Contratto scuola: aumenti per insegnanti e personale ata, novità e cifre
Stipendi in crescita e nuove risorse economiche in arrivo per il personale della scuola: maestri e professori potranno contare su oltre 130 euro mensili in più e su 800 euro di arretrati, mentre per gli ata (collaboratori scolastici, amministrativi) è previsto un aumento di 107 euro mensili con 633 euro di arretrati. La cornice è il rinnovo del ccnl per il triennio 2025/27, firmato in modo unitario dalle organizzazioni sindacali, con applicazione immediata dopo il passaggio degli organi di controllo, indicativamente tra giugno e luglio.
rinnovo ccnl scuola 2025/27: aumenti mensili e arretrati
Le principali ricadute economiche riguardano due categorie. Per maestri e professori l’incremento è quantificato in oltre 130 euro al mese, affiancato da 800 euro di arretrati. Per il personale ata l’aumento indicato è di 107 euro mensili, insieme a 633 euro di arretrati.
Il rinnovo è frutto di una firma sindacale unitaria e costituisce, per il personale interessato, un intervento finalizzato al potenziamento del potere d’acquisto tramite risorse orientate al salario.
firma unitaria sindacati: applicazione tra giugno e luglio
Le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto il rinnovo del ccnl relativo al triennio 2025/27. L’accordo, per ora qualificato come annuncio, diventa operativo appena superato l’esame degli organi di controllo, con una finestra temporale collocata tra giugno e luglio.
Nel merito degli obiettivi, la lettura dell’accordo richiama la possibilità di intervenire subito sul potere d’acquisto, destinando le risorse al salario fondamentale e prevedendo incrementi superiori al 5,9%, in linea con l’inflazione.
giuseppe valditara: parte economica anticipata e risorse dedicate
Il ministro dell’istruzione e del merito giuseppe valditara rivendica l’impostazione della trattativa e l’anticipo della parte economica. Nella nota ufficiale si sottolinea la richiesta di anticipazione della componente economica e la destinazione della quasi totalità delle risorse all’incremento dello stipendio tabellare, per tutelare la continuità contrattuale e il livello salariale.
Viene inoltre richiamato un risultato complessivo definito “storico”, basato sulla sottoscrizione di tre contratti del comparto scuola, con incrementi retributivi mensili complessivi di 412 euro per i docenti e 304 euro per gli ata. L’operazione viene collegata ai finanziamenti garantiti dalle leggi di bilancio e a risorse aggiuntive del ministero: in particolare 300 milioni per il contratto 2019/2021 e 240 milioni per il periodo 2022/2024.
reazioni sindacali: potere d’acquisto e cambio di passo, con richiesta di verifiche
Da parte di gianna fracassi (flc cgil) viene riconosciuta la possibilità di intervenire subito sul potere d’acquisto, con aumenti collegati al riferimento inflattivo e con attenzione al salario fondamentale. Le osservazioni, però, si intrecciano con la necessità di monitoraggio dell’evoluzione economica e degli scenari esterni.
La gilda evidenzia la rapidità della trattativa: il coordinatore nazionale vito castellana parla di tempi brevi. Anche giuseppe d’aprile (uil scuola) sottolinea il valore dell’atto: firmare un contratto non ancora scaduto viene descritto come un cambio di passo.
Nel quadro delle valutazioni, ivana barbacci (cisl scuola) esprime condivisione dell’obiettivo economico ma segnala la complessità del contesto interno e internazionale, con possibili ricadute in termini economici e di inflazione. La richiesta è quella di prevedere momenti di verifica, indicativamente in chiusura dell’anno in corso, per fare il punto e valutare eventuali interventi per un’eventuale integrazione di risorse.
prudenza e detassazione: rivendicazioni e nodo politico
La posizione sindacale orienta l’attenzione anche sul metodo e sul seguito del confronto. Per giuseppe d’aprile i sindacati hanno seguito un’impostazione coerente: l’accordo richiama la sottoscrizione del ccnl 22/24 con l’obiettivo di chiudere nei primi mesi del 2026 la sola parte economica, così da offrire risposte concrete al personale e avviare in modo tempestivo il confronto sulla parte normativa, senza ulteriori ritardi.
Rimane centrale il tema della detassazione degli aumenti contrattuali, indicata come misura da estendere anche al comparto scuola. Nel testo viene spiegato che si tratta di rivendicazioni non risolte in sede aran, con la necessità di spostare la questione sul piano politico. Viene contestata l’ipotesi di un impatto fiscale che può arrivare anche al 35% sulle somme impiegate per i rinnovi contrattuali.
problemi aperti: recupero 2013, docenza, ata e nuovo profilo
Accanto agli elementi economici, restano sul tavolo alcune questioni condivise dalle organizzazioni sindacali. Tra queste: il recupero dell’anno 2013; la presenza di un’area contrattuale separata e di uno specifico livello di contrattazione per la docenza e per il personale ata; l’attuazione del nuovo profilo di “operatore” accanto ai collaboratori.
figure citate nel confronto sindacale e istituzionale
- giuseppe valditara
- gianna fracassi
- vito castellana
- giuseppe d’aprile
- ivana barbacci
