Elezioni figc lega serie a malagò candidato onorato e abete in campo equilibri verso il voto
La corsa alla presidenza della Figc entra in una fase più concreta e organizzata, con un passaggio decisivo maturato nel mondo dei club. In una giornata di metà aprile, mentre Milano e Roma coordinano i tempi istituzionali, i presidenti e i rappresentanti della Serie A definiscono il nome del candidato che raccoglie l’adesione della maggioranza delle società in vista delle elezioni federali fissate per il 22 giugno.
presidenza figc: la candidatura di giovanni malagò e l’accordo dei club di serie a
Nel corso di un’Assemblea tenutasi nella sede di via Rosellini, i 20 club della massima serie si riuniscono per scegliere il candidato collegato alle elezioni federali che si terranno a Roma il 22 giugno. La scelta converge su Giovanni Malagò, ex numero uno del Coni e attuale presidente di Fondazione Milano Cortina 2026.
Le “preferenze” registrate risultano 18 su 20. L’accordo non include i presidenti di Lazio e Verona, rispettivamente Claudio Lotito e Italo Zanzi, che risultano quindi assenti dalla sottoscrizione della candidatura.
legge elettorale figc: requisito di accreditamento e pesi dei delegati
La cornice regolamentare viene chiarita dal presidente della Lega Calcio Serie A, Ezio Simonelli. Il dirigente sottolinea che 18 club su venti hanno formalizzato la candidatura di Malagò, rendendo attivo il requisito previsto dall’articolo 6,2 del regolamento elettorale della Figc. Tale requisito è legato all’accredito della candidatura.
Simonelli specifica inoltre che il 22 giugno le 20 società avranno facoltà di sottoscrivere un modulo federale per completare l’accreditamento di un candidato, collocando così il processo in una sequenza formale definita.
Per quanto riguarda la quantificazione del voto, i voti non vengono attribuiti con valore identico, ma con una ponderazione proporzionale alla componente rappresentata. Il peso complessivo risulta articolato come segue: Serie A con 20 delegati e un 18%; Serie B con 20 delegati e un 6%; Lega Pro con 57 delegati e un 12%; Lnd con 99 delegati e un 34%; Aic con 52 delegati e un 20%; Aiac con 26 delegati e un 10%.
laziali e veronesi: metodo dei programmi prima della persona
La presenza dei due club mancanti viene ricondotta a una valutazione di metodo. Simonelli evidenzia che Lazio e Verona non avrebbero scelto la mancata sottoscrizione non per mancanza di fiducia verso Malagò, bensì perché la discussione avrebbe dovuto seguire un ordine diverso: prima affrontare i programmi, poi individuare la persona incaricata di portarli avanti.
Al termine dell’assemblea, sullo stesso tema interviene anche Claudio Lotito. Nel merito, viene richiamata la necessità di un ripensamento del sistema elettorale: il dirigente fa riferimento alla legge 91 del 1981, giudicandola datata e proponendo una ristrutturazione complessiva. Il nome del candidato, secondo l’impostazione dichiarata, non costituirebbe il nodo centrale, poiché la questione riguarderebbe il funzionamento del meccanismo.
giancarlo abete: priorità ai programmi e avvio di consultazioni interne
Subito dopo l’intesa in ambito Lega Serie A sul nome di Malagò, interviene Giancarlo Abete, attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti. Abete definisce la candidatura come frutto dell’individuazione di un nome di prestigio, citando la necessità di spostare la discussione sui programmi prima ancora che sui candidati. Secondo la posizione espressa, una singola figura non basterebbe a risolvere i problemi del calcio italiano.
Abete richiama anche la dimensione della rappresentanza: la Lega di A merita rispetto nelle sue scelte, mentre viene rimarcata l’importanza del ruolo di chi opera come riferimento per la base e per le politiche di sviluppo legate all’attività giovanile.
Nel passaggio successivo, Abete descrive l’esistenza di un’accelerazione legata all’investitura di Malagò. L’intenzione dichiarata è seguire la stessa impostazione, con un’azione immediata sul piano organizzativo: vengono indicati la convocazione degli organi direttivi della Lega Dilettanti e la richiesta di via libera per rendere disponibile la propria linea. L’invito riguarda anche le componenti tecniche e le altre leghe, con l’obiettivo di arrivare a un programma condiviso e a un’unica candidatura. Abete precisa inoltre l’assenza, da parte sua, di una volontà di essere la candidatura comune: chi riterrà di partecipare potrà farlo nella sede elettorale.
giuseppe marotta: profilo manageriale e significato dell’azione comune
Al termine dell’assemblea di Lega Serie A, si inserisce anche Giuseppe Marotta, presidente dell’Inter. Marotta collega l’individuazione di Malagò al suo profilo, descrivendolo come un manager sportivo attivo nel settore da anni. La funzione attribuita alla figura è quella di raccogliere le linee guida della Serie A per migliorare il calcio, presentandolo come un ruolo necessario in una fase definita critica, paragonata a una situazione che richiede cura.
Marotta legge la scelta anche come un segnale di unità e tempestività. Nel merito delle elezioni, afferma che la candidatura di Abete rappresenta un atto legittimo di un dirigente che ha dato molto al calcio, aggiungendo che, sul piano della competizione, prevarrà chi riuscirà a ottenere maggiori consensi. Il riferimento finale è a due professionisti che hanno fatto le proprie scelte.
malagò nella lega calcio serie a: percorso esplorativo e confronto sui programmi
Dopo l’accordo della Lega Serie A, la prospettiva immediata riguarda la presenza di Malagò nella sede della Lega Calcio Serie A la settimana successiva, per discutere il programma secondo l’invito del presidente Ezio Simonelli.
Nella nota diffusa nel pomeriggio, Malagò esprime soddisfazione per il mandato fiduciario conferito dalla Lega Serie A, richiamando anche il dato numerico con cui la candidatura è stata sostenuta. Il dirigente indica la volontà di avviare un percorso esplorativo, dichiarando come corretto interpellare le altre componenti prima di arrivare a una valutazione complessiva. Il consenso quasi unanime, in un contesto definito spesso segnato da contrasti, viene interpretato come elemento di stima e come fattore di responsabilizzazione.
personaggi citati nella fase politica e istituzionale
- Giovanni Malagò
- Ezio Simonelli
- Claudio Lotito
- Italo Zanzi
- Giancarlo Abete
- Giuseppe Marotta