Israele condanna a 30 giorni di carcere il soldato che ha distrutto la statua di Gesù

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Israele condanna a 30 giorni di carcere il soldato che ha distrutto la statua di Gesù

Provvedimenti annunciati e confermati al termine di un’indagine interna: un militare dell’Idf coinvolto nella distruzione di una statua di Gesù nel sud del Libano è stato condannato a 30 giorni di carcere ed è stato rimosso dal servizio di combattimento. Nello stesso procedimento è stata applicata una condanna anche al soldato che filmava l’episodio, mentre gli altri sei presenti dovranno affrontare un colloquio conoscitivo prima che le delegazioni di comando decidano eventuali ulteriori misure.

condanna a 30 giorni e rimozione dal servizio per il soldato idf

Il ministro degli Esteri di Israele Gideon Sàar aveva promesso l’arrivo di provvedimenti, e l’esito dell’istruttoria interna li rende operativi. Il militare dell’Idf ritenuto responsabile della distruzione della statua di Gesù, avvenuta nel villaggio cristiano di Debel, è stato condannato a 30 giorni di carcere ed è stato rimosso dal servizio di combattimento.

episodio nel villaggio di debel: statua colpita e presenza di altri militari

L’indagine interna si è conclusa lunedì sera, ricostruendo l’evento nell’ambito di un’operazione condotta nel villaggio cristiano di Debel, nel Libano meridionale. Durante l’azione, il soldato che colpiva l’icona di Gesù crocifisso era affiancato da altri sei militari israeliani. La ricostruzione indica che tutti i presenti non sono intervenuti per fermare l’accaduto.

In parallelo, la condanna ha riguardato anche il commilitone che filmava mentre la statua veniva colpita con un martello, risultando così coinvolto nella dinamica dell’atto.

colloquio conoscitivo per i sei militari non intervenuti

Oltre alla condanna per i due soldati direttamente coinvolti nella distruzione e nella ripresa, gli altri sei militari convocati dovranno partecipare a un colloquio conoscitivo. L’incontro deve ancora svolgersi e, una volta completato, saranno le delegazioni di comando a stabilire se e quali provvedimenti adottare nei loro confronti.

posizione dell’idf: rammarico, valori dell’esercito e obiettivo dell’azione in libano

L’ufficio del portavoce dell’esercito ha espresso profondo rammarico per l’accaduto. Nella comunicazione ufficiale è stato ribadito che l’attività dell’Idf in Libano è diretta contro Hezbollah e altri elementi terroristici, e non contro i cittadini libanesi.

comando nord: sostituzione della statua per la comunità

Il Comando Nord è indicato come impegnato nell’assistenza alla comunità del villaggio per sostituire la statua. L’obiettivo dichiarato riguarda quindi il ripristino dell’elemento colpito nel contesto locale.

eyal zamir condanna l’accaduto come violazione dei valori idf

Anche il Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir ha condannato l’incidente, definendo l’episodio come comportamento inappropriato e una violazione dei valori dell’Idf.

figure istituzionali citate

Nel quadro delle comunicazioni e della valutazione disciplinare sono menzionate le seguenti personalità coinvolte, direttamente o tramite funzioni di responsabilità:

  • Gideon Sàar
  • Eyal Zamir
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