Meloni a cipro attacca bruxelles sull’energia e la crisi europea

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Meloni a cipro attacca bruxelles sull’energia e la crisi europea

Giorgia Meloni arriva a Cipro per il Consiglio informale dell’Ue e imposta subito il confronto su un punto centrale: l’Europa deve essere più incisiva e più coraggiosa, soprattutto sul tema dei conti pubblici e delle misure da adottare per sostenere il Paese. L’intervento della premier si muove sul filo di due urgenze parallele: il mancato superamento della procedura legata al deficit e l’esigenza di trovare spazio politico e finanziario per fronteggiare la crisi energetica, con conseguenze dirette sui prezzi e sulle bollette.

giorgia meloni a cipro: attacco a bruxelles e richiesta di maggiore coraggio

Nel corso delle domande dei cronisti, Meloni apre ribadendo la propria lettura del momento: apprezzamento per quanto portato avanti dalla Commissione, ma giudizio netto sull’insufficienza delle misure finora disponibili. Il contesto, secondo la presidente del Consiglio, resta complesso anche perché l’attuale crisi legata allo Stretto di Hormuz non mostra ancora né una conclusione né una portata economica definita. Sul versante interno, l’attenzione si concentra su bollette ancora elevate e sull’avvicinarsi della prossima tornata elettorale.

La richiesta verso Bruxelles è esplicita: all’Italia serve una sponda europea. Sul tavolo, in particolare, non basta il piano annunciato da Ursula von der Leyen mercoledì, perché il problema energetico viene letto come una crisi dei prezzi prima ancora che delle forniture.

italia punta allo scorporo delle spese energetiche: il modello safe

Il punto operativo al centro dell’iniziativa italiana riguarda lo scorporo delle spese destinate a gestire la crisi energetica. Meloni indica un modello come riferimento: il Safe, collegato alla strategia europea per sostenere spese prioritarie senza compromettere il percorso di bilancio ordinario.

safe e clausola di salvaguardia: flessibilità fino all’1,5% del pil

Il Rear m Eu prevede una clausola di salvaguardia, descritta come una temporanea deviazione dal percorso di bilancio. La misura copre quattro anni e introduce un margine massimo pari all’1,5% del Pil in flessibilità. Secondo quanto riportato, sono oltre la decina i Paesi membri che hanno già attivato lo strumento, mentre l’Italia non risulta tra quelli che l’hanno utilizzato.

procedura deficit e vincoli europei: perché la posizione italiana è più difficile

La mancata uscita dall’iter per il deficit viene indicata come un elemento che rende ulteriormente complesso il quadro. L’attenzione italiana si concentra anche sulla coerenza tra strumenti: Meloni sostiene che l’allargamento delle maglie Ue sugli aiuti di Stato alle imprese, presentato mercoledì dalla Commissione, non terrebbe conto in modo adeguato della variabilità dello spazio fiscale tra i 27 Paesi. In particolare, viene richiamato il divario tra economie differenti, citando ad esempio la Germania e l’Italia.

cambio di contesto e priorità: difesa e crisi energetica nella stessa cornice

Meloni presenta un’interpretazione politica del contesto: il modello Safe, a suo giudizio, dovrebbe essere applicato anche alla crisi energetica. La linea di ragionamento è costruita attorno a una logica di priorità e di opportunità, con un focus evidente sulla capacità di risposta alle esigenze dei cittadini.

priorità energetiche secondo meloni: inflazione e bisogni dei cittadini

La premier sottolinea che oggi le priorità indicate dal governo non riguardano la difesa come unica urgenza, ma l’energia e le ricadute sui prezzi: viene ribadito che la priorità è gestire le spese energetiche e dare risposte ai bisogni dei cittadini. In questo quadro, viene evocata anche la necessità di una svolta nei ragionamenti europei, considerando che difesa e Nato restano elementi strategici per la Commissione.

domanda sulla clausola di salvaguardia: una risposta legata alle priorità del momento

Nel commento riportato, Meloni mette in evidenza la propria posizione nel passaggio in cui collega l’eventuale attivazione della clausola di salvaguardia per la difesa al quadro delle priorità operative. La risposta non viene presentata come scontata, poiché il tema energetico risulta prioritario nella definizione delle urgenze da affrontare.

bilaterale con ursula von der leyen: possibile incontro a nicosia

Il confronto tra posizioni italiane e Commissione sembra destinato a proseguire anche su un piano diretto. Meloni indica che il tema verrà probabilmente discusso con Ursula von der Leyen. Un possibile bilaterale è previsto nella mattina del 24 aprile, a margine della seconda giornata del vertice informale, che dalla costa si sposterà a Nicosia.

L’incontro non risulta ancora confermato né da fonti dell’Ue né da Palazzo Chigi, ma viene confermata l’impostazione della linea italiana: portare una posizione determinata nell’interlocuzione europea.

posizione italiana: inflazione non come priorità ue e obiettivo europeo

Meloni richiama un passaggio politico: la lotta all’inflazione non era indicata come priorità dell’Unione. La finalità dichiarata della presenza a Cipro è presentata come la volontà di far valere una prospettiva orientata all’interesse europeo, non soltanto all’interesse nazionale.

scostamento e conti pubblici: “vediamo, non escludiamo nulla”

I toni restano decisi e la delusione per l’esito sulla procedura deficit viene percepita come ancora presente. Di fronte alla possibilità di uno scostamento di bilancio, la risposta è prudente ma aperta: viene indicato che non viene esclusa alcuna opzione e che l’obiettivo resta quello di fornire risposte, pur preferendo una cornice più favorevole.

La leader di Fdi aggiunge poi una postilla che richiama anche l’impostazione dei conti e la lettura dell’eredità precedente: viene sottolineato che l’Italia avrebbe i conti in ordine, mentre pesa il disordine del passato. La ricostruzione menziona anche l’impatto del superbonus e l’indicazione che la fase di pagamento del debito legato alla misura arriverebbe fino alle elezioni politiche, con un richiamo al valore dell’impatto complessivo, indicato in 140 miliardi.

governo conte ii e uscita dalla procedura: il giudizio di meloni

Meloni afferma che il governo avrebbe fatto tutto il possibile per centrare l’obiettivo di uscire dalla procedura. Il risultato non sarebbe arrivato per un margine insufficiente, ma viene ribadito che la solidità percepita dell’economia italiana non cambierebbe.

figure citate

  • Giorgia Meloni
  • Ursula von der Leyen
“L’Europa sia più coraggiosa. Clausola per la difesa? Abbiamo altre priorità, non escludo scostamento di bilancio”: l’attacco di Meloni al Consiglio Ue
Categorie: Politica

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