Giacomo ammazzato di botte: il racconto choc della compagna del 47enne ucciso a Massa

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Giacomo ammazzato di botte: il racconto choc della compagna del 47enne ucciso a Massa

Una serata in centro, pochi minuti di tensione e poi la violenza che interrompe la vita. La ricostruzione di Sara Tognocchi racconta una dinamica fatta di colpi ripetuti, un’aggressione senza parole e la corsa disperata verso i soccorsi. Nello stesso tempo, sul caso proseguono accertamenti e attività investigative che hanno portato all’identificazione e al fermo di tre giovani, indagati a vario titolo per concorso in omicidio volontario.

aggressione e morte di giacomo bongiorni a massa: la ricostruzione di sara tognocchi

Le parole di Sara Tognocchi, compagna del 47enne Giacomo Bongiorni ucciso nella notte di sabato in piazza Felice Palma a Massa, insistono su un punto: la causa della morte sarebbe stata determinata dalle botte, non da una caduta dopo un colpo. Secondo quanto riferito, gli aggressori avrebbero smesso soltanto quando si sarebbero resi conto dell’esito fatale dell’aggressione.

La donna ricostruisce che sabato sera lei, insieme a un gruppo di amici, stava raggiungendo un kebab dopo le 21.30. Con loro c’era anche il fratello, Gabriele, accompagnato da suo figlio. In piazza era presente un gruppetto di giovani, indicato come composto da sei o sette, che avrebbe iniziato a lanciare bottiglie contro la vetrata del negozio.

Secondo il racconto, Gabriele avrebbe richiamato educatamente il gruppo a non colpire, motivando la richiesta con la presenza di persone che avrebbero potuto farsi male. Dopo l’intervento, il gruppo avrebbe circondato il fratello e poi anche il compagno. A quel punto, sempre secondo la ricostruzione fornita, i giovani avrebbero iniziato a colpire senza parlare, continuando fino a quando il pestaggio non avrebbe determinato la morte.

il massaggio cardiaco e le ultime richieste al “babbo”

La ricostruzione riferisce che gli aggressori sarebbero fuggiti soltanto quando avrebbero compreso di aver ucciso Giacomo. Nel frattempo sarebbero intervenute alcune persone: due giovani avrebbero iniziato a praticare massaggio cardiaco. Sara Tognocchi racconta di essersi avvicinata a Giacomo, tenendogli la testa tra le mani, mentre dalle orecchie fuoriusciva sangue.

Un ruolo centrale, nella narrazione, è quello del figlio della vittima. Il bambino, secondo quanto riportato, gli teneva la mano e ripeteva: “Babbo, alzati. Per favore alzati”. Nonostante i tentativi, Giacomo sarebbe rimasto a terra.

soccorso immediato e decesso sul posto

Secondo quanto ricostruito, i soccorsi sono arrivati rapidamente: sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 con automedica e ambulanza. I tentativi di rianimazione si sarebbero protratti a lungo, ma il decesso sarebbe stato constatato direttamente in piazza, sotto gli occhi di decine di presenti. La scena, nel cuore della città e a pochi passi dal municipio, avrebbe trasformato una notte di svago in tragedia, con un impatto profondo anche sui residenti.

La presenza del figlio della vittima, colpito da forte choc, avrebbe determinato anche il suo trasporto in ospedale per accertamenti e ricovero.

identificati e fermati tre giovani per concorso in omicidio volontario

Nella giornata di domenica 12 aprile sono stati identificati e fermati, nell’arco di poche ore, i presunti responsabili dell’aggressione che ha causato la morte di Giacomo Bongiorni nel centro cittadino, a breve distanza dal Comune.

In base alle informazioni disponibili, un minorenne e due maggiorenni risultano indagati a vario titolo per concorso in omicidio volontario. Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Massa in collaborazione con la Procura per i minorenni di Genova.

video sorveglianza, testimonianze e perquisizioni

Il quadro investigativo, delineatosi già nelle prime ore successive ai fatti, avrebbe permesso ai carabinieri di individuare i soggetti coinvolti e di procedere a perquisizioni e sequestri di materiale ritenuto utile alla ricostruzione. Un ruolo decisivo sarebbe stato offerto dalla presenza di sistemi di videosorveglianza nella zona e dalle numerose testimonianze raccolte sul posto.

provvedimenti delle procure e nomi degli indagati

All’esito della prima attività istruttoria, la Procura per i minorenni di Genova, diretta dalla procuratrice Tiziana Paolillo, ha disposto il fermo di un ragazzo di 17 anni ritenuto, allo stato, responsabile di omicidio volontario.

In parallelo, la Procura ordinaria di Massa ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti di due giovani maggiorenni: Ionut Alexandru Miron (23 anni, residente a Montignoso, Massa Carrara) ed Eduard Alin Carutasu (19 anni, abitante a Massa), entrambi indicati come di nazionalità rumena. Anche per loro l’accusa ipotizzata riguarda concorso nello stesso reato.

interrogatori di garanzia e autopsia: prossime fasi del procedimento

Nei prossimi giorni prenderà avvio la fase degli interrogatori di garanzia. Il minorenne comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Genova, mentre i due maggiorenni saranno sentiti dal Gip del Tribunale di Massa. In tali sedi sarà possibile fornire la propria versione dei fatti e presentare eventuali elementi a difesa.

Per chiarire in modo definitivo le cause del decesso è prevista anche l’autopsia sul corpo della vittima, con esame disposto nei prossimi giorni.

ricostruzione della dinamica e attribuzione delle condotte

L’attività investigativa si sarebbe concentrata sulla ricostruzione puntuale della dinamica e sull’individuazione delle responsabilità individuali. Le immagini delle telecamere presenti nella zona e i racconti di testimoni, tra clienti dei locali e passanti presenti al momento dei fatti, avrebbero fornito elementi ritenuti centrali. Le perquisizioni effettuate nelle ore successive avrebbero consentito di sequestrare oggetti e dispositivi utili alle indagini.

Il lavoro congiunto tra le due procure si concentrerebbe ora sull’esatta attribuzione delle condotte e sul ruolo svolto da ciascun componente del gruppo.

reazione della comunità e istituzioni: dolore, sconcerto e riflessione

La vicenda ha suscitato una forte reazione nel contesto cittadino. Il sindaco Francesco Persiani ha parlato di “violenza inaudita”, esprimendo dolore e grande sconcerto, oltre alla vicinanza alla famiglia della vittima. Nel messaggio istituzionale è stata sottolineata anche la gravità dell’episodio, descritto come aggravato da motivi futili.

Il vescovo monsignor Mario Vaccari ha richiamato una riflessione collettiva, evidenziando la sproporzione della reazione e la rapidità con cui l’aggressione sarebbe sfociata nella tragedia. Il presule ha formulato interrogativi sul ruolo degli adulti e sui modelli trasmessi alle nuove generazioni. È stata annunciata anche l’organizzazione di una fiaccolata in memoria di Giacomo Bongiorni.

La vittima sarebbe stata conosciuta in città per il carattere gentile e per la passione per il calcio. Fino al 2012 avrebbe militato nel San Vitale Candia, società che ne avrebbe ricordato le qualità con parole di affetto, definendolo “un ragazzo d’oro, educato e solare”.

provvedimenti istituzionali: comitato ordine e sicurezza pubblica

La morte di Giacomo Bongiorni ha avuto un immediato riscontro sul piano istituzionale. Nella stessa mattinata di domenica, il prefetto di Massa-Carrara Gaetano Cupello ha convocato d’urgenza il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Alla riunione hanno partecipato i sindaci di Massa e Carrara, Francesco Persiani e Serena Arrighi, il presidente della Provincia Roberto Valettini, il questore Bianca Venezia e i vertici locali delle forze dell’ordine. Nel corso dell’incontro è stata analizzata la situazione venutasi a creare.

altri dettagli sulla vita personale della vittima

Secondo le informazioni disponibili, Sara e Giacomo si erano conosciuti tre anni fa e nel prossimo mese di luglio avrebbero dovuto sposarsi. La ricostruzione riporta anche l’auspicio che la giustizia faccia il suo corso.

indagati e provvedimenti di fermo

  • minorenne di 17 anni fermato dalla Procura per i minorenni di Genova
  • Ionut Alexandru Miron (23 anni), fermato dalla Procura ordinaria di Massa
  • Eduard Alin Carutasu (19 anni), fermato dalla Procura ordinaria di Massa
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