Intelligenza artificiale deve far paura ma solo per cose importanti: esempio di palantir
La paura dell’intelligenza artificiale sembra spesso legata a immagini semplici e stereotipate: sistemi che scrivono temi per ragazzi pigri, oppure strumenti grafici che producono figure “sbagliate”, caricate con dettagli grotteschi. Il punto centrale, però, non sta nella fantasia. La vera posta in gioco riguarda il modo in cui i dati vengono trasformati in controllo, in decisioni automatiche e in potere operativo.
Ogni azione quotidiana lascia tracce: la ricerca di un percorso con una mappa, i commenti pubblicati sui social, le mail inviate, le telefonate effettuate. Perfino i momenti di confidenza condivisi con un telefono appoggiato sul tavolo o tenuto in tasca possono rientrare in un flusso di informazioni. Ogni elemento diventa dato, e ogni dato alimenta un sistema capace di costruire una rappresentazione dettagliata del mondo in cui si vive.
intelligenza artificiale e sorveglianza: la trasformazione dei dati in controllo
Le attività quotidiane vengono descritte come materiale grezzo che un “cervello elettronico” assorbe e rielabora. Il risultato è una mappa meticolosa del contesto personale e sociale, interpretata come forma di sorveglianza e controllo. L’idea di fondo è che l’automazione non si limiti a produrre contenuti o immagini, ma diventi infrastruttura decisionale: un meccanismo che orienta ciò che viene fatto e ciò che viene colpito.
palantir e potere geopolitico: dal caso bin laden alle operazioni moderne
Nel quadro descritto emerge un’azienda chiamata Palantir. L’ecosistema viene presentato come legato a governi e servizi di intelligence: pagamenti attribuiti alla CIA e, in aggiunta, ai servizi segreti del Regno Unito, di Israele e della Nato.
Palantir viene indicata come un sistema capace di usare informazioni sui cittadini per il controllo e come tecnologia collegata a un obiettivo storico, descritto nella narrazione con l’arresto/cattura di Bin Laden. La stessa piattaforma viene poi collocata nel presente con un ruolo più ampio: viene citata come parte di procedure operative dell’ICE, la polizia anti-immigrazione associata all’azione di Trump, e come strumento che detta linee operative rispetto a una guerra in Iran.
palantir e i sistemi operativi: gotham, droni e decisioni senza intervento umano
Il contenuto descrive la crescita dell’azienda come legata a dinamiche di mercato: viene indicato un aumento in borsa del 370% e l’accumulo di guadagni, presentati in milioni di dollari. In tale contesto, si afferma che per gli azionisti sarebbe conveniente che i conflitti continuino e si espandano.
All’interno di questo scenario viene menzionato il sistema Gotham, descritto come capace di decidere gli obiettivi da bombardare e di inviare droni per colpirli, senza necessità di intervento umano. L’accento è sul passaggio da un ruolo di supporto a un ruolo che automatizza l’azione: selezione e attacco presentati come processi integrati.
le figure di riferimento: peter thiel e alex karp
Dietro l’azienda vengono indicate due persone. Da un lato un imprenditore descritto come Peter Thiel, caratterizzato da una posizione ultra-conservatrice e dal fatto di tenere conferenze legate a temi religiosi e apocalittici. Dall’altro compare un “visionario” indicato come Alex Karp, presentato come figura centrale nel disegno complessivo che circonda il gruppo.
alex karp e il racconto del saggio dedicato al potere
Alla figura di Karp viene associato un saggio con titolo Il filosofo della Valley, scritto dal giornalista del New York Times Michael Steinberger. Il contenuto indica che il libro sarebbe la prima pubblicazione di Foglio Edizioni, casa editrice guidata da Riccardo Cavallero, con esperienza editoriale e legami storici con Mondadori e con la fondazione di SEM.
Il saggio viene descritto come un racconto sull’uomo e sul sistema di potere che lo circonda, collegato alla cosiddetta Paypal Mafia. Nel quadro riportato, questa rete di menti della Silicon Valley avrebbe sostenuto Trump e avrebbe contribuito a far emergere il suo vice, individuato come J.D. Vance, indicato come uomo di fiducia.
manifesto e technocratico: “technological republic” e scelte politiche
L’ultima iniziativa attribuita a Karp consiste nella pubblicazione di un manifesto politico per il superamento della democrazia, in favore di un nuovo ordine tecnocratico definito “Technological Republic”. Il testo viene descritto come composto da 22 punti e include indicazioni precise sulla direzione dell’azione pubblica e tecnologica.
Tra i contenuti richiamati: viene citato l’obbligo della leva militare, l’invito ai più brillanti ingegneri a unirsi al progetto per costruire le migliori armi mai ideate, e l’affermazione che l’Intelligenza Artificiale sarebbe un’arma più potente della bomba atomica. La parte finale del manifesto viene presentata con un’affermazione di superiorità culturale, indicando che America e Occidente sarebbero civiltà superiori e che non dovrebbero vergognarsi di dichiararlo pubblicamente.
persone citate nel quadro narrativo
- Alex Karp
- Peter Thiel
- Michael Steinberger
- Riccardo Cavallero
- Trump
- J.D. Vance
- Bin Laden
