Iran non c è accordo Vance annuncia fumata nera nei negoziati
Una missione diplomatica a Islamabad si chiude senza intesa. Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, comunica la conclusione dei colloqui con l’Iran dopo 21 ore di confronto, descrivendo la giornata come densa di discussioni ma priva dell’accordo necessario per trasformare la tregua che ha congelato la guerra in un’intesa stabile.
colloqui usa-iran a isbambad: jd vance annuncia la fumata nera
JD Vance dichiara che “non abbiamo raggiunto un accordo” nei colloqui con l’Iran. Il vicepresidente afferma di aver avuto discussioni sostanziali con la controparte, presentando questo elemento come un aspetto positivo dell’incontro. La valutazione resta però sbilanciata sull’esito: la mancanza di un’intesa viene indicata come una notizia negativa, con impatto percepito come più rilevante per l’Iran che per gli Stati Uniti, portando a una conclusione netta della missione.
Vance spiega che la delegazione torna negli Stati Uniti senza accordo dopo i colloqui tenuti in Pakistan, chiarendo che la fase negoziale si è chiusa senza passi concreti verso un’intesa finale.
negoziazione “in buona fede” e mancato progresso
Il vicepresidente collega l’esito alla dinamica della trattativa. Secondo Vance, il presidente Donald Trump avrebbe chiesto al team negoziale di negoziare in buona fede e di fare il massimo sforzo per ottenere un accordo. Vance afferma che tali indicazioni sono state seguite, ma non sarebbe stato possibile compiere progressi. La ragione viene individuata nel fatto che l’Iran non avrebbe accettato i termini presentati dagli Stati Uniti.
Vance introduce inoltre il contenuto di una proposta finale: la delegazione lascia l’incontro con una “offerta finale e migliore”, definita come una proposta molto semplice. La comunicazione resta subordinata a una possibile risposta: il vicepresidente afferma che sarà valutato se gli iraniani accetteranno l’offerta, ricordando che al momento non è arrivata una risposta positiva.
programma nucleare iraniano: richiesta di impegno concreto
Nel quadro della discussione, Vance sottolinea un punto centrale: l’Iran non è disposto a rinunciare al proprio programma nucleare. Il vicepresidente sostiene che gli Stati Uniti attendono un impegno concreto da parte di Teheran, specificando che l’obiettivo dovrebbe essere impedire lo sviluppo di un’arma nucleare e anche degli strumenti che consentirebbero di arrivarvi rapidamente.
Vance fa riferimento a una capacità materiale già presente: l’Iran dispone, secondo quanto riportato, di circa 440 chili di uranio arricchito al 60%. Tale base, secondo la spiegazione fornita, permetterebbe di raggiungere rapidamente materiale utile per la produzione di armi atomiche. Da qui deriva la domanda indicata come decisiva: un impegno fondamentale non solo nel breve periodo, ma a lungo termine, con l’obiettivo di non sviluppare un’arma nucleare nel tempo.
Il vicepresidente afferma che questa garanzia non è stata ancora osservata, pur restando l’auspicio di poterla vedere in seguito.
contatti continui con trump e vertici usa durante le 21 ore
JD Vance descrive la gestione politica dell’intera trattativa come costantemente aggiornata. Il vicepresidente afferma di aver parlato più volte con il presidente Donald Trump nel corso dei colloqui. Indica inoltre che i contatti sarebbero stati frequenti, quantificandoli come “una mezza dozzina” nelle ultime 21 ore.
Tra i soggetti menzionati, Vance dichiara contatti anche con il segretario di Stato, Marco Rubio, con il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, con il segretario al Tesoro, Scott Bessent e con l’ammiraglio Brad Cooper, indicato come comandante del Centcom. Il vicepresidente ribadisce che la delegazione sarebbe rimasta in un contatto costante con il team perché la trattativa si è svolta con l’intento di negoziare in buona fede.
Personaggi citati:
- JD Vance
- Donald Trump
- Marco Rubio
- Pete Hegseth
- Scott Bessent
- Brad Cooper