Istruttore di nuoto italiano milano frenetica a zurigo tranquilla storia e cambiamento

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Istruttore di nuoto italiano  milano frenetica a zurigo tranquilla storia e cambiamento

Lorenzo Pardini, 37 anni, toscano di origine e cresciuto nella provincia di Milano, ha trasformato un percorso professionale in un cambio di vita strutturato. Vivendo in Svizzera dal 2020 insieme alla moglie, giocatrice e insegnante di padel, ha trovato lavoro remunerativo, maggiore sicurezza e una qualità della vita percepita come superiore rispetto allo stress che caratterizzava Milano. Il racconto descrive un passaggio graduale fatto di ricerca, formazione e stabilizzazione contrattuale, culminato anche con la nascita della figlia a fine 2022.

lavoro a zurigo e nuovo equilibrio tra carriera e vita privata

La decisione di lasciare Milano nasce da un’esigenza maturata nel tempo: lo stress nella città è diventato un problema da cui allontanarsi. A Zurigo, invece, Lorenzo ha trovato una combinazione concreta di condizioni lavorative e contesto sociale. All’inizio il processo è stato complesso: cercando incarichi come istruttore di nuoto in istituti privati, in un luogo in cui la materia è considerata parte dell’offerta scolastica, non arrivavano risposte. Il cambio di esito si è presentato quando ha iniziato a indicare chiaramente il periodo di arrivo a Zurigo, con un riscontro più rapido da parte delle strutture.

da 1000 franchi a un contratto in scuole pubbliche

Quando ha intrapreso i primi colloqui, non conosceva il tedesco in modo adeguato. Dopo numerosi confronti, è stato assunto da una scuola a 45 minuti di auto dalla zona in cui vivevano, in un’altra area amministrativa, tra Berna e Zurigo. In quel periodo percepiva 1000 franchi al mese (circa mille euro) lavorando un giorno a settimana. Con l’evoluzione del percorso, è arrivato un contratto in quattro scuole pubbliche, con stipendio e benefit maggiori rispetto alle prime collaborazioni.

istruttore di nuoto e formazione: ostacoli linguistici e percorsi qualificanti

Lorenzo è laureato in Giurisprudenza ed è attivo su più fronti: da un lato l’insegnamento sportivo, dall’altro l’attività giornalistica. Nel 2012 ha iniziato a lavorare come freelance, seguendo lo sport per varie testate nazionali. Parallelamente ha costruito la carriera di istruttore di nuoto, prima ad Assago e poi a Milano.

Il passaggio alla Svizzera ha comportato anche una ridefinizione delle competenze formali. Inizialmente, la ricerca di collaborazioni giornalistiche nel Canton Ticino non ha prodotto esiti. Per dare continuità al proprio percorso, Lorenzo ha puntato sul nuoto: attraverso la federazione e alcune ore di formazione aggiuntiva è riuscito a convertire il brevetto italiano in quello svizzero, avviando così una ricerca di lavoro come istruttore di nuoto.

il ruolo decisivo del tedesco nelle selezioni

Il tedesco si è rivelato un ostacolo determinante. Durante le prove, l’esito negativo si è ripetuto finché Lorenzo non ha potuto migliorare la padronanza linguistica. Con una combinazione di tenacia e studio, arrivando a sostenere i passaggi successivi, è stato possibile ottenere il primo contratto presso una scuola. A quel punto si è aperta anche la possibilità di richiedere il permesso di soggiorno.

Centro nazionale svizzero e diploma federale per contratti più stabili

Lorenzo ha iniziato a studiare tedesco e ha compreso l’importanza della formazione strutturata. Nel suo caso ha seguito percorsi presso il Centro Nazionale Svizzero, nel Canton Berna, dove è possibile formarsi in oltre 70 sport. Ha incontrato persone che hanno cambiato completamente campo lavorativo anche in età avanzata grazie a questa tipologia di formazione.

Inoltre ha avuto accesso al percorso per ottenere il diploma federale, utile per mirare a un contratto a tempo indeterminato. La formazione, secondo quanto riferito, non è gratuita: i costi vengono pagati, ma la Confederazione rimborserà il 50% una volta conseguito il diploma. Anche i sindacati incentivano la formazione, rimborsando fino a un terzo della spesa con un tetto massimo di 1000 franchi. Nel settore privato è indicata la presenza di un turnover e la possibilità di licenziare risulta più agevole rispetto ad altri contesti, rendendo la formazione un fattore di sicurezza aggiuntivo.

impatto della pandemia e motivazioni del trasferimento definitivo

Lorenzo racconta che la vita è scorsa fino all’arrivo della pandemia, quando il mondo e soprattutto lo sport si sono fermati. L’esperienza ha fatto emergere quanto la frenesia della città non fosse più sostenibile. Il punto di svolta non era soltanto lavorativo: mancava una destinazione chiara e l’idea di un’esperienza diversa era presente, anche perché Lorenzo non aveva potuto fare l’Erasmus.

Per orientarsi è stato determinante il supporto di un ex compagno di università trasferitosi a Zurigo. Il racconto dell’area sottolineava la qualità della vita legata ai servizi, mantenendo però una dimensione urbana meno metropolitana rispetto a Milano. Un ulteriore elemento citato riguarda la possibilità, in pochi chilometri, di vivere la campagna attorno al lago.

Dopo alcuni viaggi nei mesi successivi, la Svizzera ha confermato l’impressione iniziale. A livello professionale, il tentativo di ottenere collaborazioni giornalistiche nel Canton Ticino è rimasto senza riscontri; da lì è partita la strategia sul nuoto, con la conversione del brevetto e la ricerca di lavoro come istruttore di nuoto.

sicurezza, scuola e cittadinanza: cambiamenti percepiti a livello familiare

A fine 2022 nasce sua figlia e il confronto con Milano si concentra su aspetti concreti, soprattutto legati alla sicurezza. Nel precedente contesto, nonostante l’esistenza di inferriate, era comunque possibile l’ingresso dei ladri. In Svizzera, invece, le inferriate non sarebbero nemmeno state montate. La percezione riportata riguarda la possibilità per i bambini di andare a scuola da soli o alla fermata del bus, con la sensazione di vivere in un ambiente più sicuro.

ius scholae e percorso di cittadinanza

Nel racconto compare lo Ius Scholae: sua figlia potrà decidere se prendere la cittadinanza a 16 anni, dopo un percorso di studio. Per il momento avrebbe la cittadinanza italiana, mentre l’idea della famiglia sarebbe quella di rimanere in Svizzera. Lorenzo ha ottenuto da qualche mese il permesso permanente illimitato e indica che, tra cinque anni, potrà richiedere la cittadinanza.

Il legame con l’Italia viene descritto soprattutto come mancanza di amici e parenti. Il ritorno avviene per le feste, ma la scelta di vita resta nella nuova località di residenza.

personaggi citati

  • Lorenzo Pardini
  • La moglie di Lorenzo (giocatrice e insegnante di padel)
  • La figlia di Lorenzo
Istruttore di nuoto in Svizzera. “A Milano troppo stress. Qui i bimbi vanno a scuola da soli e non ci sono inferriate alle finestre”

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