Due commissari del Mic si dimettono per mancanza di fondi al documentario su Giulio Regeni
Due componenti della commissione che assegna contributi selettivi al cinema del Mic hanno presentato le dimissioni. La decisione di Paolo Mereghetti, critico cinematografico del Corriere della Sera, e di Massimo Galimberti, story editor, arriva dopo un periodo di polemiche legate al mancato finanziamento di un docufilm dedicato a Giulio Regeni.
dimissioni dalla commissione mic: Paolo Mereghetti e Massimo Galimberti
La notizia delle lettere di rinuncia all’incarico è stata diffusa dopo il riaccendersi del dibattito sul mancato sostegno a un progetto incentrato sul caso Regeni. Le dimissioni coinvolgono due figure attive nella commissione che gestisce le valutazioni per l’assegnazione dei contributi selettivi.
il chiarimento di massimo galimberti sulle motivazioni
Interpellato da Adnkronos, Massimo Galimberti ha confermato di aver inviato “una semplice lettera di dimissioni” dopo molti anni di lavoro in commissione. La motivazione indicata riguarda una difformità di vedute sui criteri di valutazione delle opere.
Nel suo intervento, Galimberti ha precisato che la questione non riguarda solo un caso e ha specificato che l’atto non intende trasformarsi in un atto di polemica nei confronti della direzione generale cinema del Mic.
polemiche sul mancato finanziamento del docufilm su giulio regeni
Al centro della contestazione c’è la decisione che ha portato all’esclusione dal finanziamento del docufilm dedicato a Giulio Regeni. Il dibattito si è sviluppato anche alla luce delle procedure di selezione e delle valutazioni emerse nelle graduatorie pubblicate dal Mic.
il punto delle associazioni 100autori e degli autori
Sul caso interviene il Coordinamento delle associazioni di autori e autrici 100autori, con una nota congiunta firmata anche da diverse realtà del settore. Il gruppo dichiara di aver esaminato le graduatorie relative alla prima sessione dell’annualità 2026, constatando “con sorpresa” l’esclusione dal finanziamento di alcuni titoli che, per qualità e rilevanza, risultavano tra i più meritevoli di sostegno pubblico.
La nota precisa l’intento di non entrare nel merito delle singole valutazioni e di non istituire un confronto diretto tra progetti esclusi e progetti selezionati. Nondimeno viene richiamata l’attenzione su un’opera specifica già realizzata e resa pubblica in numerosi festival: “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, documentario di Simone Manetti.
argomenti sulla rilevanza del film e sulla memoria pubblica
Le associazioni richiamano il fatto che la quasi totalità della critica avrebbe evidenziato il forte valore testimoniale del documentario. L’opera viene indicata come un elemento necessario per mantenere alta l’attenzione sul caso Regeni e sulle responsabilità ancora irrisolte.
Nella nota viene sottolineato anche il coraggio nell’affrontare un tema definito aperto e sensibile per l’opinione pubblica. L’impatto viene collegato a una funzione di memoria pubblica e di denuncia.
criticità sulla decisione di esclusione e richiesta di chiarimenti
Alla luce di tali considerazioni, la decisione di escludere il docufilm dal finanziamento viene descritta come difficile da comprendere e penalizzante per il regista e la produzione. Le associazioni segnalano inoltre un tema più ampio: la necessità di verificare le competenze richieste a chi valuta e assegna risorse pubbliche di rilievo.
La nota richiama la lettura e la valutazione di una sceneggiatura e il giudizio su un’opera documentaristica complessa come attività che richiedono competenze specifiche e consolidate.
Secondo il Coordinamento, sono state più volte sollecitate nomine degli esperti basate su massima competenza e trasparenza, prima al Ministro Sangiuliano e poi al Ministro Giuli. Pur riconoscendo la presenza di figure considerate di alto profilo, viene affermato che tali criteri non sarebbero stati pienamente rispettati nella composizione complessiva della commissione.
Il gruppo conclude chiedendo alla Direzione Generale Cinema e Audiovisivo di rispondere alla richiesta di confronto sulle modalità e sui criteri adottati dalla commissione per le valutazioni. La questione del funzionamento viene indicata come centrale anche nel progetto di riforma del sistema di sostegno pubblico, con l’obiettivo di garantire credibilità ed efficacia all’intero sistema.
nomi coinvolti nel dibattito
- Paolo Mereghetti
- Massimo Galimberti
- Simone Manetti
docufilm citato: “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”
Tra gli elementi richiamati nella contestazione, il documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” viene descritto come un’opera già realizzata e resa pubblica in numerosi festival. Il film è indicato come fulcro del dibattito per il suo valore testimoniale e per l’importanza attribuita alla sua capacità di mantenere viva l’attenzione sul caso.