Mala del brenta felice maniero: tornassi indietro non farei il bandito
La parabola di Felice Maniero, noto come “Faccia d’Angelo”, restituisce un quadro segnato da fragilità, distanza affettiva e conseguenze giudiziarie. A 71 anni l’uomo, oggi residente in una residenza sanitaria assistita, descrive una vita ormai lontana dall’immagine con cui venne riconosciuto in passato. Parla di sé come di un soggetto che non si sente più al centro di nulla di eccezionale, arrivando a definirsi “un’anima dannata”.
felice maniero: “faccia d’angelo” tra fragilità e questioni di sicurezza
Il contesto attuale viene delineato con riferimento a una residenza sanitaria assistita e a questioni di sicurezza. L’uomo si racconta come invecchiato e come persona che riconosce la propria storia senza mitizzarla. Nella narrazione emergono elementi di disagio e di rimozione dell’etichetta che lo aveva accompagnato: non è più lo stesso volto, né la stessa figura pubblica che venne associata a episodi e contesti criminali.
legami familiari spezzati e denunce: dolore e mancanza di contatto
Uno dei punti più ricorrenti riguarda la scomparsa del rapporto con i familiari. Maniero riferisce di non vedere più i figli, spiegando che l’abbandono sarebbe collegato alle sue scelte passate. Il dolore viene espresso con forza: “Non vedo più neppure i miei figli”, sottolineando che la mancanza genera sofferenza e che i contatti avvengono solo tramite telefonate, con risposte forzate dal loro lato.
La distanza riguarda anche la sorella Nonetta e l’ex compagna Marta. Entrambe, secondo quanto riportato, lo avevano denunciato per maltrattamenti. Nel racconto del presente, il quadro relazionale risulta quindi segnato da rotture definitive e da procedimenti maturati in passato.
da boss della mala del brenta a condanna: ammissioni e processo ancora aperto
Nel ricostruire la propria identità criminale, Maniero non si riconosce nell’uomo che fu in grado di muoversi e di vivere in libertà apparente. In passato, nonostante fosse ricercato, venne beccato in un contesto definito in modo specifico: la permanenza all’Hotel Principe di Savoia di Milano.
Viene inoltre richiamata un’autobiografia con titolo “Una storia criminale”, che avrebbe raccontato la sua parabola come boss della Mala del Brenta, indicata come la più spietata organizzazione criminale del Nord Italia. Nel racconto risultano presenti dettagli sugli atti attribuiti o confessati: sette omicidi e tre colpi clamorosi, collocati tra rapine e sequestri di valore.
rapine e bottini: casinò di venezia, aeroporto marco polo e hotel des bains
Le vicende richiamate includono la rapina al Casinò di Venezia, con un bottino indicato in due miliardi di lire. Segue la rapina all’aeroporto Marco Polo, descritta tramite un quantitativo di 170 chili d’oro. Il quadro si completa con l’episodio relativo all’hotel Des Bains del Lido.
pentimento e sconsiglio ai ragazzi: “se tornassi indietro”
Il racconto attuale contiene una presa di distanza netta dalla scelta di vita criminale. Maniero afferma: “Se tornassi indietro non farei il bandito”, aggiungendo che non conviene e che “non rimane nulla”. Nel medesimo passaggio emerge la volontà di disincentivare chi si avvicinerebbe a quel percorso: “Ai ragazzi lo sconsiglio vivamente”.
Viene anche affrontata la questione del valore del presunto tesoro, indicato in 30 miliardi di lire. Secondo la sua ricostruzione, il totale non sarebbe stato mantenuto, dichiarando: “Non li ho finiti, ne ho meno”.
condanna e procedimenti pendenti: pena scontata per collaborazione
La conclusione della vicenda principale si collega a una condanna a undici anni, con la precisazione che la pena sarebbe stata scontata grazie alla collaborazione. Restano però due procedimenti ancora in sospeso.
procedimento a pisa e procedimento a brescia: maltrattamenti e fallimento azienda
Uno riguarda Pisa ed è connesso ai maltrattamenti della sorella. L’altro è legato a Brescia e verte sul fallimento dell’azienda di depurazione dell’acqua di cui l’uomo risulta associato.
figure familiari citate nel racconto
Nel racconto compaiono diversi riferimenti diretti a persone legate alla sfera affettiva e alle denunce che hanno segnato il passato giudiziario.
- Felice Maniero
- Nonetta (sorella)
- Marta (ex compagna)
