Omicidio a rogoredo testimone racconta cinturrino minacciava voleva ammazzare zack

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Omicidio a rogoredo testimone racconta cinturrino minacciava voleva ammazzare zack

Un racconto di violenza, coercizione e presunte pressioni economiche si è intrecciato in tribunale durante un’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari di Milano, nel quadro di un caso che riguarda l’assistente capo del Commissariato Mecenate. Le dichiarazioni rese da un indagato senza fissa dimora hanno alimentato la ricostruzione dei fatti collegati all’omicidio volontario premeditato contestato per la morte di Abderrahim Mansouri, conosciuto come Zack, avvenuta il 26 gennaio nel bosco di Rogoredo.

udienza gip milano e incidente probatorio: il quadro del caso

Nel contesto dell’incidente probatorio davanti al giudice per le indagini preliminari di Milano Domenico Santoro, un 39enne italiano senza fissa dimora ha rilasciato una versione dei fatti ai cronisti. Secondo quanto emerso, la testimonianza sarebbe stata centrata su presunte condotte del poliziotto accusato, descritte come sistematiche e collegate alla gestione di denaro e sostanze.

Le dichiarazioni hanno riguardato anche l’episodio specifico contestato, con riferimento a comportamenti tali da incidere sulla possibilità di ottenere droga o denaro. Nel racconto, un elemento ricorrente è la minaccia e l’uso della forza: la dinamica riferita ruota attorno a una forma di coercizione che, se non seguita da pagamenti, avrebbe portato a violenze.

cinturrino: accuse, contestazioni e presunte condotte

Il 39enne, Carmelo Cinturrino, risulta indagato anche per altre imputazioni, per un totale indicato in una trentina di capi. Tra le contestazioni citate figurano estorsioni, spaccio e arresti illegali, con alcune ipotesi formulate anche nei confronti di altri sei poliziotti indagati.

Durante la fase di ascolto e acquisizione delle dichiarazioni, Cinturrino avrebbe ribadito quanto già verbalizzato: secondo la ricostruzione riferita, avrebbe ricevuto un’indicazione collegata a Zack, con l’espressione riportata secondo cui avrebbe dovuto dire a Zack che lo avrebbe ammazzato.

testimonianze da pusher e tossicodipendenti: l’istanza difensiva

Prima dell’inizio delle testimonianze di sei persone da ascoltare, indicate tra tossicodipendenti e pusher e già sentite nelle indagini, la difesa di Cinturrino ha informato il giudice di avere presentato una denuncia relativa a una presunta associazione per delinquere nel boschetto. La segnalazione avrebbe riguardato un gruppo composto da soggetti identificati come pusher, compresi alcuni dei testimoni già considerati nel procedimento.

Nella stessa comunicazione, la difesa avrebbe riferito di avere avanzato denuncia anche per false dichiarazioni ai pm da parte di quei testimoni. L’obiettivo dichiarato dalla difesa sarebbe legato alla contestazione della veridicità delle versioni raccolte nelle fasi investigative.

richiami su estorsioni e gestione di droga e denaro

Nel corso dell’udienza, Cinturrino ha fornito ulteriori dettagli sulla dinamica descritta: avrebbe affermato di essersi trovato in compagnia di un altro soggetto e di essere coinvolto in presunti taglieggiamenti anche ai danni dei consumatori. Nel racconto riportato, viene indicato che la droga veniva sequestrata e che i soldi venivano trattenuti, secondo l’impostazione accusatoria richiamata dalle sue dichiarazioni.

procuratore e pm nell’udienza: ruolo della squadra mobile

All’udienza si è presentato anche il procuratore Marcello Viola, titolare dell’inchiesta condotta dalla Squadra mobile della Polizia. In udienza è presente anche il pm Giovanni Tarzia, incaricato della gestione della fase processuale.

cristallizzazione delle dichiarazioni per il futuro processo

Tra i testi individuati come rilevanti per la cristallizzazione delle dichiarazioni in vista dell’eventuale processo, rientra anche un teste oculare indicato dalle informazioni come un afgano 31enne senza fissa dimora. La sua testimonianza avrebbe un ruolo specifico nella ricostruzione dell’omicidio contestato.

teste oculare e ricostruzione della sparatoria a rogoredo

Secondo quanto riportato, il teste oculare avrebbe raccontato di avere visto Cinturrino sparare alla testa a Mansouri, mentre quest’ultimo si stava girando per scappare. Nella ricostruzione attribuita dal testimone, Mansouri sarebbe poi caduto con il volto a terra.

Le indagini descrivono anche ulteriori passaggi: si sostiene che l’agente avrebbe girato il corpo e avrebbe messo in atto una messinscena, collocando una pistola finta accanto al corpo.

Nel medesimo contesto, viene indicato che l’unico elemento ammesso dal poliziotto che continua a difendersi sarebbe lo sparo, motivato con la tesi della paura. Secondo quanto riportato, Cinturrino afferma che le ricostruzioni fornite dai testimoni del bosco sarebbero falsità.

nomi citati nella ricostruzione dell’udienza

  • Carmelo Cinturrino
  • Abderrahim Mansouri (detto Zack)
  • Domenico Santoro
  • Marcello Viola
  • Giovanni Tarzia
  • teste oculare afgano 31enne senza fissa dimora
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