Il film su giulio regeni bocciato mic nessun interesse culturale
La decisione del Ministero della Cultura sui fondi destinati a opere culturali sta facendo discutere: nessuna quota dei 14 milioni di euro riservati dal dicastero andrà al film collegato alla storia di Giulio Regeni. Il progetto in questione, noto con il titolo “Tutto il male del mondo”, risulta quindi escluso dalla selezione che permette l’accesso ai finanziamenti.
esclusione dei fondi 14 milioni di euro: film su giulio regeni fuori dalla selezione
La notizia riguarda la destinazione di risorse previste dal Ministero della Cultura per opere culturali: dai 14 milioni di euro messi a disposizione non verrà stanziato neanche un centesimo per la pellicola dedicata alla vicenda di Giulio Regeni. Di conseguenza, “Tutto il male del mondo” non rientra tra le opere selezionate e considerate idonee a ricevere i fondi riservati.
La pellicola ha il compito di ripercorrere la triste vicenda che ha coinvolto il connazionale: il 28enne di Fiumicello, torturato ed ucciso nel 2016 al Cairo. Nella comunicazione riportata, il film non sarebbe stato segnalato e selezionato per “interesse artistico e culturale” e “identità nazionale italiana”.
motivazioni indicate: interesse artistico e culturale e identità nazionale italiana
Secondo quanto riferito, la mancata selezione del documentario film avverrebbe per il mancato riconoscimento dei criteri legati a interesse artistico e culturale e identità nazionale italiana. Il punto centrale della vicenda resta l’assenza di finanziamenti dedicati alla storia di Giulio Regeni.
procacci e la contestazione: bocciatura politica secondo il produttore
Il produttore del film, Procacci, contesta la scelta del Ministero. Le parole riportate denunciano che la decisione non sarebbe frutto di valutazioni artistiche: “Bocciare un progetto del genere non è una scelta artistica”. La vicenda, secondo quanto dichiarato, dovrebbe toccare e indignare non solo una parte del Paese, ma l’intera comunità, legando la storia alla ricerca di verità e giustizia.
Nel riferire la contestazione, viene menzionato anche che i fondi sarebbero stati trovati per altre opere. Tra gli esempi citati compaiono il documentario Anema e Core e un locale di Capri. Il contrasto indicato riguarda quindi la disponibilità di risorse per altre proposte a fronte dell’esclusione del progetto su Giulio Regeni: “neanche un centesimo” per la storia del documentario.
continuità di programmazione: università italiane e proiezione al parlamento europeo
Nonostante l’esclusione dai fondi, nel racconto riportato emergono elementi di distribuzione già previsti. Il film viene indicato come destinato a essere trasmesso in 76 università italiane. Inoltre, è riportato che il 5 maggio la proiezione avverrà presso il Parlamento europeo.
diffusione su sky e rai: il documentario già uscito e premiato
Le dichiarazioni di Procacci si concentrano anche sullo stato del progetto e sulla sua ricezione. Viene sottolineato che il documentario è stato realizzato, è uscito nelle sale e ha già ottenuto un riconoscimento, con riferimento al Nastro della legalità. In base a quanto riportato, la bocciatura viene presentata come una scelta di natura politica, oltre le motivazioni tecniche.
risposta sui criteri artistici: errori ammessi solo in caso di scarsa competenza
Nel merito delle valutazioni, Procacci afferma di poter comprendere l’eventuale rifiuto nel caso di errori artistici dovuti a scarsa competenza. L’argomento viene collegato alla possibilità di non finanziare un film se non ci si possa aspettare un risultato definito. Nelle sue parole, il contesto descritto suggerisce che non sarebbe questa la situazione del docufilm.
pianificazione prevista: visione su sky e rai
La parte finale delle dichiarazioni indica che il film continuerà ad essere visibile al pubblico e verrà trasmesso su Sky e in Rai, con l’affermazione che l’opera sarà vista e continuerà a essere vista.
nomi citati
Giulio Regeni, Procacci


