Mali jihadisti e tuareg tentano un colpo di Stato: uccisi paramilitari russi e ministro della difesa vicino a mosca
Il Mali affronta un nuovo episodio di instabilità con un tentato colpo di Stato che riporta il Paese nel caos. L’azione mira a rovesciare la giunta militare in carica dal 2021, strettamente collegata alla Russia, mentre una serie di attacchi e scontri si concentra in più aree strategiche. Al centro della vicenda, l’uccisione del ministro della Difesa Sadio Camara, assassinato con un’autobomba a Bamako, indicata come colpo mirato contro un passaggio chiave tra autorità locali e Mosca.
tentato colpo di Stato in Mali: escalation di attacchi e scontri
Le prime notizie su offensive e scontri iniziano a circolare il 25 aprile. In vari distretti vengono segnalati colpi d’arma da fuoco e l’esercito comunica di attacchi condotti da “gruppi terroristici” contro caserme nella capitale e in altre zone, includendo l’aeroporto internazionale. Ben presto emerge che l’offensiva sarebbe guidata dai jihadisti del Jnim in collaborazione con ribelli Tuareg, con rivendicazioni iniziali legate a risultati sul terreno.
Jnim e ribelli Tuareg rivendicano le prime conquiste
Le fonti vicine al governatorato locale confermano l’allontanamento da Kidal: “Abbiamo lasciato Kidal. Non siamo più lì”. Secondo tali indicazioni, a Kidal opererebbero i jihadisti e il Fla (Fronte di liberazione dell’Azawad). La città, in passato controllata da gruppi ribelli, era stata riconquistata nel novembre 2023 da un’offensiva dell’esercito maliano sostenuto da mercenari russi del Gruppo Wagner.
obiettivi degli attacchi rivendicati a Bamako e a Kati
In una dichiarazione, il Jnim afferma di assumersi la responsabilità degli attacchi diretti contro il quartier generale del presidente maliano Assimi Goïta, quello del ministro della Difesa Sadio Camara e l’aeroporto internazionale di Bamako, oltre a “siti militari” nella vicina città di Kati. La stessa comunicazione collega la conquista di Kidal a un’“operazione di successo” contro l’esercito maliano e i mercenari russi, con la partecipazione dei partner del Fla.
omicidio del ministro della Difesa Sadio Camara: il nodo tra giunta e Mosca
Un passaggio centrale dell’escalation è l’omicidio, dopo appena un giorno dai primi attacchi, del ministro della Difesa Sadio Camara. L’uccisione avviene tramite autobomba nella sua residenza a Bamako. L’assassinio viene descritto come mirato perché Camara sarebbe stato considerato il collegamento fondamentale tra la giunta militare e Mosca.
Russia condanna il golpe: perdite e accuse su addestramento
La Russia è indicata come la prima a condannare il nuovo tentativo di rovesciare il governo in un Paese attraversato da instabilità politica continuativa da circa un decennio. Secondo quanto riferito da Mosca, tra le vittime figurerebbero anche membri dell’Africa Corps, formazione paramilitare legata al ministero della Difesa russo.
Georgy Borisenko: attacchi coordinati e perdite del Corpo d’armata africano
Il viceministro degli Esteri russo Georgy Borisenko sostiene che il 25 aprile in Mali si sarebbero verificati attacchi coordinati da gruppi terroristici affiliati ad al-Qaeda e separatisti Tuareg. Secondo la ricostruzione russa, le azioni avrebbero colpito le forze armate del Paese in più zone e, in modo “purtroppo”, anche unità del Corpo d’armata africano, con conseguenti perdite anche per Mosca.
esercito russo: sventato il golpe e contestazione su addestratori
Nel contempo, l’esercito russo afferma di aver impedito ai ribelli di organizzare il colpo di Stato. La stima fornita riguarda 12mila persone. L’accusa riguarda una preparazione degli stessi ribelli con la partecipazione di istruttori mercenari ucraini ed europei. Tra gli elementi citati, l’uso di sistemi missilistici antiaerei portatili di tipo occidentale, tra cui Stinger e Mistral.
governance e risposte interne: rassicurazioni di Assimi Goïta
Dopo tre giorni di scontri, il 28 aprile il leader della giunta militare Assimi Goïta rivolge rassicurazioni ai propri sostenitori, sostenendo che “la situazione è sotto controllo” e che il tentato golpe sarebbe fallito. Durante l’intervento viene indicato che l’apparato di sicurezza è stato rafforzato e che proseguono operazioni di rastrellamento, perquisizione, raccolta di informazioni e sicurezza.
francia: raccomandazione di lasciare temporaneamente il mali
La reazione esterna si manifesta il 29 aprile, quando la Francia raccomanda ai propri connazionali di lasciare temporaneamente il Mali “il prima possibile”. Il messaggio riflette la percezione di un quadro ancora tale da richiedere prudenza, in un contesto segnato da attacchi in più aree e dalla prosecuzione delle tensioni.
Principali personalità citate:
- Assimi Goïta
- Sadio Camara
- Georgy Borisenko
