Iran minaccia ritorsioni contro USA e Israele dopo dichiarazioni di Trump

• Pubblicato il • 5 min
Iran minaccia ritorsioni contro USA e Israele dopo dichiarazioni di Trump

Le tensioni in Medio Oriente restano ad alta intensità tra minacce reciproche, dichiarazioni ufficiali e comunicazioni operative. Da Teheran arrivano risposte alle recenti parole di Donald Trump, mentre sul terreno continuano le rivendicazioni e le reazioni legate a nuovi lanci nel nord di Israele e a presunti raid nel centro del Paese. Nel quadro complessivo si inseriscono anche le indicazioni di sicurezza emesse dall’ambasciata statunitense a Baghdad, con l’avvertimento di possibili azioni da parte di milizie filo-iraniane.

teheran risponde a trump con minacce e promesse di attacchi

Il comando operativo militare Khatam Al-Anbiya ha risposto alle dichiarazioni del presidente Donald Trump secondo cui gli Stati Uniti avrebbero effettuato massicci bombardamenti contro l’Iran entro due o tre settimane. Secondo quanto riportato, la risposta iraniana contiene l’annuncio di attacchi “devastanti” contro Stati Uniti e Israele.

La dichiarazione sostiene che, se Dio vuole, la guerra porterebbe umiliazione, sconfitta, rimpianti e capitolazione. La replica viene presentata come reazione alle “ultime affermazioni” del presidente statunitense.

ministero degli esteri iraniano: “non sopporteremo il ciclo guerra-negoziati-cessate il fuoco”

Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha ribadito la determinazione a continuare la difesa contro l’aggressione statunitense-israeliana, finché la guerra illegale rimarrà attiva. Nel contempo, Baghaei ha dichiarato che l’Iran non sopporterà il circolo vizioso costituito da guerra, negoziati e cessate il fuoco, seguito da un ritorno allo stesso schema.

Secondo la posizione espressa, tale dinamica sarebbe catastrofica non soltanto per l’Iran, ma per l’intera regione e anche oltre i suoi confini.

khatam al-anbiya: “i vostri raid sono insignificanti”

Il quartier generale militare iraniano Khatam al-Anbiya ha sostenuto che la comprensione da parte di Stati Uniti e Israele delle capacità militari iraniane sarebbe “incompleta”. In una dichiarazione diffusa da Tasnim, viene promessa la prosecuzione del conflitto fino alla “resa definitiva” dei nemici.

capacità militari iraniane definite “parziali” e attacchi mirati a obiettivi strategici

Il portavoce ha affermato che le informazioni disponibili su potenza militare ed equipaggiamenti sarebbero parziali, sottolineando che non sarebbero note le “ampie e strategiche capacità” dell’Iran. Nel quadro delle risposte, viene anche contestata l’idea che i colpi abbiano eliminato elementi essenziali.

È stato precisato che Washington e Tel Aviv non dovrebbero illudersi di aver distrutto:

  • centri di produzione missilistica strategica
  • droni offensivi a lungo raggio e di precisione
  • moderni sistemi di difesa aerea
  • sistemi di guerra elettronica
  • tecnologie speciali

località operative non raggiungibili

La dichiarazione aggiunge che le attività militari strategiche si svolgerebbero in luoghi di cui gli avversari non avrebbero conoscenza e che non sarebbero in grado di raggiungere. Di conseguenza, i siti colpiti finora vengono definiti “insignificanti”.

hezbollah rivendica attacchi missilistici e droni nel nord di israele

Hezbollah ha rivendicato attacchi missilistici e con droni nel nord di Israele. In diversi comunicati, il gruppo libanese filo-iraniano ha dichiarato di aver preso di mira con missili soldati israeliani posizionati in due località della zona di confine e di aver attaccato con droni un villaggio israeliano.

Il Comando del Fronte Interno israeliano ha riferito che in quelle aree sono scattati allarmi e ha indicato che, secondo le sue informazioni, gli attacchi non avrebbero provocato vittimedanni.

israele: risposte a lanci missilistici iraniani e segnalazioni nel centro

L’esercito israeliano ha dichiarato che le difese aeree hanno risposto a ondate di lanci missilistici iraniani nelle prime ore di oggi. Le comunicazioni specificano che sono stati registrati almeno due attacchi dopo il discorso alla nazione del presidente statunitense Donald Trump sulla guerra in Medio Oriente.

impatto nel centro e feriti lievi nell’area di tel aviv

Nel primo raid, la polizia israeliana ha indicato che gli agenti sono stati chiamati in diversi siti di impatto nel centro di Israele, con una cifra riportata dai media locali pari a nove. Fonti mediche hanno riferito che quattro persone sono rimaste lievemente ferite nell’area di Tel Aviv.

I media israeliani hanno attribuito l’estensione dei danni, su un’area relativamente vasta, all’uso di munizioni a grappolo che esplodono a mezz’aria disperdendo piccole bombe. Per i successivi attacchi non risultano segnalazioni immediate di vittime o danni.

sirene nel nord per possibili attacchi dal libano

Nel nord del Paese, le sirene antiaeree avrebbero iniziato a suonare nelle prime ore con avvertimenti legati a possibili attacchi provenienti dal Libano.

iraq: ambasciata usa invita gli americani a lasciare il paese

L’ambasciata statunitense a Baghdad ha esortato i cittadini americani a lasciare l’Iraq. L’avvertimento sostiene che milizie filo-iraniane potrebbero compiere attacchi nel centro di Baghdad entro 24-48 ore.

possibili bersagli indicati: cittadini, sedi e infrastrutture

La nota, pubblicata sul profilo X della rappresentanza USA nella capitale irachena, indica che gruppi di miliziani terroristici allineati con l’Iran potrebbero mirare a cittadini statunitensi e a obiettivi associati agli Stati Uniti, includendo la Regione del Kurdistan iracheno (IKR). Viene specificato che potrebbero essere presi di mira:

  • cittadini statunitensi
  • aziende legate agli Stati Uniti
  • università
  • sedi diplomatiche
  • infrastrutture energetiche
  • hotel
  • aeroporti
  • altri luoghi percepiti come associati agli Stati Uniti
  • istituzioni irachene e obiettivi civili

avvertimento su rapimenti e indicazioni operative

La comunicazione dell’ambasciata afferma inoltre che le milizie terroristiche avrebbero preso di mira cittadini americani per rapirli. Sulla base di tali rischi, i cittadini statunitensi vengono invitati a lasciare l’Iraq immediatamente.

È riportato anche che la missione diplomatica in Iraq rimarrebbe aperta, nonostante l’ordine di espatrio, per assistere i cittadini presenti nel Paese. Si specifica inoltre che è sconsigliato recarsi all’ambasciata a Baghdad o al consolato generale a Erbil a causa di significativi rischi per la sicurezza.

Nel testo viene citato che il 31 marzo, nel centro di Baghdad, è stata rapita la giornalista statunitense Shelly Kittleson.

nomi citati nelle dichiarazioni e nelle comunicazioni

  • Donald Trump
  • Khatam Al-Anbiya
  • Esmaeil Baghaei
  • Hezbollah
  • Shelly Kittleson
L’Iran risponde a Trump: “Faremo attacchi devastanti contro Stati Uniti e Israele”. Ambasciata Usa: “Americani, via dall’Iraq”

Per te