Canili la volontaria silvia dennetta

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Canili la volontaria silvia dennetta

Nel canile di Valle Grande, a Roma, la vita quotidiana dei cani è sostenuta da persone che trasformano il tempo in presenza, impegno e metodo. Tra gestione delle attività, percorsi educativi e adozioni, il lavoro di volontariato si intreccia con una visione concreta: migliorare la qualità della permanenza in struttura e preparare l’incontro con la casa. Tra le voci che animano questo contesto, Silvia Dennetta racconta un percorso personale diventato lavoro, con un’assiduità che copre estati, inverni e festivi.

volontariato al canile di valle grande: un impegno continuo

Silvia Dennetta, 55 anni, è volontaria presso il canile di Valle Grande. Dichiara di essere arrivata lì nel 2020 in un momento delicato: “fare volontariato in canile era il mio sogno”, ma non conosceva l’esistenza della struttura. La scelta si è concretizzata anche grazie a un collegamento personale, poiché ha acquistato la propria casa vicino al canile. Dal punto di vista familiare, il percorso si svolge sempre insieme al marito.

La volontaria sottolinea una presenza costante: dal momento che passa in canile l’estate, l’inverno e tutti i festivi, le ferie diventano un tema marginale e la struttura assorbe gran parte dell’organizzazione. Le uscite regolari dei cani e la continuità delle cure vengono mantenute anche nel fine settimana, con il canile operativo tutti i giorni salvo attività specifiche come somministrazioni di antiparassitari e disinfestazioni, garantite con regolarità.

associazione noi&loro odv e attività su più fronti

Silvia fa parte dell’associazione “Noi&Loro Odv”, attiva su diverse linee di intervento. Tra le attività principali vengono indicate adozioni di cani e gatti, sterilizzazione e campagne di microchippatura gratuite. L’impegno include anche la lotta al randagismo, con recupero su Roma e nel Lazio di cani e cucciolate abbandonati sul territorio, oltre alla sensibilizzazione relativa a Leishmaniosi e ad altre malattie endemiche.

Nel supporto pratico alla struttura, l’associazione provvede all’acquisto di materiali utili alla vita in box: cucce coibentate e lettini, insieme a ciò che serve a migliorare la qualità di vita degli animali.

gestione dei percorsi educativi e attività quotidiane in canile

Il canile di Valle Grande ospita circa 450 cani. Ogni cane dispone del proprio box e del cibo, mentre la pulizia quotidiana è garantita. La struttura si appoggia su un numero di volontari che consente lo svolgimento delle attività giornaliere e, in particolare, l’operatività di Silvia.

bollini coraggio: strumenti per lavorare su fragilità e paure

Un compito centrale della volontaria riguarda la gestione dei “bollini coraggio”. Con gli strumenti forniti dal team educatori della Fondazione Cave Canem, in collaborazione con l’associazione, Silvia supporta i cani ospitati nel vivere la reclusione in modo più sereno. Molti animali risultano paurosi, fobici o diffidenti, con difficoltà individuali diverse.

Il lavoro punta a recuperare fragilità, emotività inespressa e situazioni legate a deprivazione. L’obiettivo successivo consiste nel preparare questi cani ad affrontare l’adozione e l’accoglienza in una casa.

fase covid: continuità dei percorsi e supporto educativo

Tra i periodi più complessi viene indicato quello della fase Covid. Silvia racconta l’impatto emotivo legato alla possibilità che i cani, non vedendoli più, potessero sentirsi abbandonati. La preoccupazione si è tradotta in un periodo di chiusura in casa.

In quel contesto, la Fondazione Cave Canem, insieme alla collaborazione dell’associazione e in accordo con il ministero della Salute per la circolazione in città, ha garantito tramite un team di educatori specializzati la continuità di percorsi di rieducazione e socializzazione tra cani. La presenza del lavoro educativo ha contribuito ad alleggerire la tensione dei volontari.

adozioni consapevoli: verifiche, foto e percorsi post-affido

Oltre alla parte educativa, Silvia si occupa anche di adozioni. Le modalità indicate si basano su una comunicazione mirata: condivisione tramite social media attraverso foto e video realizzati in canile per i cani che possono essere adottati. La costruzione di relazioni con le famiglie adottanti porta talvolta a ritorni successivi per accogliere un secondo cane, alimentando una rete che si sviluppa anche tramite passaparola.

quanti cani in adozione: variazione nel corso dell’anno

Il numero di cani adottati varia nel tempo: l’obiettivo può raggiungere 10 adozioni al mese, mentre in estate il ritmo risulta inferiore e aumenta nel periodo sotto Natale, con valori dipendenti dal contesto.

controlli e supporto: criteri di idoneità e post-adozione

Le adozioni vengono gestite con l’impostazione di adozioni consapevoli. Silvia specifica che vengono effettuate verifiche sulle persone, con visite presso le case e una valutazione delle aspettative e delle intenzioni. Non vengono inviati cani e gatti a famiglie considerate non idonee.

Viene inoltre evidenziata la rilevanza dello stress per il cane in caso di rientro in canile. Per questo motivo l’accompagnamento si estende anche al periodo successivo all’adozione: se emergono difficoltà nella gestione iniziale, gli educatori restano disponibili come supporto.

cani più difficili da adottare: sfide e risultati concreti

La sfida più grande riguarda l’adozione dei cani anziani e fragili, spesso meno scelti. Silvia racconta due esperienze che considera tra le sue gioie principali. Una riguarda una cagnolina tripode, entrata dopo un incidente, e un’altra riguarda Zarina, descritta come “cane invisibile”: non bellissima e di taglia grande, con displasia, senza richieste di adozione in passato.

Secondo la volontaria, Zarina non voleva uscire dal box: mostrava paura dell’ambiente esterno. Con il tempo, ha iniziato a fidarsi e ad affidarsi, arrivando ad apprezzare le uscite. Il riscontro positivo arriva anche dalla ricezione di fotografie: immagini di cagnolini adottati che dormono beati su letti e divani in casa.

formazione dei volontari: competenza e gestione delle situazioni delicate

Alla componente educativa e alle adozioni si affianca la formazione dei nuovi volontari. L’obiettivo è rendere chi si avvicina alla struttura competente e, con il tempo, autonomo nella gestione anche delle situazioni più delicate.

carezze difficili, piccoli progressi e risultati emotivi

Silvia descrive la presenza di cani che manifestano difficoltà fino al punto di non riuscire a ricevere una carezza. In questi casi l’emozione è collegata ai progressi: vedere un cane che supera la diffidenza iniziale e si lascia accarezzare senza tremare, oppure osservare un cambiamento come fare pipì sull’erba anche quando la paura rappresenta un ostacolo. La stessa volontaria evidenzia che tali esiti non sono automatici, perché alcuni animali non riescono per la tensione legata al timore.

valle grande come luogo di trasformazione personale

Il lavoro descritto si conclude con una consapevolezza che Silvia lega all’esperienza in canile. All’inizio era presente la speranza di salvare dei cani, mentre nel tempo emerge la convinzione che, pur tra dedizione e fatica, siano stati proprio gli animali a portare un senso di felicità. La presenza nel canile viene raccontata come il contesto in cui Silvia si riconosce pienamente, grazie al legame con i progressi e alle adozioni che trasformano la permanenza in struttura in nuove possibilità.

figure coinvolte

  • Silvia Dennetta
  • il marito di Silvia Dennetta
  • il team di educatori specializzati della Fondazione Cave Canem
Canili, la volontaria Silvia Dennetta: “Un impegno totalizzante, ma di cui non riesco più a fare a meno”
Categorie: Cronaca

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