Iliade in una mummia in Egitto: ecco perché il frammento era lì e cosa dice l’esperto
Un ritrovamento che, a prima vista, poteva richiamare scenari simbolici e religiosi legati all’aldilà, si rivela invece legato a una funzione concreta: un frammento dell’“Iliade” di Omero comparso su una mummia di epoca greco-romana in Egitto non sarebbe stato un testo destinato all’accompagnamento funerario, ma un materiale impiegato per la mummificazione.
frammento dell’iliade su mummia: la spiegazione dell’egittologo
Secondo quanto chiarito da Gianluca Miniaci, egittologo dell’Università di Pisa, il papiro rinvenuto non avrebbe avuto un valore simbolico o cultuale per il defunto. L’interpretazione proposta sposta il focus sulla funzione tecnica del reperto: il frammento, pur appartenendo all’epica omerica, sarebbe stato utilizzato come materiale funzionale nel processo di imbalsamazione.
Miniaci descrive l’uso del papiro come un impiego pratico per riempire l’addome e limitare il cedimento della pelle e dei tessuti dopo la rimozione delle viscere. L’analogia riportata richiama l’idea di utilizzare fogli di carta come supporto di riempimento: non un messaggio per l’aldilà, bensì un elemento di lavorazione.
ritrovamento a ossirinco: tomba romana e papiro con catalogo delle navi
La scoperta è stata condotta da una missione archeologica spagnola nella necropoli di Ossirinco, nel governatorato di Minya. L’area ha restituito una tomba romana con numerose mummie e diversi oggetti preziosi. Tra i reperti è emerso un papiro contenente un passo del secondo libro dell’“Iliade”, identificato come “Catalogo delle navi” (II, 494-759), una sezione che elenca i contingenti greci diretti a Troia.
Questo contenuto, inizialmente, poteva far pensare a un impiego legato al significato religioso o simbolico attribuito ai testi nel contesto funerario. L’interpretazione fornita da Miniaci, invece, chiarisce che l’oggetto avrebbe svolto un ruolo di stabilizzazione del corpo durante la procedura di imbalsamazione.
contesto archeologico a ossirinco: ricerche dell’università di pisa e area di z a w y e t s u l t a n
La lettura complessiva del ritrovamento si collega anche all’importanza dell’area in cui è avvenuto lo scavo. La necropoli di Ossirinco si troverebbe nelle vicinanze del sito di Zawyet Sultan, dove l’Università di Pisa porta avanti attività di ricerca da oltre dieci anni. In questo settore sarebbero emerse strutture funerarie di grande interesse.
Tra i manufatti segnalati rientra anche una piccola piramide incompiuta oggetto di studio, con l’obiettivo di comprenderne uso e funzioni. Il valore del contesto archeologico rafforza la contestualizzazione del ritrovamento del papiro, presentato come parte di pratiche legate al trattamento dei corpi nel mondo funerario antico.
protagonisti nominati nella ricostruzione del ritrovamento
Nel racconto della scoperta e della sua interpretazione compaiono:
- Gianluca Miniaci (egittologo dell’Università di Pisa)