Arbitra 16enne fischia un rigore, aggressione in tribuna a torino: familiari colpiti con pugni

• Pubblicato il • 4 min
Arbitra 16enne fischia un rigore, aggressione in tribuna a torino: familiari colpiti con pugni

Un match di calcio giovanile femminile che, nei minuti finali, si è trasformato in una scena di violenza e intimidazione. A far scattare la tensione è stato un rigore fischiato dall’arbitra 16enne, poi seguito da un’aggressione rivolta non alla direttrice di gara, bensì ai familiari presenti in tribuna. L’episodio raccontato dall’edizione locale di La Repubblica riguarda il confronto Venaria–Torino, categoria under 17, con una ricostruzione che mette al centro insulti, spintoni e colpi durante il rientro dopo il fischio.

Venaria–torino under 17: rigore all’ultimo e aggressione in tribuna

Il match Venaria–Torino, disputato nella categoria under 17 femminile, è stato diretto da una arbitra 16enne. I minuti conclusivi hanno visto il fischio di un calcio di rigore a favore del Torino, decisivo per l’esito dell’incontro: il tiro dal dischetto è stato realizzato e la squadra granata ha chiuso la partita con il risultato 4-3.

Quando il rigore è stato concesso e l’azione si è sviluppata, un gruppo di persone in tribuna avrebbe iniziato a contestare con insulti l’operato della giovane arbitra. Secondo quanto ricostruito, gli autori della reazione sarebbero stati numerosi, circa una decina, in gran parte genitori delle calciatrici dell’Under 17 femminile.

insulti e tentativo di accesso al campo: il ruolo dei genitori

La dinamica descritta evidenzia un’escalation immediata dopo il fischio del rigore. Le persone presenti avrebbero iniziato a insultare l’arbitra nel momento in cui il penalty è stato assegnato. Subito dopo, con la rete intorno al terreno di gioco, i supporter avrebbero provato a scavalcare le barriere per entrare in campo, in un clima in cui alcune calciatrici avrebbero cercato di fermare i genitori.

In particolare, una delle frasi riportate riguarda il tentativo di contenimento: “Papà, smettila che mi stai facendo vergognare”, a testimonianza del coinvolgimento diretto delle famiglie e del tentativo, da parte delle ragazze, di interrompere l’atteggiamento aggressivo.

aggressione ai familiari dell’arbitra: madre spintonata, padre colpito

Il caso descritto presenta un elemento che lo distingue da altri episodi: l’aggressione non sarebbe stata rivolta alla direttrice di gara. A essere colpiti sarebbero stati i familiari in tribuna.

Dalla ricostruzione emergono dettagli specifici: la madre dell’arbitra avrebbe ricevuto insulti e sarebbe stata spintonata. Il padre, intervenuto per difendere moglie e figlio, sarebbe stato colpito con un pugno, con conseguenze fisiche tali da provocare sangue dal labbro inferiore. Nel racconto compare anche la presenza del fratellino dodicenne tra i soggetti coinvolti nella situazione davanti agli spettatori.

spogliatoi e intervento dei carabinieri: ricostruzione e sanzione sportiva

Dopo quanto accaduto, i familiari dell’arbitra e i presenti si sarebbero rifugiati negli spogliatoi. In quel momento è stata avviata la richiesta di assistenza alle autorità: è stato riferito che siano stati chiamati i carabinieri.

La vicenda include inoltre un passaggio relativo alla gestione interna: secondo quanto ricostruito, i dirigenti del Venaria non avrebbero attivato interventi pur avendone ricevuto richieste da parte dell’arbitra e dei familiari.

La ricostruzione completa dell’accaduto è stata affidata al giudice sportivo Armando Francia, che ha disposto un’ammenda di 400 euro a carico del Venaria. Nei casi di questo tipo, la responsabilità viene indicata come riferita alla società per il comportamento di persone non tesserate.

motivazione della sanzione: paura, tensione e tentativo di contenimento

La motivazione riportata attribuisce all’episodio conseguenze immediate sull’arbitra. Viene indicato che l’accaduto abbia prodotto uno stato di paura, tensione e frustrazione per la direttrice di gara. All’interno dell’impianto sportivo del Venaria, l’arbitra avrebbe vissuto momenti di panico per la propria incolumità e per quella dei familiari.

La stessa motivazione sottolinea un elemento di attenuazione: la sanzione sarebbe stata contenuta per il tentativo delle giocatrici del Venaria di contenere i tifosi. Il testo richiama anche il fatto che, come accade spesso, la platea coinvolta sarebbe composta da genitori delle calciatrici.

armando francia e responsabilità disciplinare

Nella ricostruzione compare il giudice sportivo chiamato a valutare l’episodio, con un provvedimento che richiama la responsabilità del club in presenza di condotte da parte di soggetti non tesserati. Il riferimento al ruolo di valutazione e alla misura economica è centrale nel dispositivo.

Persone menzionate:

  • Armando Francia (giudice sportivo)
  • mamma dell’arbitra (insultata e spintonata)
  • padre dell’arbitra (colpito con un pugno)
  • fratellino dodicenne dell’arbitra
Arbitra 16enne fischia un rigore, i familiari aggrediti con pugni in tribuna: follia a Torino. Le giocatrici: “Papà, smettila che mi stai facendo vergognare”.

Per te