Caso Tramontano: la Cassazione conferma premeditazione di Impagnatiello

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Caso Tramontano: la Cassazione conferma premeditazione di Impagnatiello

Il caso del femminicidio di Giulia Tramontano continua a svilupparsi in sede di legittimità, con un focus centrale sulla qualificazione giuridica del delitto. La Procura generale della Cassazione chiede il riconoscimento della premeditazione nel fatto che vide l’uccisione della 27enne, avvenuta nel maggio 2023 per mano del compagno Alessandro Impagnatiello. La Corte d’Assise d’Appello aveva già condannato l’imputato all’ergastolo, ma aveva escluso la premeditazione, aprendo così uno spazio di contestazione in relazione a un aggravamento determinante.

Durante la requisitoria davanti ai giudici della Suprema Corte, la sostituta procuratrice generale Elisabetta Ceniccola ha formulato una richiesta di appello bis limitatamente al riconoscimento della premeditazione. La domanda si fonda su una ricostruzione che valorizza specifici elementi già emersi: la scelta dell’arma, la preparazione dell’ambiente domestico e, in particolare, la rimozione di un tappeto, considerata un indizio di pianificazione. L’accusa sostiene che la Corte d’Appello avrebbe “svilito il concetto di agguato”, senza attribuire adeguata rilevanza a segnali ritenuti idonei a far emergere la premeditazione già in primo grado.

Secondo la Procura generale, tra l’ideazione e l’esecuzione del delitto sarebbe intercorso un lasso di tempo sufficiente a consentire riflessione e maturazione della decisione, escludendo la natura improvvisata dell’azione. Su questo punto, il ragionamento accusatorio insiste sulla presenza di elementi che, nel loro insieme, descriverebbero un piano articolato e non un impulso momentaneo.

premeditazione e richiesta di appello bis in cassazione

La posizione della Procura generale si concentra sul fatto che l’agire non sarebbe riconducibile a un’idea estemporanea. La richiesta di appello bis, infatti, mira a un riesame circoscritto al solo riconoscimento della premeditazione. Il punto di partenza è l’interpretazione di condotte ritenute funzionali alla preparazione dell’omicidio, tra cui la scelta dell’arma e la predisposizione del contesto domestico. Particolare rilievo viene attribuito alla rimozione di un tappeto, elemento letto come passaggio legato alla pianificazione.

elementi interpretati come segnali di pianificazione

La Procura generale sottolinea come l’insieme delle circostanze già emerse renda, a suo avviso, plausibile una ricostruzione della dinamica in chiave preordinata. La contestazione riguarda anche la valutazione della Corte d’Appello sull’idea di agguato, ritenuta non sufficientemente valorizzata rispetto alle risultanze precedenti.

aggravante della crudeltà e nodo delle modalità dell’omicidio

In parallelo alla questione della premeditazione, l’accusa chiede che il ricorso della difesa venga dichiarato inammissibile. La difesa mira a escludere l’aggravante della crudeltà, considerata un altro punto determinante nel quadro complessivo del giudizio.

Il nodo della crudeltà si collega alle modalità dell’omicidio, avvenuto nell’abitazione della coppia a Senago, nel Milanese. La donna era incinta di sette mesi del figlio Thiago e fu colpita con 37 coltellate. In tale contesto, le contestazioni ruotano attorno all’interpretazione delle condotte e alle circostanze emerse nel corso delle indagini.

precedente tentativo di avvelenamento

Un ulteriore elemento richiamato riguarda un precedente tentativo di avvelenamento. Secondo quanto riportato nelle motivazioni d’appello, l’imputato avrebbe somministrato alla compagna del veleno per topi, con l’obiettivo non di ucciderla, ma di provocare l’aborto. Questo dato viene considerato parte del quadro complessivo utile a inquadrare la condotta e le sue caratteristiche.

posizione della difesa e attesa della decisione

Dal fronte della difesa, l’avvocata Giulia Geradini ha descritto la condizione dell’imputato, detenuto nel carcere di Pavia. La legale ha spiegato che Alessandro Impagnatiello sta vivendo un’attesa definita “tranquilla” e ha riferito di avere la possibilità di incontrarlo periodicamente. Al termine dell’udienza, la difesa ha ribadito che la decisione in arrivo rappresenta un passaggio significativo per il percorso processuale.

richiesta di esclusione della premeditazione e valutazioni sulle aggravanti

Riguardo all’aggravante della premeditazione, la penalista ha affermato che nel giudizio di appello essa è stata esclusa e che la motivazione sarebbe stata argomentata correttamente. La difesa ha inoltre indicato che non vi sarebbero, a suo avviso, le condizioni per un nuovo riconoscimento.

Sul tema della crudeltà, la posizione dell’avvocata ha escluso la sussistenza degli elementi necessari a confermare l’aggravante. In parallelo, la difesa ha prospettato la presenza dei presupposti per il riconoscimento delle attenuanti generiche, evidenziando che con un bilanciamento di questo tipo la pena cambierebbe notevolmente.

attesa della pronuncia e possibili effetti sul processo

La decisione della Cassazione è attesa in serata e potrebbe aprire un nuovo capitolo processuale, con effetti sulla qualificazione giuridica del delitto, in particolare sul punto relativo alla premeditazione. La posta in gioco riguarda dunque l’esito di un confronto specifico su uno degli aspetti più rilevanti della ricostruzione e della valutazione giudiziaria del fatto.

Personaggi coinvolti

  • Giulia Tramontano
  • Alessandro Impagnatiello
  • Elisabetta Ceniccola
  • Giulia Geradini
  • Thiago
“Svilito il concetto di agguato”, la pg della Cassazione sul femminicidio di Giulia Tramontano: “Riconoscere la premeditazione per Impagnatiello”
Categorie: Cronaca

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