapiro. Il giorno successivo l’automobile venne ritrovata nel parcheggio di un centro commerciale; la scientifica non riscontrò impronte digitali sul veicolo.
kessler come sospettato: movente fiscale e processo nel 1986
Secondo la polizia, l’esecutore sarebbe stato ingaggiato dal commercialista Berry Kessler. Viene ricordato che nel 1971 e nel 1976 Kessler avrebbe aiutato Shapiro a presentare dichiarazioni fiscali fraudolente. Il giorno dopo la morte di Shapiro, quest’ultimo avrebbe dovuto testimoniare nel processo Kessler, in qualità di co-cospiratore non incriminato.
Nel 1986, Kessler fu condannato. L’interrogativo riportato riguarda la mancata incriminazione di Shapiro insieme a Kessler e viene collegato alla possibilità che Shapiro avesse promesso di testimoniare su altre persone in cambio dell’immunità.
Un’ulteriore anomalia riguarda la condanna: Kessler sarebbe stato punito con libertà vigilata, una pena considerata sproporzionata, dato che la testimonianza di Shapiro veniva indicata come possibile movente dell’omicidio.
altri misteri: omicidio deroo, eredità yassenoff e fascicoli scomparsi
Nel 1993, Kessler divenne il principale sospettato dell’omicidio Shapiro quando venne accusato dell’omicidio del proprio socio in affari, John Deroo. Nello stesso periodo, viene citato che anche un altro socio di Kessler, Frank Yassenoff, era stato ucciso nel 1970 insieme alla fidanzata Ella Rich. Le autorità avrebbero sospettato Kessler, senza procedere a incriminarlo.
Kessler avrebbe gestito l’eredità di Yassenoff e Shapiro sarebbe stato l’avvocato dell’esecutore testamentario. Gli unici testimoni firmatari del testamento risultarono Kessler e una donna chiamata Marjorie Dyer. La Dyer morì in un incidente automobilistico descritto come “strano”, riaprendo sospetti su Kessler.
Durante l’indagine sull’omicidio Shapiro, quando gli investigatori cercarono i fascicoli relativi all’omicidio Yassenoff, non li trovarono: qualcuno li avrebbe fatti sparire.
collegamenti d’affari e sospetti sulla distruzione degli atti
Secondo il Columbus Dispatch, Kessler, Shapiro e Yassenoff sarebbero stati collegati attraverso “un intricato reticolo di affari”. Nel 1996, il capo della polizia di Columbus, James Jackson, fu indagato per corruzione e accusato di aver ordinato la distruzione del rapporto sull’omicidio Shapiro redatto da un’analista dell’Unità contro il crimine organizzato della polizia di Columbus.
Nel 1998, Bob Fitrakis, avvocato e giornalista, ottenne una copia del rapporto, dopo che l’invio sarebbe avvenuto per errore a seguito di una richiesta di accesso agli atti. Nel documento venne riportato che, sebbene il movente dell’omicidio restasse poco chiaro, il sospettato: (a) conosceva Shapiro e aveva con lui contatti personali o professionali; (b) avrebbe tratto beneficio dalla morte o dal silenzio di Shapiro; (c) aveva stretti contatti con figure di Cosa Nostra o con loro associati fidati; (d) disponeva delle risorse finanziarie personali necessarie per sostenere il costo di un omicidio su commissione.
Il documento avrebbe indicato Leslie Wexner e/o i suoi associati come possibili mandanti dell’omicidio di Shapiro.
personalità citate nel quadro investigativo
- Leslie Wexner
- Epstein
- Arthur Shapiro
- David Sturtz
- Berry Kessler
- John Deroo
- Frank Yassenoff
- Ella Rich
- Marjorie Dyer
- James Jackson
- Bob Fitrakis
- Whitney Webb

