Conte sugli attacchi di trump: meloni ha dovuto constatare il fallimento della sua politica estera
Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, ha affrontato pubblicamente le polemiche legate agli attacchi del presidente americano Donald Trump alla premier Giorgia Meloni, intervenendo alla presentazione del suo libro “Una nuova primavera” presso la Galleria Alberto Sordi di Roma. Nel corso del suo intervento sono emerse tesi precise su atteggiamenti, scelte politiche e conseguenze della linea seguita dall’attuale presidente del Consiglio.
giuseppe conte e le critiche a meloni dopo gli attacchi di trump
Conte ha descritto il proprio rapporto con Trump distinguendo il primo periodo rispetto all’attualità. Ha affermato di essere stato premier con il primo Trump definendolo più moderato, mentre oggi lo considera estremizzato, sostenendo che risulti difficile trattare con Trump. Su questo sfondo, il leader M5s ha contestato l’atteggiamento attribuito a Meloni, giudicandolo ingenuto e dichiarando di non essere caduto in quella stessa impostazione.
Conte ha poi collegato le reazioni politiche interne alle diverse letture dell’episodio. Ha ricordato che, in Aula, la premier avrebbe ricevuto la solidarietà di Schlein dopo l’attacco di Trump, mentre le parole provenienti dal M5s e anche quelle di Avs e Renzi sarebbero state definite meno istituzionali, con un tono più deciso nei confronti di Meloni.
il rapporto di conte con trump e l’accusa di priorità “prima dell’interesse nazionale”
Nel dettaglio della ricostruzione, Conte ha sostenuto che il M5s abbia condannato Trump da tre anni e mezzo. Ha spiegato che tra lui e il presidente americano ci sarebbe stato un rapporto personale basato sulla simpatia reciproca, osservando che Trump apprezzava l’essere outsider.
Secondo Conte, al contrario, Meloni avrebbe cercato di accreditarsi con Trump. Il punto centrale della critica è stato collegato all’idea che l’affinità ideologica con Trump e Netanyahu avrebbe avuto la precedenza rispetto all’interesse nazionale. Conte ha definito questa impostazione come “sovranismo domenicale” e ha indicato alcune scelte specifiche: sì alle armi americane, sì al gas americano e no alle tasse ai giganti del web.
Un passaggio ulteriore riguarda la valutazione politica dello scenario estero: Conte ha affermato che Meloni sarebbe arrivata a constatare un fallimento della politica estera. Il riferimento citato riguarda lo stop all’accordo con Israele, con cui viene indicata una presa d’atto della mancata riuscita.
miga e maga: conte sul ruolo dell’Italia e sulla risposta a trump
Conte ha poi ribadito la posizione assunta dall’Italia nel confronto con Trump, affermando che il suo intervento sarebbe stato immediato e orientato a segnalare la difficoltà del paese. Ha dichiarato di non aver consentito che Trump potesse sostenere l’idea secondo cui l’Italia dovrebbe “dare il sangue”. In questo contesto, ha respinto l’etichetta di “Maga”, concludendo con un gioco di parole in cui si sarebbe definito “Miga”, ovvero “Make Italia Great Again”.
La parte conclusiva del passaggio ha descritto anche l’impatto emotivo della scena politica: Conte ha specificato che le sue parole avrebbero trovato una reazione fredda da parte degli alleati Elly Schlein e Nicola Fratoianni, seduti in prima fila insieme agli altri protagonisti del campo progressista, con l’eccezione di Italia viva di Renzi, chiamata a seguire la presentazione.
protagonisti presenti durante la presentazione del libro di conte
Durante la presentazione del libro di Giuseppe Conte, nell’area riservata ai protagonisti del campo progressista, sono stati menzionati alcuni nomi presenti in prima fila.
- Giuseppe Conte
- Giorgia Meloni
- Elly Schlein
- Nicola Fratoianni
- Matteo Renzi