Chernobyl 40 anni fa il disastro nucleare cosa è successo e conseguenze

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Chernobyl 40 anni fa il disastro nucleare cosa è successo e conseguenze

All’1.24 del 26 aprile 1986 prende avvio a Pripyat, in Ucraina il più grave incidente della storia dell’energia nucleare. Un guasto al reattore numero 4 della centrale atomica di Chernobyl innesca un evento che porta al rilascio nell’atmosfera di una grande nube radioattiva, con conseguenze che si estendono ben oltre il sito colpito, arrivando a contaminare vaste porzioni di territorio in più Paesi.

incidente di chernobyl: cosa accade il 26 aprile 1986

La dinamica dell’evento è legata a gravi deficienze nel design del reattore e del sistema di spegnimento, unite a una violazione delle procedure operative. Con l’esplosione nel reattore numero quattro, la nube radioattiva si disperde nell’aria, contaminando inizialmente aree dell’Ucraina, della Bielorussia e della Russia. Successivamente la contaminazione raggiunge anche l’intera Europa, con effetti su migliaia di chilometri quadrati di terreno.

Le comunicazioni avvengono con un ritardo: l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) viene informata ufficialmente dell’incidente solo il 30 aprile.

le cause tecniche e operative del disastro

Il disastro viene attribuito a una combinazione di fattori. Da un lato emergono carenze progettuali nel funzionamento del reattore e nel relativo sistema di spegnimento; dall’altro viene indicata una inosservanza delle procedure previste durante l’operatività. La somma di questi elementi contribuisce all’andamento catastrofico dell’incidente.

conseguenze umane e stime sulle vittime

Le stime riguardo al numero di morti generate dal disastro risultano molto differenti tra loro. Secondo un rapporto dell’ONU del 2005, le morti confermate e previste sarebbero state circa 4.000 nei tre Paesi più colpiti. Greenpeace, invece, valuta che l’incidente avrebbe causato quasi 100.000 morti.

Oltre alle vittime, viene stimato un coinvolgimento massiccio in attività di emergenza: circa 600.000 persone, impegnate nell’operazione di pulizia, sarebbero state esposte a livelli elevati di radiazione.

stato dell’area di chernobyl e misure di esclusione

La struttura esterna in acciaio e cemento che copre i resti della centrale è stata danneggiata nel febbraio 2025 da un drone russo; al momento non può essere riparata. Nel febbraio 2022 la centrale è stata occupata dalle forze russe e, da allora, risulta sottoposta a numerose minacce.

Intorno al sito, l’area è stata evacuata e trasformata in zona di esclusione. Sono considerati inabitabili più di 2.200 chilometri quadrati in Ucraina e 2.600 chilometri quadrati in Bielorussia per i prossimi 24.000 anni.

bonifiche e pratiche in aree contaminate

Il peso sulle popolazioni coinvolte resta rilevante, ma nel corso degli ultimi decenni sono stati indicati progressi nella bonifica delle aree contaminate. Tra le iniziative sperimentali citate rientrano l’allevamento dei cavalli e l’apicoltura nelle zone considerate a più basso rischio.

riassunto dei punti chiave

  • Data e ora dell’incidente: 1.24, 26 aprile 1986, a Pripyat (Ucraina).
  • Sorgente dell’evento: guasto nel reattore numero 4 con esplosione nel reattore numero quattro.
  • Cause attribuite: deficienze di design e violazione delle procedure operative.
  • Impatto ambientale: nube radioattiva che contamina aree di Ucraina, Bielorussia e Russia, fino a raggiungere tutta Europa.
  • Comunicazione formale: AIEA informata ufficialmente solo il 30 aprile.
  • Vittime: stime discordanti: circa 4.000 secondo ONU (2005) e quasi 100.000 secondo Greenpeace.
  • Esposizione durante la pulizia: circa 600.000 persone esposte a livelli elevati.
  • Situazione recente della centrale: occupazione nel febbraio 2022 e danneggiamento del contenimento nel febbraio 2025 per un drone russo.
  • Zona di esclusione: inabitabilità per 24.000 anni, con 2.200 km² in Ucraina e 2.600 km² in Bielorussia.
  • Bonifica e sperimentazioni: allevamento dei cavalli e apicoltura nelle zone a rischio più basso.
Categorie: Cronaca

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