Italvolley ai vertici dello sport mondiale: il piano di fefé de giorgi per far giocare gli italiani
Non esistono scorciatoie per raggiungere i traguardi più alti nello sport, ma servono visione e programmazione. È questo il filo conduttore del messaggio del ct dell’Italvolley maschile Fefé de Giorgi, che martedì mattina a Milano ha illustrato, insieme al collega Julio Velasco, la stagione estiva delle nazionali femminili e maschili.
Il quadro descritto mette a confronto percorsi diversi: la pallavolo italiana arriva con una carica importante da campioni del mondo in carica, mentre la nazionale di calcio non si qualifica a un mondiale da dodici anni. In mezzo, il punto centrale torna a essere la costruzione di un sistema capace di guardare avanti.
fefè de giorgi: visione e programmazione come base dei risultati
Nel raccontare il lavoro della squadra, De Giorgi lega i risultati alla capacità della pallavolo di essere un movimento che non ha paura di cambiare e di programmare in ottica futura. La frase sintetizza un metodo che, negli anni, ha coinvolto più livelli: la società, la federazione e la gestione dei percorsi di crescita.
continuità con i giovani: investimento e follow-up
La strategia indicata dal ct ruota attorno a un processo strutturato: collaborazione con le società e con la Federazione non solo nella fase iniziale della ricerca, ma anche nel seguire i giocatori nel tempo. L’obiettivo dichiarato è costruire continuità, seguendo l’evoluzione dei tempi e adattando i percorsi senza perdere coerenza.
Un elemento specifico riguarda l’impostazione del campionato: è stato descritto un tetto di italiani che giocano in modo obbligatorio. Questo vincolo diventa, nella logica del ct, un modo per orientare le risorse: investire nei giovani significa puntare non soltanto sui titolari, ma anche sulle riserve.
assenza di ricette magiche: fare crescere il sistema nel tempo
De Giorgi riconduce i risultati a una visione di lungo periodo, chiarendo che non esiste una ricetta magica. Il lavoro descritto mira a dare continuità alla costruzione del rendimento attraverso la gestione del presente e dei passaggi successivi.
focus sulla gestione attuale delle risorse
Un passaggio centrale riguarda la priorità di impiegare ciò che è disponibile. L’approccio indicato mette in evidenza la necessità di fare il meglio con quello che si ha: aspettare un cambiamento totale del sistema porterebbe tempi troppo lunghi, con una prospettiva che viene associata a dieci o dodici anni prima di tornare a qualificarsi a un mondiale.
trovare vie di mezzo: qualità disponibili e obiettivi
La linea strategica descritta non rinuncia alle qualità presenti. Il ragionamento proposto è quello di trovare vie di mezzo usando le caratteristiche disponibili, lavorando senza focalizzarsi eccessivamente su ciò che manca o su eventuali criticità del sistema. La finalità resta la ricerca di un metodo operativo coerente con i risultati.
confronto con il calcio italiano e il ruolo del sistema
Alla domanda sulla presenza o meno di una visione nel calcio italiano, De Giorgi non formula una valutazione diretta, limitandosi a spiegare che il suo approccio consiste nel cercare di migliorare il sistema in generale. Nel ragionamento riportato, il calcio sarebbe spinto verso interventi perché la situazione impone scelte.
Il ct richiama anche un esempio recente: cinque anni fa la nazionale guidata da Mancini vinse l’Europeo, ma il sistema non era diverso. Da qui l’idea che sia necessario orientarsi verso l’utilizzo delle risorse esistenti, senza spostare tutto sul piano delle trasformazioni strutturali, considerate troppo dilatate nei tempi.
stagione estiva nazionali: Europei in casa
La cornice operativa della stagione estiva riguarda il percorso delle nazionali. È stato indicato che gli azzurri giocheranno gli Europei in casa, inserendo così il lavoro di programmazione e continuità in una fase di impegni ravvicinati.
figure coinvolte nella presentazione
La conferenza di Milano ha visto la partecipazione di:
- Fefé de Giorgi
- Julio Velasco
- Mancini