Csm riabilita l ex giudice apostolico decisione sui migranti ok allo scatto di carriera
Iolanda Apostolico riporta al centro una vicenda che ha attraversato il dibattito pubblico per lungo tempo: il Consiglio superiore della magistratura riconosce la correttezza della decisione con cui la giudice di Catania ha disapplicato il decreto Cutro, con effetti concreti sul destino di quattro richiedenti asilo trattenuti nel centro di permanenza di Pozzallo.
A distanza di oltre due anni e mezzo dal linciaggio mediatico che seguì quella scelta, il Csm valuta la condotta professionale della magistrata e avvia la fase conclusiva relativa alla carriera. Il percorso, però, non è stato lineare: la decisione pro-migranti aveva innescato attacchi pubblici da parte della maggioranza di governo, a partire dalla premier Giorgia Meloni.
La contestazione assunse anche la forma di una ricostruzione giornalistica legata a un fatto del 2018: la pubblicazione, da parte del leader della Lega Matteo Salvini, di un video che avrebbe mostrato la partecipazione di Apostolico a una manifestazione per lo sbarco dei migranti bloccati sulla nave Diciotti.
csm e decreto cutro: la correttezza della disapplicazione
Il punto di partenza della valutazione è la decisione della giudice di disapplicare il decreto Cutro. A due anni e mezzo circa di distanza, il Consiglio superiore della magistratura riconosce che la decisione adottata era corretta e, per conseguenza, valida l’impostazione giuridica che portò alla liberazione di quattro richiedenti asilo trattenuti nel centro di permanenza di Pozzallo.
linciaggio mediatico e attacchi politici: il contesto della vicenda
La scelta della magistrata venne seguita, per settimane, da un’ondata di attacchi riconducibili alla maggioranza di governo. Il riferimento esplicito riguarda un coinvolgimento politico che ruotava attorno alla premier Giorgia Meloni e che sfociò in un’operazione di pressione mediatica.
Tra i contenuti resi pubblici spicca la diffusione, da parte del leader della Lega Matteo Salvini, di un video in cui la giudice risulterebbe partecipare, nel 2018, a una manifestazione per lo sbarco dei migranti bloccati sulla nave Diciotti.
dimissioni dal ruolo e valutazione professionale: la settima istanza
Nel dicembre 2024, la giudice Iolanda Apostolico si è dimessa dalla magistratura. Nonostante ciò, il Csm non ha ancora attribuito la settima (e ultima) valutazione di professionalità.
La valutazione costituisce lo snodo della carriera perché riguarda lo scatto di stipendio e la progressione previsti ogni quattro anni. Il maturarsi del requisito è indicato nel testo come relativo al 2023. La pratica sarà affrontata nella seduta di mercoledì prossimo, quando si voterà sulla proposta di riconoscere ad Apostolico il “positivo superamento” della valutazione.
voto in Csm e posizione della quindicesima commissione
La proposta sarà sottoposta a votazione nel contesto del Csm. La decisione è descritta come già licenziata dalla Quarta Commissione, con un’unica eccezione: la sola astensione di Claudia Eccher, consigliera eletta in quota Lega e già avvocata di Salvini.
Il lavoro istruttorio risulta impostato nella proposta di delibera con relatore il consigliere Roberto D’Auria.
proposta di delibera e parere del consiglio giudiziario di catania
La proposta di delibera richiama il parere del Consiglio giudiziario di Catania, presentato come una sezione territoriale collegata al Csm. Nel documento vengono riconosciute alla giudice capacità organizzativa, dedizione e laboriosità.
valutazioni positive e “vicende” non rimesse in discussione
La commissione evidenzia che il giudizio positivo non viene messo in discussione dalle vicende che hanno coinvolto Apostolico. Per la decisione pro-migranti si afferma che, anche laddove una parte della stampa l’avesse collegata a pregiudizio ideologico, risulta determinante un elemento processuale: il provvedimento sarebbe divenuto definitivo dopo la rinuncia del governo al ricorso presentato.
Inoltre, la commissione sottolinea che, dopo Apostolico, numerosi magistrati di merito si sarebbero pronunciati negli stessi termini.
manifestazione del 2018 e requisiti di indipendenza
Per quanto riguarda la partecipazione alla manifestazione del 2018, il testo considera l’episodio come un fatto non idoneo a incidere negativamente sui prerequisiti necessari a esercitare la funzione giudiziaria, ossia indipendenza, imparzialità ed equilibrio.
La motivazione centrale è legata al concetto di attualità: nel periodo considerato non emergono comportamenti analoghi a quello descritto nel 2018, con la conseguenza che il carattere dell’evento non viene ritenuto tale da compromettere i requisiti richiesti.
nomi coinvolti nella vicenda e nelle posizioni citate
- Iolanda Apostolico
- Giorgia Meloni
- Matteo Salvini
- Claudia Eccher
- Roberto D’Auria
