M5s censura al parlamento ue sugli emendamenti su israel

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M5s censura al parlamento ue sugli emendamenti su israel

La vicenda sollevata dal Movimento 5 Stelle riporta al centro il tema del confronto politico all’interno del Parlamento europeo, mettendo in discussione l’ammissione di specifici emendamenti e richiamando il criterio con cui vengono stabiliti limiti e contenuti ritenuti “fuori tema”. Al centro della contestazione c’è la decisione dell’ufficio tecnico dell’Eurocamera, ritenuta dal gruppo una forma di censura nei confronti di un rappresentante eletto dai cittadini.

censura all’eurocamera e bocciatura emendamenti sul voto a strasburgo

Secondo quanto denunciato dal Movimento 5 Stelle, la contestazione sarebbe in corso da due anni, con l’obiettivo di impedire la discussione relativa ai crimini di Israele in sede parlamentare europea. La denuncia è partita prima attraverso un comunicato e poi è stata portata anche in aula a Strasburgo.

La contestazione riguarda la scelta dell’ufficio tecnico dell’Eurocamera di non ammettere due emendamenti presentati in riferimento alla risoluzione sull’Ucraina. Il mancato passaggio al voto, secondo quanto comunicato, sarebbe legato alla motivazione “out of scope”, quindi fuori tema.

movimento 5 stelle: “doppi standard” e mancata discussione su israele

Nel proprio comunicato, il Movimento 5 Stelle collega la bocciatura degli emendamenti a una presunta disomogeneità nelle posizioni assunte dall’Unione europea. Viene indicato che l’UE avrebbe approvato venti sanzioni alla Russia senza adottare, in parallelo, misure analoghe nei confronti di Israele.

Il passaggio centrale della contestazione riguarda la percezione di una censura nei confronti di una voce politica eletta. La linea espressa è che non sarebbe consentito esercitare il diritto di voto su temi collegati all’azione di Israele in Medio Oriente: viene richiamato che dal 2024 non sarebbe più permesso votare una risoluzione su quanto accade nella regione.

contenuto degli emendamenti: diritto umanitario e corte penale internazionale

La denuncia include anche una spiegazione del contenuto dei due emendamenti contestati. Gli interventi, secondo la ricostruzione fornita, chiedevano che il diritto internazionale umanitario venisse applicato in modo universale.

La contestazione presentata afferma che l’applicazione selettiva del diritto minerebbe la credibilità dell’Unione europea, richiamando l’accordo di associazione UE-Israele indicato come ancora in vigore. Nel testo viene citata la situazione a Gaza e le stragi in Libano come contesto a cui collegare la critica.

Un ulteriore punto riguardava la richiesta agli Stati membri di sostenere il lavoro della Corte Penale Internazionale per perseguire anche i criminali israeliani su cui pende, come indicato, un mandato di cattura internazionale.

risposta “fuori tema” e critica alla democrazia europea

La motivazione addotta per l’esclusione degli emendamenti viene riassunta come un giudizio di inammissibilità perché considerati fuori tema. Nel linguaggio impiegato, la risposta dell’amministrazione viene descritta come una negazione di accesso al voto.

La posizione del Movimento 5 Stelle insiste sul fatto che la decisione sarebbe incompatibile con la logica democratica del Parlamento europeo, parlando di una brutta pagina per la democrazia europea. La critica è formulata anche sul contrasto tra l’impostazione che considera la discussione “fuori tema” e l’urgenza degli avvenimenti richiamati come oggetto della contestazione.

protagonisti citati nella contestazione

  • Danilo Della Valle
  • Ozlem
  • Botenga

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