Iran, il capo del pentagono contro l’europa: il tempo dello scrocco è finito

• Pubblicato il • 3 min
Iran, il capo del pentagono contro l’europa: il tempo dello scrocco è finito

Alla conferenza stampa al Pentagono, il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth ha attaccato duramente l’atteggiamento di Europa e Asia, accusandole di aver beneficiato per anni della protezione statunitense. Il messaggio è stato costruito attorno a un principio centrale: la fine di una presunta asimmetria nei rapporti tra alleati.

pentagono e alleati: “ora il tempo dello scrocco è finito”

Hegseth ha dichiarato che gli Stati Uniti non contano sull’Europa, sostenendo che l’equazione degli interessi cambia soprattutto per quanto riguarda lo stretto di Hormuz. Secondo il capo del Pentagono, Europa e Asia avrebbero bisogno di Hormuz più di quanto non ne avrebbero gli Stati Uniti, da cui l’esortazione a modificare condotta e priorità.

Il segretario alla Difesa ha inoltre criticato l’abitudine di “parlare meno e fare meno conferenze eleganti in Europa”, invitando invece a “mettersi in mare”. In questa cornice ha riassunto la propria posizione con una formula netta: si tratterebbe più di una “lotta” degli altri che degli Stati Uniti.

alleanza come rapporto bilaterale, non un percorso a senso unico

La parte conclusiva del passaggio sugli alleati ha ribadito un concetto di reciprocità: America e mondo libero avrebbero bisogno di partner leali e consapevoli che l’essere alleati non è una relazione a senso unico. Hegseth ha descritto il rapporto come a doppio senso, ponendo l’accento sulla necessità di una partecipazione concreta.

iran e stretto di hormuz: scelte e contrasto alle azioni

Quanto all’Iran, Hegseth ha affermato che Teheran avrebbe “l’occasione di fare un buon accordo”. Nel suo intervento ha richiamato una “scelta importante da fare”, collegando la valutazione delle opzioni di Teheran all’andamento della situazione nello stretto.

mine aggiuntive, cessate il fuoco e transito “più limitato”

Sul tema di Hormuz, il segretario alla Difesa ha sottolineato che i tentativi iraniani di piazzare ulteriori mine sarebbero contrastati, con un giudizio esplicito su tali azioni definite sconsiderate e irresponsabili. Secondo quanto dichiarato, l’installazione di nuove mine costituirebbe una violazione del cessate il fuoco.

Hegseth ha poi chiarito l’aspetto operativo del contesto, precisando che il transito nello stretto di Hormuz sarebbe “molto più limitato” di quanto vorrebbe far vedere chiunque. L’idea centrale, quindi, riguarda una percezione non allineata alla reale portata dei movimenti.

operation epic fury e visione sul conflitto con l’iran

Nel corso della conferenza stampa, Hegseth ha anche elogiato quelli che ha definito “risultati militari decisivi” ottenuti dagli Stati Uniti con la Operation Epic Fury. La missione è stata descritta come “coraggiosa e pericolosa” e presentata come un beneficio per il mondo.

nobel per la pace e proposta di rinominare il dipartimento

Secondo Hegseth, l’unica istituzione che dovrebbe ricevere ogni anno il Nobel per la Pace sarebbe l’esercito degli Stati Uniti. Nel medesimo contesto ha aperto alla possibilità di rinominare il Dipartimento della Guerra in Dipartimento della Pace. La giustificazione è stata legata all’idea che, combattendo una guerra nel modo corretto, si possa portare la pace dall’altra parte.

conflitto con l’iran: “portare la pace dall’altra parte”

Le dichiarazioni sono state collegate al conflitto con l’Iran, con l’argomentazione secondo cui la finalità sarebbe la pace perseguita attraverso l’azione militare. In chiusura, il ragionamento si è mantenuto coerente con la linea tenuta durante l’intervento: un approccio più pragmatico, basato su partecipazione e risultati, secondo la visione espressa dal segretario alla Difesa.

Personaggi e figure citate:

  • Pete Hegseth

Per te