Cinque dipendenti comunali indagati per la morte di Alicia a Bisceglie
La morte di Alicia Amoruso, studentessa di 12 anni travolta e uccisa da un grosso pino sradicato dal vento a Bisceglie, continua a essere al centro delle attività investigative della Procura di Trani. Nell’ambito dell’inchiesta, risultano iscritti nel registro degli indagati cinque persone, con l’attenzione rivolta all’analisi di responsabilità legate alla gestione e alle verifiche sul patrimonio arboreo.
inchiesta morte Alicia Amoruso: cinque indagati e ipotesi di reato
Per la vicenda relativa alla tragedia di lunedì scorso, la Procura di Trani ha provveduto a iscrivere cinque persone nel registro degli indagati. Le figure coinvolte sono dipendenti comunali che, tra dirigenti, funzionari tecnici e istruttori, operano nella Ripartizione Pianificazione, Programmi e Infrastrutture e nello Sportello Patrimonio, Demanio e Attività Manutentive.
L’ipotesi di reato formulata è concorso in omicidio colposo. La Procura ha poi disposto che gli avvisi di garanzia fossero notificati contestualmente al conferimento degli incarichi per accertamenti tecnici irripetibili, passaggi necessari per permettere alle difese di nominare eventuali consulenti di parte.
consulenze tecniche e autopsia: incarichi fissati dall’accusa
Le attività per approfondire le circostanze dell’evento proseguono con i conferimenti di incarico previsti nel corso delle procedure. Il pubblico ministero Francesco Chiechi, titolare delle indagini, ha fissato per oggi il conferimento della consulenza ingegneristico-tecnica, assegnata agli ingegneri Giuseppe Colangelo e Andrea Pugliese.
Successivamente è previsto il conferimento dell’incarico per l’autopsia al medico legale Davide Ferorelli. L’esame si svolgerà presso il Policlinico di Bari.
Gli accertamenti dovranno chiarire le cause del crollo dell’albero e ricostruire con precisione la dinamica che ha portato al decesso della bambina.
polemiche e segnalazioni su alberi pericolanti: il richiamo di spazio civico
Parallelamente alle attività giudiziarie, continuano a emergere polemiche legate alla gestione del verde pubblico. Il gruppo di cittadinanza attiva “Spazio civico” ha ricordato che, già a gennaio, erano state segnalate situazioni di rischio connesse ad alberi pericolanti in città, incluso il contesto di via Veneziano, area in cui si è verificata la tragedia nei pressi della scuola media frequentata dalla vittima.
Gli attivisti hanno dichiarato di stringersi alla famiglia in un momento definito drammatico, scegliendo “il silenzio come forma di rispetto”. Nel contempo, il richiamo alle segnalazioni effettuate nei mesi precedenti mantiene sullo sfondo l’allarme già lanciato, in relazione al rischio derivante dalla presenza di alberi ritenuti pericolanti.
figure citate nell’inchiesta e negli incarichi
- Francesco Chiechi (pubblico ministero)
- Giuseppe Colangelo (consulenza ingegneristico-tecnica)
- Andrea Pugliese (consulenza ingegneristico-tecnica)
- Davide Ferorelli (medico legale per autopsia)
