Arrestato ex banda della magliana pernasetti chi è er palletta

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Arrestato ex banda della magliana pernasetti chi è er palletta

Un’indagine ha portato a nuove misure cautelari a Roma, coinvolgendo 13 persone arrestate nell’ambito di un’operazione che ricostruisce un traffico di sostanze stupefacenti attivo tra quartieri della Capitale. Al centro della contestazione emerge la figura di Raffaele Pernasetti, indicato come un ex componente di rilievo della Banda della Magliana, accusato di aver contribuito alla fornitura di ingenti quantitativi di droga per l’organizzazione sgominata.

raffaele pernasetti broker della droga: ruolo e legami nell’organizzazione

Secondo quanto riportato nell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari, Pernasetti, indicato anche con il soprannome “Er Palletta”, avrebbe avuto un compito specifico all’interno del circuito criminale. Gli investigatori lo descrivono come intermediario nell’acquisto e nel rifornimento di droga, svolgendo quindi la funzione di broker e facendo leva sulla rete di conoscenze accumulata nel settore del narcotraffico.

La ricostruzione collega Pernasetti a un gruppo di narcotrafficanti operante nel quartiere San Basilio, con a capo Rosario Morando, indicato come esponente della famiglia di ‘ndrangheta di Platì. La sorveglianza avviata su Pernasetti avrebbe condotto gli inquirenti a identificare un ristorante di Testaccio, frequentato quasi quotidianamente dall’ex esponente della Banda della Magliana, luogo considerato determinante per individuare i vertici dell’organizzazione.

manuel severa a capo del gruppo: gestione della compravendita e fornitura di hashish

Nell’ordinanza del gip, l’organizzazione risulta strutturata con ruoli distinti. A guidare il gruppo, secondo la ricostruzione riportata, sarebbe stato Manuel Severa, descritto come gestore della compravendita della droga. In parallelo, Pernasetti avrebbe operato come figura di raccordo per le operazioni di reperimento e rifornimento delle sostanze.

La contestazione attribuisce a Pernasetti la capacità di fornire all’organizzazione oltre 10 chili di hashish, collocandolo in una posizione funzionale alla continuità delle attività di traffico.

storia criminale: dalla banda della magliana alle condanne per omicidi e stupefacenti

La documentazione ricostruisce una lunga traiettoria giudiziaria. Pernasetti, entrato giovanissimo in ambienti criminali, avrebbe iniziato il percorso nel contesto delle rapine legate alla figura del boss Enrico De Pedis, noto come Renatino. Con il tempo, sarebbe divenuto uomo di fiducia e braccio armato.

Nel 1977, Pernasetti risulta inserito nel nucleo storico della Banda della Magliana, contribuendo, secondo l’impianto dell’ordinanza, a introdurre nuovi canali di approvvigionamento per le sostanze stupefacenti. Tale operazione avrebbe consentito di soddisfare esigenze del mercato già acquisito e di sostenere ulteriori ampliamenti delle attività.

Particolare rilevanza assume il controllo, attribuito a Pernasetti insieme a De Pedis e ad altri sodali, delle dinamiche criminali nei quartieri di Trastevere, Testaccio, Torpignattara e Centocelle.

condanne precedenti: ergastoli, assoluzioni e reati contestati

La ricostruzione giudiziaria menziona una sequenza di decisioni. Nel febbraio 1998, dopo le dichiarazioni del pentito Maurizio Abbatino, la Prima Corte D’Assise di Appello di Roma avrebbe condannato Pernasetti all’ergastolo nel processo di secondo grado contro la Banda, indicandolo tra i sospettati per sette omicidi. In primo grado, secondo l’impianto riportato, sarebbe stato condannato a quattro ergastoli; per tre di questi sarebbe intervenuta assoluzione in Appello.

Nell’ottobre 2000, con sentenza della Corte di Assise di Roma, divenuta irrevocabile nel 2002, Pernasetti viene indicato colpevole di omicidio in concorso (commesso a Roma il 24 novembre 1981), associazione per delinquere, violazione della legge sugli stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi. L’ordinanza riporta che non sarebbe stato riconosciuto il reato di associazione mafiosa per l’intera Banda della Magliana. La condanna complessiva sarebbe stata di 30 anni di reclusione.

reinserimento e scarcerazione: semilibertà e indulto

Nel ottobre 2002, dopo varie vicissitudini, Pernasetti si sarebbe consegnato alla giustizia, presentandosi al carcere di Prato. Nel 2011, il Tribunale di Sorveglianza di Firenze, valutando buona condotta e il venir meno della pericolosità sociale, avrebbe concesso la semilibertà per un graduale reinserimento.

In seguito a tale beneficio, Pernasetti avrebbe iniziato a lavorare di giorno in un ristorante del quartiere di Testaccio, allora di proprietà di suo fratello. La ricostruzione precisa che Pernasetti sarebbe stato definitivamente scarcerato nel giugno 2016, beneficiando anche dell’indulto del 2006.

operazione e contestazioni attuali: traffico di stupefacenti tra Testaccio e Trullo

Il quadro investigativo descrive l’individuazione di un’organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti attiva nel quartiere Trullo della Capitale. Gli accertamenti, partendo dai contatti e dai movimenti monitorati, avrebbero portato alla scoperta dei vertici e alla contestuale gestione delle misure nei confronti di un insieme di soggetti, con 13 persone arrestate.

La ricostruzione menziona in modo esplicito le seguenti figure:

  • Raffaele Pernasetti (“Er Palletta”)
  • Manuel Severa
  • Rosario Morando
  • Enrico De Pedis (“Renatino”)
  • Maurizio Abbatino
Categorie: Cronaca

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