Direttiva anticorruzione legge del consiglio ue a testo che obbliga a punire l abuso d ufficio

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Direttiva anticorruzione legge  del consiglio ue a testo che obbliga a punire l abuso d ufficio

Una svolta decisiva sul fronte della lotta alla corruzione arriva dal Consiglio dell’Unione europea: il via libera finale alla direttiva anticorruzione introduce un obbligo chiaro per gli Stati membri. Il provvedimento impone infatti di configurare come reato almeno specifiche ipotesi di abuso d’ufficio, andando a incidere sulla fattispecie che in Italia è stata abrogata con la legge Nordio del 2024.

direttiva anticorruzione ue: obbligo reato per abuso d’ufficio

Il testo, già approvato dal Parlamento di Bruxelles, contiene una norma mirata, indicata come articolo 7. Essa stabilisce che i 27 Paesi Ue prevedano come reato almeno determinate violazioni gravi della legge che derivano dall’esecuzione o dall’omissione di un atto da parte di un funzionario pubblico nell’esercizio delle proprie funzioni. La costruzione normativa viene descritta come una versione “soft” dell’ex articolo 323 del codice penale italiano.

La formulazione è il risultato di un confronto complesso e protratto: un compromesso raggiunto a dicembre, necessario per ottenere il si dell’Italia. Il dossier era stato discusso per quasi tre anni tra Parlamento, Commissione e Consiglio dell’Unione europea. La trattazione era maturata nel contesto di un percorso avviato anche nel 2023, legato allo scandalo Qatargate.

tempi di pubblicazione e recepimento: pubblicazione e finestra di 24 mesi

Con l’approvazione da parte del Consiglio dell’Unione europea, la direttiva sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. L’entrata in vigore è prevista trascorsi venti giorni dalla pubblicazione.

Gli Stati membri avranno poi a disposizione un periodo di 24 mesi per recepire la direttiva nel diritto nazionale, trasformando l’obbligo europeo in regole interne.

legge nordio e posizione dell’italia: norma attenuata e possibile sostenibilità

La vicenda riguarda da vicino l’Italia per la relazione tra l’obbligo europeo e la scelta normativa interna del 2024. La posizione del governo Meloni, secondo quanto riportato, aveva puntato a escludere del tutto la previsione sull’abuso d’ufficio dal testo legislativo europeo. Alla fine, l’esito ottenuto non è stato quello di una rimozione completa, ma un affievolimento della norma, così da renderla meno simile al precedente reato italiano.

Questa impostazione consentirebbe all’Italia di sostenere che l’obbligo europeo sia già coperto dal nostro ordinamento tramite altri reati, tra cui corruzione e concussione, oppure anche attraverso forme collegate come omissione o rifiuto di atti d’ufficio.

Rimane però un passaggio potenzialmente delicato: qualora la tesi non fosse ritenuta convincente dalla Commissione europea, si configurerebbe il rischio dell’avvio di una procedura d’infrazione.

La direttiva anticorruzione è legge: via libera del Consiglio Ue al testo che obbliga a punire l’abuso d’ufficio

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