D’orsi querelato calenda: atto di citazione di 15 pagine per accuse di fascismo e venduto a putin

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D’orsi querelato calenda: atto di citazione di 15 pagine per accuse di fascismo e venduto a putin

Una lettera aperta diventa il punto di partenza di un confronto acceso sul modo in cui vengono gestite le posizioni in ambito internazionale. Angelo d’Orsi, storico della filosofia e già professore ordinario di Storia del pensiero politico all’Università di Torino, chiarisce il senso dell’iniziativa firmata insieme all’ex ambasciatrice Elena Basile e ricostruisce le ragioni che hanno portato a rendere pubblico un dissenso crescente, alimentato da accuse e pressioni.

angelo d’or­si e il senso della lettera aperta

Nel corso di un intervento a Battitori Liberi su Radio Cusano Campus, d’Orsi definisce la lettera aperta come un resoconto necessariamente sommario. L’intenzione dichiarata è raccontare l’esito di una vicenda che, se ampliata, avrebbe assunto dimensioni ben maggiori: una versione più estesa dei fatti a partire da novembre risulterebbe, secondo quanto affermato, un documento molto più lungo.

D’Orsi, insieme all’ex ambasciatrice Elena Basile, ha firmato nei giorni scorsi la missiva con cui denuncia un clima di caccia alle streghe nei confronti di intellettuali e figure pubbliche che dichiarano di voler ascoltare le voci dell’altra parte su temi collegati alla guerra in Ucraina, su Gaza e sulla politica internazionale.

la lettera del 13 aprile e la richiesta di divieti

Lo storico indica come elemento decisivo l’episodio rappresentato da una lettera inviata lo scorso 13 aprile da Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Europeo ed esponente del Pd. La comunicazione, secondo quanto riferito, è stata indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro degli Esteri Tajani e al ministro dell’Interno Piantedosi.

Nella missiva, Picierno chiede divieti e sanzioni verso chi partecipa ad eventi ritenuti collegati alla propaganda russa. Tra i casi richiamati compare il festival di documentari “Il tempo dei nostri eroi”, tenutosi a Bologna l’11 e il 12 aprile 2026, con la partecipazione di RT-Doc.

pressioni, azione repressiva e sostegno di calenda

D’Orsi afferma che Picierno avrebbe chiesto un intervento repressivo nei confronti suoi, della Basile e di quanti tentano di ascoltare posizioni alternative. Lo storico lega poi l’evoluzione della vicenda anche al sostegno del senatore Carlo Calenda, pur sottolineando che quest’ultimo appartiene a una forza politica differente.

Nel racconto di d’Orsi emerge anche l’idea che tali richieste sarebbero mosse dalla convinzione che ascoltare “le voci dell’altra parte” sia, di fatto, impossibile o comunque contestabile in modo sistematico.

accuse e attacchi personali dalla scorsa estate

Lo storico torinese descrive una serie di attacchi personali subiti a partire da novembre. Tra i contenuti contestati vengono citate accuse come essere “al soldo di Putin”, fare propaganda putiniana e ricevere denaro da Mosca.

D’Orsi afferma che simili argomenti, a suo giudizio, vengono usati verso chi prova a ragionare con una propria linea. Nel racconto rientra anche l’affermazione di essere stato sbeffeggiato per aver visitato Mosca. Lo storico precisa di non aver considerato vietato uscire dall’Italia, aggiungendo di possedere un passaporto, di pagare regolarmente la tassa richiesta e di poter recarsi dove previsto dalle proprie possibilità. A conferma della propria posizione ricorda inoltre un soggiorno negli Stati Uniti, ritenendo quindi legittimo anche il trasferimento nella Federazione Russa.

derisioni mediatiche e risposta con un comunicato

Nel ricostruire gli elementi del contesto, d’Orsi richiama anche uno sketch televisivo di Luca e Paolo che avrebbe preso in giro lui e Basile. Lo storico cita poi articoli del Foglio che avrebbero rilanciato accuse nei confronti dei firmatari.

Secondo quanto riportato, a un certo punto d’Orsi e Basile avrebbero deciso di reagire predisponendo un comunicato per difendersi: “Io e Basile ci siamo difesi”, viene indicato come sintesi dell’azione intrapresa.

picierno e calenda: giudizi e querela

Il tono della ricostruzione si fa più netto quando d’Orsi commenta in modo diretto la leadership di Az­ione. Lo storico sostiene che, pur con forme diverse, la differenza non risiederebbe nella sostanza, osservando che il senatore Carlo Calenda non saprebbe gestire le proprie reazioni.

D’Orsi dichiara di aver presentato querela contro Calenda. Nell’atto di citazione, secondo quanto affermato, sarebbero presenti circa quindici pagine di insulti, tra cui compaiono espressioni come “schifosissimo”, “fascista”, “al soldo di Putin”, “indegno”, insieme alla richiesta di cacciarlo dall’università.

relazioni con la russia e confronto mancato

D’Orsi richiama poi un precedente politico attribuito allo stesso Calenda. Lo storico ricorda che nel 2016, quando Calenda era ministro dello Sviluppo Economico, avrebbe partecipato al Forum Economico di San Pietroburgo insieme a centinaia di imprenditori italiani. In quell’occasione, secondo quanto riportato, Calenda avrebbe sostenuto la necessità di mantenere ottime relazioni con la Russia nonostante le sanzioni seguite all’annessione della Crimea.

D’Orsi afferma che si sarebbe poi verificato un cambiamento di posizione. Nel suo racconto, la difficoltà attuale consisterebbe nel fatto che le nuove prese di distanza non sarebbero accompagnate, secondo lo storico, da argomenti ritenuti adeguati. È inoltre riportato l’invito pubblico a Pina Picierno a un confronto pubblico.

la querelle con jeffrey sachs

La ricostruzione include anche un riferimento a una discussione tra l’economista americano Jeffrey Sachs e lo stesso senatore Carlo Calenda. D’Orsi afferma che Calenda avrebbe risposto rapidamente con un passaggio all’insulto, sostenendo di aver dato a Sachs del “cretino” e dell’“ignorante”, nonostante la qualifica di Sachs come autorità internazionale.

personaggi citati

  • Angelo d’Orsi
  • Elena Basile
  • Pina Picierno
  • Giorgia Meloni
  • Tajani
  • Piantedosi
  • Carlo Calenda
  • Luca e Paolo
  • Jeffrey Sachs
Categorie: Politica

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