Biennale arte: israel all’attacco dopo la decisione della giuria internazionale, il caso

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Biennale arte: israel all’attacco dopo la decisione della giuria internazionale, il caso

Dopo le decisioni della giuria internazionale della Biennale Arte di Venezia, crescono le tensioni attorno alla partecipazione di Israele alla rassegna, prevista per l’inaugurazione ufficiale il 9 maggio. Il nodo centrale riguarda l’esclusione dalla premiazione dei Paesi accusati di crimini contro l’umanità, con una scelta che non menziona esplicitamente né IsraeleRussia, ma che ha innescato reazioni immediate sul versante politico e artistico.

biennale arte venezia 2026 e premio: scelta della giuria e reazioni

La giuria internazionale, presieduta da Solange Farkas, fondatrice di Videobrasil, ha stabilito di escludere dalla premiazione i Paesi indicati come responsabili di crimini contro l’umanità. Pur senza citare apertamente lo Stato ebraico o la Russia, la decisione ha alimentato il dibattito sulla presenza nazionale e sul ruolo attribuito all’arte in relazione alle questioni geopolitiche.

ministero degli esteri israeliano e accusa di boicottaggio

In un post pubblicato su X, il ministero degli Esteri israeliano ha contestato l’esclusione dell’artista israeliano Belu-Simion Fainaru dalla premiazione. Nel messaggio si parla di una “contaminazione del mondo dell’arte” e si sostiene che la giuria politica avrebbe trasformato la Biennale in un “falso indottrinamento politico anti-israeliana”.

belu-simion fainaru: profilo, ruolo a venezia e risposta pubblica

Belu-Simion Fainaru, nato a Bucarest nel 1959 ed emigrato in Israele nel 1973, è stato selezionato per rappresentare lo Stato di Israele alla 61esima Esposizione internazionale d’Arte. Il suo lavoro sarà ospitato nel padiglione nazionale allestito all’Arsenale dal 9 maggio al 22 novembre 2026, dato che l’area dei Giardini risulta interessata da lavori di ristrutturazione.

Nelle settimane precedenti, Fainaru è intervenuto nel confronto legato alle richieste di esclusione del suo Paese dalla manifestazione, dichiarando la propria contrarietà ai boicottaggi culturali. Il messaggio dell’artista ha ribadito che l’arte dovrebbe mantenere un ruolo di dialogo e scambio, anche nei momenti difficili, sostenendo che ogni restrizione riduce l’apertura dello spazio creativo.

proteste e lettere aperte: richieste di esclusione legate a israele

Le polemiche si collocano in un quadro di tensioni crescenti legate alla partecipazione di Israele alla Biennale. Il padiglione israeliano è stato oggetto di proteste da parte di gruppi come Art Not Genocide Alliance. Il promotore di una lettera aperta ha definito Israele uno “Stato genocida” e ha chiesto l’esclusione dalla manifestazione.

La richiesta ha raccolto le firme di decine di artisti coinvolti nella mostra principale “In Minor Keys”, curata da Koyo Kouoh, oltre a rappresentanti di diversi Paesi. Tra questi sono indicati il Belgio e gli Emirati Arabi Uniti. Successivamente, una seconda lettera ha ampliato l’istanza includendo anche Stati Uniti e Russia.

posizione della biennale: rifiuto di esclusioni e censura della cultura

La Biennale di Venezia ha respinto le richieste di esclusione, ricordando di non poter impedire la partecipazione di Paesi riconosciuti dallo Stato italiano. L’istituzione ha ribadito più volte la propria linea, dichiarando di rifiutare ogni forma di esclusione o censura della cultura e dell’arte. La rassegna viene definita come “un luogo di dialogo, apertura e libertà artistica”.

installazione “rose of nothingness” e significato dell’opera

Per la Biennale, Fainaru presenterà un’installazione intitolata “Rose of Nothingness”. L’opera prevede una vasca riflettente riempita con un liquido scuro. Secondo le anticipazioni riportate da Adnkronos, l’installazione intende suggerire che la vita, così come l’arte, non nasce dall’accumulo o dall’eccesso, ma dall’attenzione verso ciò che risulta assente.

Nel precedente appuntamento, il padiglione israeliano curato dall’artista Ruth Patir nel 2024 era stato chiuso al pubblico nel giorno dell’inaugurazione. La motivazione era stata collegata a una richiesta di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e alla liberazione degli ostaggi detenuti da Hamas, condizioni che non si sarebbero verificate durante la manifestazione.

figure citate nel contesto della biennale e delle proteste

  • Solange Farkas
  • Belu-Simion Fainaru
  • Ruth Patir
  • Koyo Kouoh
  • Art Not Genocide Alliance

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