Italia ai mondiali cosa dice Gravina sull’ipotesi del ripescaggio
Le prospettive per la Nazionale italiana continuano a essere al centro del dibattito calcistico, soprattutto dopo il mancato raggiungimento della qualificazione. Il presidente uscente della FIGC Gabriele Gravina ha espresso un giudizio netto sull’ipotesi di un ripescaggio legato a un possibile forfait della Nazionale iraniana, collegando la questione al ruolo dei tifosi e alla responsabilità istituzionale.
ripescaggio italia ai mondiali: gravina respinge l’ipotesi
Parlando a Otto e mezzo su La7, Gravina ha definito il ripescaggio dell’Italia un’idea fantasiosa e vergognosa. Il punto centrale del ragionamento riguarda la gestione dell’eventuale opportunità: secondo Gravina, in questa fase si finirebbe per negoziare sulle emozioni e sulla passione dei tifosi italiani, indicati come gli unici a meritarne l’accesso.
dimissioni figc: gravina parla di scelta personale e responsabilità
Gravina ha chiarito anche la questione relativa al suo passo indietro dopo l’ultima mancata qualificazione ai Mondiali. Ha affermato di non essere stato costretto a dimettersi: si è trattata, nella sua descrizione, di una scelta personale.
Il presidente uscente ha aggiunto di aver assunto un impegno con i tifosi italiani per raggiungere i Mondiali, riconoscendo che l’obiettivo non è stato mantenuto. In questa cornice, ha sostenuto che fosse giusto lasciare il ruolo, citando l’esistenza di isterie istituzionali e la necessità di non sovraesporre la FIGC.
responsabilità e risultati: valutazione complessiva dell’operato
Secondo quanto dichiarato, Gravina non si ritiene un soggetto che abbia fallito complessivamente. Ha distinto tra il fallimento legato al risultato sportivo e la valutazione dell’attività generale della federazione: ha indicato che, pur essendo mancato l’esito atteso in ambito sportivo, l’insieme dei progetti realizzati colloca la federazione tra le realtà più apprezzate in Europa.
Nel contesto delle considerazioni sulla leadership futura, Gravina ha nominato Malagò e Abete come ottimi dirigenti, ma ha ribadito di aver assunto un impegno solenne a non spingere la candidatura o la volata verso qualcuno specifico.
presidenza figc e commissariamento: no alle pressioni istituzionali
Interrogato sulla corsa alla presidenza della FIGC, Gravina ha collegato il tema alla necessità di tutelare l’autonomia dell’organizzazione e a prendere posizione contro ogni scenario di commissariamento. Ha dichiarato assolutamente no al commissariamento della FIGC.
valutare la figc su più aree: maschile e femminile
Nel ragionamento sul modo corretto di valutare il lavoro federale, Gravina ha sostenuto che la valutazione non dovrebbe limitarsi a una sola nazionale. Ha ricordato che esistono più competizioni e formazioni, tra cui le attività maschili e femminili.
Gattuso e obiettivo sportivo: valori e risultati
Nel parlare di un passaggio tecnico, Gravina ha citato Gattuso, definendolo l’uomo giusto nel momento in cui si è reso necessario. Secondo Gravina, il tecnico avrebbe dovuto contribuire a far riscoprire ai ragazzi valori e attaccamento alla maglia, ma il risultato sportivo non è arrivato.
autonomia sport e ruolo della politica: gravina contro lo sconfinamento
Gravina ha affrontato anche la questione delle responsabilità attribuite alla FIGC, sottolineando che esistono confusioni sui ruoli e sugli spazi decisionali. Ha richiamato il fatto che per tre volte non si è andati ai Mondiali e che, nella sua lettura, si tende a ripetere sempre lo stesso schema: cercare un capro espiatorio.
statuti, regole e rispetto dei meccanismi istituzionali
Secondo quanto dichiarato, i giocatori della nazionale non dipendono direttamente dalla FIGC in senso totalizzante, dato che esistono campionati, leghe e regole. Gravina ha insistito sul rispetto di leggi e statuti, sostenendo che non sia possibile avviare un meccanismo di riforma se non c’è accordo tra tutti i soggetti coinvolti.
commissariamento e modifica normativa: rapporto sport-politica
Parlando del commissariamento, Gravina ha detto che sarebbe contrario all’autonomia dello sport e alle cornici definite da statuti, UEFA e FIFA. Ha aggiunto di aver sentito riferimenti a commissariamenti motivati da modifiche che, a suo parere, potrebbero essere gestite autonomamente.
Nel passaggio sul rapporto con la politica, Gravina ha affermato che lo sport rappresenta economia, identità e cultura. Ha riconosciuto l’interesse del politico verso platee ampie, ma ha ribadito la necessità di autonomia. Per Gravina, l’invasione del campo altrui porta a un principio di rottura istituzionale.
commissione cultura e legge: elementi citati nel dibattito
Gravina ha citato anche un tema collegato alla commissione cultura, facendo riferimento alla presenza di un soggetto indicato come presidente della Lazio e con un’esperienza nel consiglio federale di vent’anni. Nella ricostruzione fornita, il punto riguarda dichiarazioni percepite come legate a un disastro e la tempistica di uscita dall’organismo dopo una sconfitta.
Ha inoltre menzionato la questione della legge 91/1981, indicandone l’abrogazione, e ha fatto riferimento al concetto di vincolo sportivo rimosso dal governo. Nelle parole di Gravina, l’insieme di questi elementi è stato usato per sostenere la necessità di rispetto per il calcio.
caso arbitri: gravina sulla tutela e sul fango mediatico
Il presidente uscente si è espresso anche sul caso arbitri. Ha posto una domanda retorica legata a un trattamento percepito come non uniforme: “garantisti” solo in alcuni momenti, nella descrizione proposta.
garanzie e responsabilità personale
Secondo Gravina, dietro quel ruolo di designatore c’è una persona con una vita e una famiglia, e per questo servirebbero garanzie. Nel suo intervento ha affermato che si sta buttando fango senza avere conoscenza dei fatti.
persone citate
All’interno delle dichiarazioni risultano coinvolti diversi riferimenti:
- Gabriele Gravina
- Gattuso
- Malagò
- Abete
- presidente della Lazio