Flotilla per gaza attivista in con inviato occupazione e violenze continuano chiedono cancellazione accordi con israele
Un appuntamento che mescola solidarietà, racconto e impegno internazionale prende forma all’interno della Global Sumud Flotilla per Gaza. Al centro c’è Daniele Gallina, figura a bordo di Vivi, raccontato con dettagli sulla formazione, le esperienze professionali e le attività in corso durante la missione.
daniele gallina a bordo di vivi nella global sumud flotilla per gaza
Daniele Gallina, 28 anni, è imbarcato su Vivi, una barca a vela che ospita anche l’inviato del Fatto Quotidiano, Alessandro Mantovani. Proveniente da Villanova Mondovì (Cuneo), Gallina è figlio di un artigiano e negli anni ha costruito un profilo legato alla dimensione internazionale.
La partecipazione alla missione nasce da solidarietà e si collega a un lavoro di comunicazione durante il viaggio: sulla piattaforma Spreaker.com viene realizzato il podcast Orizzonte Gaza.
formazione e competenze di daniele gallina
Il percorso universitario di Daniele Gallina include una laurea in Relazioni internazionali. Gli studi si collocano tra l’esperienza nelle università di Torino e Tolosa e un ulteriore passaggio formativo presso la Zhejiang University di Hangzhou, in Cina.
La formazione comprende laurea magistrale e master, con un focus specifico che lo rende esperto di Cina e delle dinamiche dei mercati asiatici, oltre a competenze nell’economia dello spazio.
esperienze professionali e contesto operativo
Negli ultimi anni Daniele Gallina ha lavorato presso la Commissione europea. In precedenza ha maturato esperienze nelle ong dedicate al soccorso dei migranti in mare. Questa combinazione di attività contribuisce a delineare il suo ruolo nel quadro della missione.
Durante la partecipazione alla Global Sumud Flotilla per Gaza, l’attività informativa affidata alla realizzazione del podcast Orizzonte Gaza trova spazio come produzione legata alla piattaforma Spreaker.com, realizzata sulla base del lavoro in corso nella missione.
vivi, la barca a vela e il significato del nome sabra
Vivi è una barca a vela di 13 metri. Come tutte le altre unità coinvolte, è stata rinominata con un nome palestinese: l’imbarcazione in questione porta il nome Sabra.
Il nome richiama Sabra e il campo profughi libanese che, insieme a Chatila, è stato teatro del massacro di migliaia di palestinesi nel 1982.
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personaggi coinvolti e presenze a bordo
- Daniele Gallina
- Alessandro Mantovani