Emigrazione giovani Italia: perdita di 34.700 ragazzi e 1,7 miliardi di pil all anno

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Emigrazione giovani Italia: perdita di 34.700 ragazzi e 1,7 miliardi di pil all anno

L’analisi comparativa condotta dall’Eurispes su 22 paesi europei descrive un quadro severo per l’Italia, collegando l’emigrazione giovanile a una perdita di forza lavoro, a un impatto misurabile sul pil e a ricadute sul gettito fiscale e contributivo. I dati indicano che l’Italia perde ogni anno almeno 34.700 giovani e accumula una contrazione stimata del pil pari a 1,66 miliardi di euro annui, evidenziando una condizione definita come anomala rispetto agli altri paesi esaminati.

emigrazione giovanile in italia: numeri e impatto sul pil

Lo studio individua una dinamica di flussi migratori che coinvolge i cittadini italiani nella fascia 20-39 anni nel periodo 2019-2023. I movimenti registrati riportano 294.606 uscite verso l’estero e 120.884 rientri, producendo un saldo netto di -173.722 giovani. Tradotto in media annua, il saldo corrisponde a circa 34.700 giovani-adulti l’anno.

La quantificazione degli effetti complessivi include tre parametri applicati ai flussi: tasso di occupazione (nella fascia 62-66%), pil per occupato e aliquota media sul lavoro (pari al 30%). I risultati portano a stimare occupati mancanti per circa 111.000 persone, con una ripartizione media indicata in 22.000 lavoratori/anno.

Sul piano economico, lo studio attribuisce alla perdita stimata un’effettiva perdita di pil di 8,28 miliardi di euro complessivi, corrispondenti a una media annua di 1,66 miliardi. L’impatto relativo sul pil risulta variabile, con valori indicati tra lo 0,05% nel 2021 e lo 0,11% nel 2019 e 2023, con una media annua dello 0,09%.

Lo scenario include anche conseguenze fiscali e contributive: il mancato gettito viene quantificato in 945 milioni di euro totali, pari a 189 milioni di euro all’anno.

eurispes: italia in un “cluster” europeo con mercato del lavoro giovanile peggiore

La ricerca descrive una configurazione strutturale nella quale l’Italia risulta unica nel suo posizionamento: il paese forma da solo un cluster in Europa. In tale quadro, emergono due elementi principali: un mercato del lavoro giovanile più sfavorevole rispetto a diversi paesi dell’Est Europa e un conto demografico destinato ad aggravarsi.

occupazione dei neolaureati: valori inferiori rispetto ai paesi in convergenza

Secondo lo studio, l’Italia riesce a offrire ai giovani laureati condizioni occupazionali peggiori rispetto a Bulgaria, Polonia o Croazia. Il livello di occupazione dei neolaureati è indicato al 58,9%, mentre nei paesi in convergenza il dato supera l’80%.

Accanto all’occupazione, viene rilevata una dinamica negativa sul reddito: il reddito mediano reale non cresce, ma si contrae, con un indice 97 contro 132 dei paesi emergenti dell’Est. Lo studio interpreta tale andamento come segnale di impoverimento strutturale delle famiglie senza equivalenti nel campione analizzato.

conto demografico e persone mancanti entro il 2050

La dimensione demografica viene collegata alla perdita di popolazione in età attiva. L’analisi riporta che il conto demografico è destinato a salire fino a 1,13 milioni di persone mancanti entro il 2050, rafforzando l’idea di una traiettoria persistente e non limitata a una fase congiunturale.

metodologia eurispes: indicatori armonizzati e periodo di osservazione

La ricerca quantitativa dell’Eurispes viene costruita su 16 indicatori armonizzati e riguarda il periodo 2016-2023. La lettura integrata combina l’osservazione dei flussi migratori con la traduzione in impatti economici e sociali, collegando saldo migratorio, occupazione, produttività e ricadute fiscali.

mobilità e ritorni: focus sul nodo della trasformazione dei flussi

Nel quadro interpretativo dello studio, il punto critico non viene associato alla mobilità in sé, ma alla capacità di un paese di trasformare i flussi migratori in un processo capace di produrre ritorni per l’economia e per la società. L’impostazione presentata collega la perdita netta di giovani in età attiva a effetti problematici e sottolinea l’esigenza di favorire anche il possibile rientro.

Viene inoltre richiamata un’indicazione emersa dalle esperienze di altri paesi: risultati migliori deriverebbero da pacchetti di interventi coerenti e duraturi, con una logica che privilegia l’azione integrata rispetto a singole misure isolate. Per l’Italia viene indicato un obiettivo che non mira all’azzeramento dell’emigrazione, ma alla riduzione della perdita netta e alla costruzione di condizioni per una partecipazione attiva alla circolazione dei cervelli.

Secondo l’impostazione riportata, tale direzione implica la combinazione di politiche di attrazione e retention con politiche volte a rendere la circolazione produttiva, così da sostenere sia il capitale umano sia la tenuta economica.

gian maria fara: indicazioni sulla strategia per la circolazione dei cervelli

Il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, collega la questione alla necessità di generare ritorni economici e sociali dal movimento di persone, riducendo gli effetti della perdita netta di giovani in età attiva. Nell’indicazione strategica, l’enfasi si concentra sulla costruzione di condizioni strutturali per favorire la circolazione produttiva e la possibilità di rientro.

  • Gian Maria Fara

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