Alex cotoia assolto per lomicidio del padre: chiesto risarcimento dopo oltre 500 giorni di detenzione

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Alex cotoia assolto per lomicidio del padre: chiesto risarcimento dopo oltre 500 giorni di detenzione

Alex Cotoia, giovane che nel aprile 2020 ha ucciso il padre con 34 coltellate dichiarando di aver agito per difendere la madre al termine di una lite familiare, chiede allo Stato un risarcimento per i 539 giorni trascorsi senza libertà tra carcere e domiciliari. L’istanza mira a ottenere una riparazione dopo l’assoluzione definitiva, intervenuta nell’ottobre 2025, dall’accusa di omicidio volontario.

istanza di riparazione per ingiusta detenzione di alex cotoia

La richiesta di Alex Cotoia è stata presentata alla corte d’appello di torino, con l’obiettivo di ottenere un indennizzo per la detenzione subita. La misura complessiva indicata dai suoi legali riguarda 22 giorni in carcere e 517 giorni ai domiciliari, per un totale di 539 giorni, che sarebbero stati determinanti nel condizionare la sua vita.

Secondo quanto riportato, i provvedimenti adottati nelle varie fasi processuali avrebbero lasciato conseguenze concrete, tanto da essere descritte come un periodo di esistenza compromessa e rimasta in stand by per anni.

confessione e detenzione dopo l’omicidio del 30 aprile 2020

All’epoca dei fatti, Cotoia era conosciuto ancora con il cognome del padre. La ricostruzione della vicenda include un elemento centrale: la telefonata al 112 effettuata la sera del 30 aprile 2020, in cui il giovane avrebbe confessato l’accaduto e riferito che il padre “voleva ammazzarci”. Durante una colluttazione, avrebbe inoltre raccontato di essere riuscito a prendere il coltello.

Nel corso delle fasi successive all’intervento delle forze dell’ordine, Cotoia venne fermato e poi trasferito in carcere, con l’accusa di omicidio volontario. Nel penitenziario avrebbe trascorso 22 giorni. Successivamente, la misura si sarebbe trasformata in 517 giorni agli arresti domiciliari.

assoluzione definitiva per legittima difesa nel 2025

Dopo cinque processi, nell’2025 Cotoia è stato assolto in modo definitivo. La decisione dei giudici si fonda sull’assenza di elementi legati a motivazioni distruttive diverse dalla necessità di difesa: il giovane, secondo quanto emerge, non avrebbe agito per “odio frustrazione o rabbia”, bensì avrebbe “si difeso fino a quando ha constatato che era inerme e non costituiva più un pericolo”.

motivi della richiesta: assenza di colpa e danni patrimoniali

La difesa sostiene che non esistano elementi che impediscano il riconoscimento dell’indennizzo richiesto. In particolare, viene indicato che, dall’omicidio fino alla conclusione dei processi, Cotoia avrebbe mantenuto un atteggiamento collaborativo. Inoltre, nelle argomentazioni dei legali si sottolineerebbe l’assenza di “colpa grave e dolo”.

Nei documenti da valutare dalla corte d’appello è richiamato anche l’impatto economico e lavorativo della lunga durata dei procedimenti. Gli arresti domiciliari, nel corso dei quali Cotoia avrebbe portato a termine il diploma, avrebbero limitato la possibilità di avviare subito un’attività professionale.

È riportato inoltre che, dopo una fase universitaria iniziata mentre era ancora in custodia, Cotoia avrebbe successivamente abbandonato l’università a causa della “lunga pendenza del processo”.

decisione della corte d’appello e quantificazione dell’indennizzo

Spetterà alla corte d’appello di torino stabilire se la domanda di riparazione debba essere accolta e, in caso positivo, determinare in termini economici quanto valga l’indennizzo. Il quadro descritto mette al centro l’idea che la libertà personale sia rimasta sospesa per un lungo periodo e che, per questo, il reinserimento nella normalità sia stato reso più complesso.

legali di alex cotoia

Alex Cotoia è assistito da legali indicati come Claudio Strata, Enrico Grosso e Giancarla Bissantini.

  • Alex Cotoia
  • Claudio Strata
  • Enrico Grosso
  • Giancarla Bissantini
Uccise il padre con 34 coltellate per difendere la madre e venne assolto: Alex Cotoia chiede i danni allo Stato per i 539 giorni di detenzione
Categorie: Cronaca

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