Iran israele media tregua 45 giorni teheran smentisce trattative e ultime notizie
Il susseguirsi di raid e bombardamenti tra Stati Uniti e Israele, con al centro l’Iran, continua a far registrare un pesante impatto umano e a intensificare il confronto diplomatico. I resoconti diffusi dai media riportano un bilancio crescente delle vittime, mentre si moltiplicano le informazioni su possibili percorsi di mediazione e sulle posizioni delle parti in merito a tregue, cessate il fuoco e ripresa delle comunicazioni marittime nello Stretto di Hormuz.
bilancio vittime raid usa-israele contro l’iran: almeno 34 morti
Secondo quanto riferito da al jazeera, il bilancio complessivo delle vittime legate agli ultimi attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran è salito a 34 morti. La stessa fonte precisa che i raid notturni e del mattino avrebbero causato almeno 23 decessi nella provincia di teheran, includendo sei bambini.
Ulteriori numeri vengono associati ad altre località colpite: cinque persone sarebbero morte in una zona residenziale della città di qom, a sud di Teheran, mentre sei vittime sarebbero state registrate nella città meridionale di bandar-e lengeh.
attacchi a teheran e dintorni: case distrutte, soccorsi ancora in corso
Altre informazioni parlano di conseguenze dirette in aree urbane. L’agenzia mehr, ripresa da al-jazeera, riferisce di un attacco missilistico statunitense-israeliano contro un’area residenziale nella parte orientale di teheran, con almeno quattro morti e sette feriti.
Nel rapporto viene indicato che tre unità abitative sarebbero state completamente distrutte, mentre altri 50 edifici avrebbero riportato gravi danni. I soccorritori, secondo mehr, stanno ancora cercando eventuali sopravvissuti sotto le macerie.
attacchi completati contro “obiettivi del regime” a teheran
L’esercito israeliano afferma di aver completato una serie di attacchi contro “obiettivi del regime” a teheran. Il messaggio, diffuso su telegram dalle forze israeliane, arriva dopo che i media iraniani avevano segnalato attacchi contro aree residenziali nelle prime ore del mattino.
raid vicino a teheran e quartier generale operativo: segnalati 13 decessi
L’agenzia fars, ripresa dai media internazionali, sostiene che forze statunitensi e israeliane avrebbero bombardato due unità abitative nella città di qaleh mir, nella contea del baharestan, causando almeno 13 morti. La zona viene descritta come densamente popolata nella provincia di teheran.
Il governatore del baharestan riferisce che le operazioni di rimozione delle macerie e la ricerca di persone intrappolate sarebbero ancora in corso.
mediazione per cessate il fuoco: piano “in due fasi” e discussioni su 45 giorni
Accanto alle notizie sugli impatti militari, emergono indicazioni sul fronte negoziale. reuters riporta di un piano per porre fine alle ostilità e riaprire lo stretto di hormuz, secondo fonti anonime informate. L’accordo quadro sarebbe stato elaborato dal pakistan e scambiato con iran e usa nel corso della notte.
La proposta, provvisoriamente chiamata “accordo di islamabad”, delineerebbe un percorso in due fasi: un cessate il fuoco immediato seguito da un accordo globale. Nel documento si indicherebbe la riapertura di hormuz entro 15-20 giorni, con i colloqui finali in presenza a islamabad.
axios: trattative su un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni
axios riferisce anche di colloqui in corso: quattro fonti statunitensi, israeliane e regionali, a conoscenza delle discussioni, sostengono che gli Stati Uniti, l’Iran e un gruppo di mediatori regionali stiano discutendo i termini di un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni. Secondo la ricostruzione, l’obiettivo sarebbe arrivare a una fine definitiva della guerra.
posizioni iraniane su cessate il fuoco e rappresaglie: linee dure
Nel dibattito mediatico sulle tregue, l’Iran ribadisce condizioni e respinge impostazioni basate su misure temporanee. L’agenzia tasnim, affiliata ai pasdaran, definisce le rivelazioni diffuse da axios su una presunta mediazione come un tentativo di mescolare le carte, orientato a preparare quello che viene presentato come “l’ennesimo passo indietro di donald trump”.
Tasnim sostiene inoltre che il presidente statunitense starebbe cercando di ritirarsi dalla minaccia legata a centrali elettriche e altre infrastrutture, mentre la diffusione di tali notizie sarebbe finalizzata a preparare un’eventuale uscita. L’agenzia sottolinea che l’Iran avrebbe ripetutamente affermato di non accettare cessate il fuoco temporanei senza un accordo sulla fine del conflitto.
minacce di rappresaglie: attacchi a obiettivi civili “molto più devastanti”
Un ulteriore elemento riguarda l’avvertimento sul livello delle ritorsioni. Il comando militare centrale iraniano dichiara che le rappresaglie contro gli avversari sarebbero “molto più devastanti” qualora venissero colpiti obiettivi civili. In una dichiarazione pubblicata dall’emittente statale irib su telegram, viene affermato che, se gli attacchi contro obiettivi civili si ripetessero, le fasi successive delle operazioni offensive e di rappresaglia risulterebbero più devastanti e più diffuse.
stretto di hormuz e traffico marittimo: attraversamenti autorizzati e calo del 90%
Sul piano operativo e infrastrutturale, si collocano le informazioni relative allo stretto di hormuz. L’agenzia fars, affiliata alle guardie rivoluzionarie iraniane (irgc), riferisce che nelle ultime 24 ore 15 navi avrebbero attraversato lo stretto con permesso dell’Iran, secondo quanto riportato anche da al jazeera.
Fars indica inoltre che il traffico marittimo attraverso questa rotta risulterebbe inferiore del 90% rispetto al periodo precedente all’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
donald trump citato nelle ricostruzioni sulla mediazione
Le ricostruzioni diffuse dall’agenzia tasnim includono un riferimento diretto alla figura di donald trump, collegandola alle ipotesi di gestione della crisi e alle fasi negoziali.
- donald trump
