Blocco navale iran primo giorno cosa sta succedendo nello stretto di hormuz
Il primo giorno pieno di applicazione del blocco imposto da Donald Trump per le navi con scalo nei porti iraniani ha prodotto un effetto limitato sul traffico nello Stretto di Hormuz. Nelle ore iniziali, nonostante la misura, sono comunque avvenuti attraversamenti e il passaggio è rimasto parzialmente operativo, mentre cresce l’incertezza per armatori, compagnie petrolifere e assicuratori, già esposti ai rischi legati al contesto bellico.
stretto di hormuz: impatto limitato del blocco e numero di attraversamenti
Secondo dati di navigazione osservati da Reuters, nelle prime fasi di operatività del blocco almeno otto imbarcazioni — tra cui tre petroliere riconducibili all’Iran — hanno attraversato lo stretto. La misura, pur non azzerando i transiti, ha aumentato la variabile di rischio per diversi soggetti del settore.
Rispetto ai periodi precedenti il conflitto, la differenza resta marcata: fonti del settore indicano che prima dell’avvio delle ostilità da Stati Uniti e Israele contro l’Iran si registravano oltre 130 attraversamenti giornalieri. Il confronto rende evidente come i flussi attuali siano drasticamente ridotti, anche se non completamente interrotti.
rotture operative e rientri: navi che cambiano rotta dopo ordini usa
Nelle prime 24 ore di applicazione, sei unità hanno invertito la rotta su indicazione delle forze statunitensi, rientrando verso porti iraniani. Questo elemento evidenzia come il blocco stia agendo anche tramite pressione operativa immediata sulle scelte di navigazione.
Tra le petroliere legate a Teheran che hanno attraversato lo stretto, le tre citate non risultavano dirette verso scali iraniani, dunque non rientravano nell’ambito operativo della restrizione indicata. Un caso specifico è la Peace Gulf, battente bandiera panamense: la nave risulta diretta al porto di Hamriyah, negli Emirati Arabi Uniti, e trasporta tipicamente nafta iraniana destinata a riesportazioni verso l’Asia.
continuità dei transiti: navi che proseguono nonostante le restrizioni
Altre unità hanno continuato a muoversi malgrado il blocco. Reuters riporta, ad esempio, la petroliera Murlikishan, già impiegata nel trasporto di greggio russo e iraniano: secondo le indicazioni, dovrebbe raggiungere l’Iraq il 16 aprile per caricare olio combustibile.
Tra le informazioni su singole spedizioni emerge anche la Rich Starry, descritta come la prima tanker uscita dal Golfo dall’inizio delle restrizioni. Si tratta di una nave soggetta a sanzioni statunitensi, con circa 250mila barili di metanolo a bordo, legata alla società cinese Shanghai Xuanrun Shipping.
In seguito all’entrata in vigore della misura, altre cinque imbarcazioni hanno attraversato lo stretto: due petroliere per prodotti chimici e gas, due bulk carrier e una nave cargo diretta al porto iraniano di Bandar Abbas.
esclusioni operative: spedizioni umanitarie fuori dal blocco
Una comunicazione militare statunitense, visionata da Reuters, indica che le spedizioni umanitarie restano escluse dal blocco. Questo chiarimento contribuisce a spiegare perché, pur con la riduzione complessiva dei flussi, una parte del traffico continui a risultare autorizzata o comunque non impedita dalle restrizioni indicate.
assicurazioni e prospettive per il traffico: rischi elevati e possibile azzeramento
Secondo Fabrizio Coticchia, docente di scienze politiche all’Università di Genova, Washington potrebbe adottare un’applicazione selettiva. L’approccio ipotizzato è quello di un blocco intermittente, senza necessità di fermare ogni nave o di bloccare in modo continuo tutto il transito nello stretto.
Le condizioni economiche legate alla gestione del rischio restano invece critiche: i premi assicurativi per coprire i rischi di guerra non risultano aumentati rispetto ai giorni precedenti, ma restano su livelli molto alti, dell’ordine di centinaia di migliaia di dollari a settimana. Le coperture sarebbero inoltre soggette a revisione ogni 48 ore.
La società di brokeraggio marittimo BRS valuta che un ritorno a condizioni di normalità appare sempre più distante. Nel breve termine, il traffico commerciale nello stretto potrebbe scendere fino al minimo o addirittura azzerarsi.
Figure citate nel contesto:
- Donald Trump
- Fabrizio Coticchia
- Società BRS (brokeraggio marittimo)
