Elia del grande evaso mi ha tradito racconta il parroco che l’ha aiutato

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Elia del grande evaso mi ha tradito racconta il parroco che l’ha aiutato

Un legame costruito nel tempo, la promessa di un riscatto e poi una fuga che spezza la fiducia. Nel racconto di don Domenico Degiorgis, direttore della Caritas diocesana di Alba e cappellano della casa circondariale, emerge la ricostruzione dei mesi trascorsi con Elia Del Grande durante la semilibertà nella casa-lavoro di Alba, nel Cuneese, prima dell’evasione avvenuta a Pasqua, a soli sei mesi dall’ultima fuga da una struttura nel Modenese.

elìa del grande e l’evasione a pasqua: fiducia interrotta

Don Domenico Degiorgis descrive Del Grande come una figura con cui si era instaurato un rapporto sincero e autentico, maturato durante il periodo in cui l’uomo era inserito nella struttura di Alba. Nei mesi di permanenza, Del Grande avrebbe svolto attività legate al volontariato e avrebbe manifestato l’intenzione di riscattarsi, allontanandosi dal proprio passato criminale.

Il sacerdote riferisce che la percezione fosse quella di una persona che voleva dimostrare con gesti concreti di non rappresentare più “quella persona lì”. L’evasione del giorno di Pasqua, secondo il racconto, interrompe un percorso costruito sulla fiducia, trasformandola in una frattura netta.

semilibertà ad alba: il volontariato e la richiesta di reinserimento

La testimonianza di don Domenico Degiorgis mette al centro l’impegno sociale maturato durante la permanenza nella casa-lavoro. In base a quanto riferito, Del Grande si sarebbe dedicato a iniziative di volontariato e avrebbe espresso l’obiettivo di reinserirsi nella società.

Degiorgis sottolinea inoltre l’idea che la persona, nei confronti della struttura, non avesse evidenziato un disagio diretto rispetto ad Alba. Secondo il sacerdote, Del Grande aveva invece spiegato di voler denunciare in generale le modalità con cui funzionano le case lavoro, ritenute, a suo dire, inadeguate per la rieducazione delle persone.

la fuga precedente e la denuncia sulle case lavoro

Don Domenico ricostruisce anche la fuga avvenuta in precedenza, collegandola non a una frizione con la struttura, bensì alle intenzioni di portare avanti una critica. Del Grande, stando al racconto, dichiarava di volere una denuncia sulle modalità dei percorsi, evidenziando che, a causa della sua condizione di evaso, l’attenzione pubblica e la lettura della vicenda finivano per ricondurla alla sua storia precedente più che al contenuto della denuncia.

Nel resoconto del sacerdote, emerge anche un quadro in cui Del Grande parlava in termini positivi di agenti, direzioni ed educatrici, senza segnalare criticità operative riferite ad Alba.

sistema penitenziario e semilibertà: criticità e vulnerabilità

Il caso viene interpretato anche come indicatore delle difficoltà del sistema penitenziario nel gestire persone con misure di sicurezza particolari e nel mantenere efficaci percorsi di reinserimento. Il sindacato di polizia Osapp evidenzia che l’episodio mette in luce vulnerabilità e alimenta preoccupazione tra gli agenti impegnati quotidianamente nella gestione di individui considerati socialmente pericolosi in regime di semilibertà.

sicurezza pubblica e reinserimento: i due piani del dibattito

Il confronto, come emerge dalle ricostruzioni riportate, si concentra su due aspetti: la tutela della sicurezza pubblica e la possibilità di costruire percorsi di reinserimento realmente efficaci. Don Domenico, pur affermando di essere rimasto segnato dal tradimento della fiducia, richiama il senso del lavoro sociale svolto in ambito Caritas e il valore del tentativo di riscatto personale, anche quando l’esito non può essere garantito.

misura di sicurezza e ricerche: proroga e monitoraggio

Per quanto riguarda lo stato giudiziario, Del Grande risulta condannato per la strage dei fornai del 1998 a Cadrezzate, nel Varesotto. Nel periodo recente, la misura di sicurezza sarebbe stata prorogata dal tribunale di sorveglianza di Torino, su parere della procura generale del Piemonte, per un ulteriore anno.

La decisione sarebbe arrivata in prossimità della scadenza della semilibertà fissata per il 12 aprile. Le ricerche dell’uomo, nel racconto disponibile, proseguono su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione a Cadrezzate, indicato come suo paese di origine.

cadrezzate e contatti sotto controllo

In relazione all’area di origine, le forze dell’ordine avrebbero il compito di monitorare costantemente i contatti e di individuare eventuali possibili rifugi, mantenendo un controllo mirato mentre continuano le ricerche.

protagonisti della ricostruzione

Personaggi citati:

  • don Domenico Degiorgis
  • Elia Del Grande
  • Osapp
“La fiducia viene tradita, e fa male”, il parroco che voleva aiutare Elia Del Grande: “Mi sembrava una persona autentica”
Categorie: Cronaca

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