Mafie nei porti italiani, rapporto Libera: un evento criminale ogni tre giorni, Livorno crocevia della cocaina

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Mafie nei porti italiani, rapporto Libera: un evento criminale ogni tre giorni, Livorno crocevia della cocaina

Nel 2025 i porti confermano un ruolo decisivo nello scenario criminale italiano: sono stati censiti 131 casi di criminalità nelle strutture marittime, con un +14% rispetto all’anno precedente. Il quadro coinvolge 38 porti, mentre nel 2024 erano 30. A delineare la mappa dei fenomeni e i relativi meccanismi è il rapporto dell’associazione Libera, intitolato “Diario di Bordo. Storie, dati e meccanismi delle proiezioni criminali nei porti italiani e oltre”, curato da Francesca Rispoli, Marco Antonelli e Peppe Ruggiero. Il documento è stato presentato a Firenze e nasce dalla rielaborazione di dati provenienti da fonti come la rassegna stampa Assoporti, le relazioni della Commissione Parlamentare Antimafia, la DIA, la DNAA, l’Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza.

Nel rapporto emerge un andamento che attraversa più anni: tra il 2022 e il 2025 risultano registrati 496 eventi criminali nei porti italiani, pari a uno ogni tre giorni. La questione non è recente, perché nel trentennio 1994-2024 sono stati censiti 113 clan attivi in attività illegali e legali, operanti su 71 porti lungo tutto il Paese, dal Nord al Sud.

criminalità nei porti 2025: numeri, crescita e porti coinvolti

Il 2025 mostra un incremento netto dei casi: 131 episodi di criminalità nelle strutture marittime. Risulta rilevante anche l’allargamento territoriale, con 38 porti coinvolti contro i 30 del 2024.

criminalità nei porti: quali scali guidano la classifica nel 2025

La graduatoria dei casi più elevati nel 2025 vede in cima il porto di Civitavecchia, con 14 episodi, in aumento rispetto ai 4 registrati nel 2024. Seguono Ancona e Gioia Tauro con 13 casi, mentre Genova arriva a 12 (in rapporto al primo posto del 2023, indicato a 13 casi).

Tra le variazioni più marcate figurano Trieste (da 7 a 9), Olbia (da 4 a 7) e Brindisi (da 5 a 6).

criminalità nei porti per regioni: distribuzione 2025

A livello regionale, le Marche risultano con il numero più alto, pari a 16 episodi. Seguono Calabria, Lazio, Sardegna e Liguria con 15 casi ciascuna, mentre Puglia e Sicilia si attestano a 14.

criminalità nei porti: importazioni, esportazioni e sequestri

Dei 131 casi registrati nel 2025, il 56% (73 casi) riguarda importazione di merci o prodotti. Il 10% (13 casi) concerne esportazioni illegali, mentre l’11% (15 casi) è relativo a sequestri di merce in transito.

reati più frequenti: stupefacenti, contraffazione e contrabbando

La fattispecie più ricorrente è il traffico di stupefacenti, con 40 eventi, pari a circa 31,5% del totale. Seguono il traffico di prodotti contraffatti con 34 casi (circa 26,8%) e il contrabbando, che conta 29 eventi (circa 22%).

quattro anni di criminalità nei porti: 2022-2025 e porti più colpiti

Nel quadriennio 2022-2025 complessivamente 53 porti italiani registrano episodi di illegalità. La classifica dei porti più colpiti vede al primo posto Genova con 49 episodi (9,8% del totale). Al secondo posto Livorno con 42 casi (8,4%), seguito da Ancona con 40 eventi (8%).

La graduatoria prosegue con il quarto posto di Civitavecchia a 32 episodi (6,4%), mentre Gioia Tauro e Trieste registrano entrambe 27 casi in crescita. Seguono Palermo con 25 eventi, Brindisi con 23, e Napoli e Salerno con 21.

criminalità nei porti per regioni: quota di eventi nel 2022-2025

In ambito regionale, la Liguria concentra il 16,1% degli eventi, pari a 80. La Sicilia segue con il 14,7% (73 eventi), mentre la Campania si attesta al 9,9% (49).

Alla quarta posizione sale la Puglia con 46 casi. A pari merito risultano Marche e Toscana con 43 eventi, corrispondenti all’8,7% del totale.

interesse delle mafie e corruzione nei porti italiani

Le relazioni annuali della Direzione Nazionale Antimafia e della Direzione Investigativa Antimafia pubblicate tra il 1994 e il 2024 indicano che circa un porto italiano su cinque ha attratto l’interesse della criminalità organizzata. In tale contesto, risultano 113 clan coinvolti in attività di business e 71 porti interessati da proiezioni criminali, con un dato +2 rispetto alla rilevazione precedente.

Il quadro comprende anche porti appartenenti al sistema di Autorità di Sistema Portuale: nel rapporto risulta che tutti i porti sedi di tali Autorità siano stati oggetto di interesse da parte della criminalità organizzata. Tra i 71 porti individuati, 38 sono porti di rilevanza economica nazionale, pari al 65,5% dei principali porti commerciali italiani. Oltre agli scali più grandi, il rapporto evidenzia che anche porti minori o a prevalente vocazione turistica rientrano nelle dinamiche di interesse dei gruppi criminali.

presunta corruzione nelle autorità di sistema portuale tra 2018 e 2024

Nel periodo 2018-2024 sono stati conteggiati 45 episodi di presunta corruzione avvenuti nelle Autorità di Sistema portuale italiane. Il dato emerge dall’analisi delle Relazioni del Responsabile della Trasparenza e della Prevenzione della Corruzione pubblicate sui siti di tutte le Autorità di Sistema Portuale. Il monitoraggio ha coinvolto 16 enti pubblici in un arco temporale di 8 anni. Il rapporto sottolinea che le informazioni disponibili intercettano solo una quota del fenomeno corruttivo legato all’ambito portuale.

porto di livorno: hub della cocaina e rotte illecite

Dagli inizi degli anni Duemila fino alla fine del 2025 emerge, nel rapporto, una prevalenza dell’utilizzo del porto di Livorno per la conduzione di traffici illeciti. Tra le attività indicate figurano traffico di prodotti contraffatti, contrabbando, traffico di rifiuti e traffico di stupefacenti.

La sezione dedica particolare attenzione al ruolo dello scalo come crocevia per il traffico di cocaina. Dal 2011 al 2024 risultano sequestrate 7.818 kg di polvere bianca, pari al 74% del totale sequestrato in Toscana. Le inchieste più recenti segnalano, da un lato, la presenza in Toscana di esponenti della ’ndrangheta e, dall’altro, la presenza di gruppi di origine albanese attivi in funzioni di coordinamento operativo e recupero della merce.

dinamiche criminali nazionali e internazionali nel mercato della cocaina

Il rapporto attribuisce al porto di Livorno un ruolo crescente nelle dinamiche criminali. Viene riportato un passaggio in cui viene descritto come nodo centrale nelle dinamiche criminali, in particolare nel mercato internazionale della cocaina, con riferimento all’evoluzione nel tempo della struttura portuale nello scenario dei traffici.

Curatori del rapporto citati:

  • Francesca Rispoli
  • Marco Antonelli
  • Peppe Ruggiero
Le mafie nei porti italiani, il rapporto di Libera: un evento criminale ogni tre giorni. Livorno crocevia della cocaina
Categorie: Cronaca

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