Loredana ferrara uccisa a vignale arrestato l’ex compagno silvio gambetta

• Pubblicato il • 4 min
Loredana ferrara uccisa a vignale arrestato l’ex compagno silvio gambetta

Un possibile tentativo di investimento, seguito da un’aggressione con un coltello. È su questa linea ricostruttiva che stanno lavorando gli inquirenti per ricostruire gli ultimi istanti di vita di Loredana Ferrara, 53 anni, uccisa nel tardo pomeriggio di lunedì a Vignale Monferrato, nell’Alessandrino. Per il femminicidio è stato arrestato l’ex compagno, Silvio Gambetta, 57 anni, che si trova ora in carcere a Vercelli.

femminicidio a vignale monferrato: l’ipotesi di un tentativo d’investimento e l’aggressione con coltello

Secondo una prima ricostruzione investigativa, ancora in fase di verifica da parte della Procura, l’uomo avrebbe potuto cercare di investire la donna mentre era alla guida di un pick-up, imboccando la salita di piazza Italia. Se questa ipotesi venisse confermata, emergerebbe una dinamica in cui l’aggressione risulta già avviata prima di passare a un successivo atto violento.

Subito dopo, l’azione avrebbe avuto luogo in via Manzoni, dove Ferrara sarebbe stata colpita con un arma da taglio, raggiunta alla gola. A seguire, Silvio Gambetta è stato fermato dai carabinieri poco dopo, nelle vicinanze del luogo del delitto. L’arresto è stato eseguito in tempi rapidi, mentre la Procura mantiene massimo riserbo sugli sviluppi dell’indagine, tuttora in corso per chiarire movente ed esatta sequenza dei fatti.

accertamenti sul corpo e rilievi tecnici: autopsia e indagini in corso

Per ricostruire con precisione la dinamica del femminicidio e confermare o smentire le ipotesi investigative, è previsto lo svolgimento dell’autopsia sul corpo della vittima. Continuano inoltre gli accertamenti tecnici e medico-legali sui rilievi raccolti nell’immediatezza. Questi passaggi sono considerati determinanti per definire con maggiore chiarezza cause e modalità dell’aggressione.

contesto personale dopo la separazione: nessuna denuncia e assenza di segnalazioni riconducibili al codice rosso

Il quadro personale aggiunge ulteriori elementi alla ricostruzione. La coppia si era separata lo scorso inverno. Secondo quanto emerso, Ferrara aveva confidato ad amici e conoscenti di vivere una situazione complessa. Non risultano, però, denunce pregresse né segnalazioni collegate al cosiddetto “codice rosso”.

La vicenda non era conosciuta neppure dal centro antiviolenza me.dea di Alessandria, elemento che gli investigatori e gli operatori coinvolti considerano rilevante nel perimetro della conoscenza precedente ai fatti.

spostamenti dopo la fine della relazione e situazione familiare

Terminata la relazione, Ferrara aveva lasciato Vignale Monferrato trasferendosi prima a Frassinello e successivamente a Camagna, sempre nel territorio del Monferrato. La figlia maggiorenne, nata da una precedente relazione, vive in Veneto con il padre.

reazione delle associazioni del territorio: violenza sistemica e responsabilità collettiva

La morte di Loredana Ferrara ha suscitato una forte reazione da parte delle associazioni locali. La Casa delle Donne Tfq e il Centro antiviolenza Marielle Franco di Alessandria evidenziano che il caso non sarebbe un episodio isolato, ma l’ennesima manifestazione di una violenza sistemica.

Le attiviste sottolineano che l’assenza di denunce non coincide con l’assenza di violenza, richiamando l’attenzione sulla necessità di intervenire prima che situazioni di disagio e controllo possano degenerare. Nel loro comunicato viene indicato un punto chiave: la violenza contro le donne viene descritta come il risultato di un sistema fondato sul controllo della libertà femminile e sull’idea, attribuita all’aggressore, di poter interrompere la vita di una donna che sceglie di viverla senza di lui.

assenza di segnalazioni e critica al ritardo degli interventi

Le associazioni richiamano formule ricorrenti nelle ricostruzioni, evidenziando come spesso si registri l’annotazione: “non risultano denunce” e “non c’erano segnalazioni riconducibili al Codice Rosso”. Secondo la lettura delle attiviste, questa impostazione rischierebbe di tradursi in una logica per cui la violenza viene considerata tale solo quando arriva in un fascicolo, con la conseguenza di arrivare troppo tardi.

Nel testo viene citato anche un riferimento a Zoe Trinchero, uccisa a 17 anni a Nizza Monferrato all’inizio di febbraio, indicata come ulteriore esempio di una violenza che, nel racconto, sarebbe prevenibile se non venisse negata o ridotta a fatto privato. L’associazione conclude richiedendo una responsabilità collettiva e un passaggio culturale che interrompa la narrazione della violenza come eccezione.

persone coinvolte nella vicenda

  • Loredana Ferrara
  • Silvio Gambetta
Il tentativo di investimento prima delle coltellate alla gola, disposta l’autopsia su Loredana Ferrara. In carcere l’ex compagno Silvio Gambetta
Categorie: Cronaca

Per te