Trump ritirata o svolta: l’annuncio a sorpresa tra bluff e cambio di rotta
Donald Trump valuta un ridimensionamento dell’impegno militare statunitense nel conflitto contro l’Iran, indicando un possibile graduale passo indietro dopo tre settimane di operazioni avviate a seguito degli attacchi del 28 febbraio. Nel messaggio pubblicato su Truth social, il presidente americano collega l’eventuale riduzione dei “enormi sforzi militari” a quanto descritto come obiettivi raggiunti, mentre emergono al contempo informazioni secondo cui il Pentagono starebbe intensificando i trasferimenti di forze nell’area di scontro.
donald trump: riduzione dei sforzi militari in medio oriente
Trump afferma che gli Stati Uniti si stanno avvicinando al completamento dei propri obiettivi, valutando una riduzione graduale degli sforzi militari nel Medio Oriente “in relazione al regime terroristico iraniano”. Il presidente presenta l’idea di una progressiva conclusione della missione, in un contesto in cui vengono però segnalati movimenti operativi in corso: il Pentagono starebbe trasferendo almeno 2.200 Marines nell’area del conflitto, con l’arrivo previsto di almeno altre 3 navi. Le affermazioni di Trump vengono così formulate mentre prosegue l’attività militare secondo le indiscrezioni riportate.
trump: obiettivi militari raggiunti e richiesta di dialogo senza cessate il fuoco
Il presidente americano sostiene che la dimensione militare dell’operazione sia “quasi conclusa” e ribadisce l’assenza di un cessate il fuoco. Dichiarando che esiste la possibilità di dialogare, Trump afferma però di non voler interrompere i combattimenti quando, a suo dire, “si sta annientando completamente” l’altra parte. Nel suo discorso evidenzia l’assenza, secondo quanto riportato, di marina, aviazione, equipaggiamento, vedette, difese aeree e radar, aggiungendo che i leader iraniani sarebbero stati eliminati “a tutti i livelli”.
operazione epic fury: i cinque target indicati da trump
Nel post su Truth social, Trump elenca i cinque obiettivi che l’operazione Epic Fury avrebbe consentito di raggiungere. I punti riportati riguardano:
- Demolire completamente le capacità missilistiche iraniane, includendo i sistemi di lancio e ogni elemento collegato.
- Distruggere la base industriale della difesa iraniana.
- Eliminare Marina e Aeronautica, compresi i sistemi di difesa aerea.
- Impedire che l’Iran si avvicini alla capacità nucleare e mantenere una posizione che consenta agli Stati Uniti di reagire rapidamente e con forza in caso di una situazione simile.
- Proteggere al massimo livello gli alleati mediorientali, tra cui Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait e altri.
Trump precisa inoltre che, nell’elenco dei target, non viene menzionato il tema del “regime change”. In aggiunta, davanti a microfoni e telecamere dichiara che gli Stati Uniti avrebbero difficoltà a trovare interlocutori, sostenendo che i leader sarebbero “spariti” e che, di conseguenza, “non abbiamo nessuno con cui parlare”.
stretto di hormuz: non un problema us a e sorveglianza affidata ad altri
Trump torna sul tema dello Stretto di Hormuz, descrivendo la via del petrolio come di fatto bloccata dall’Iran attraverso la paralisi del traffico del greggio e gli effetti sui mercati. Secondo quanto indicato, gli Stati Uniti, avendo ottenuto dal Regno Unito l’uso delle basi britanniche, potrebbero agire in tempi brevi per liberare lo stretto; l’ipotesi viene collegata ai movimenti di navi e truppe verso la regione. Dopo che la situazione sarà risolta, Trump afferma che lo Stretto dovrà essere sorvegliato e controllato dalle altre nazioni che lo utilizzano, aggiungendo che gli Stati Uniti non lo usano.
Trump sostiene che, se richiesto, gli Stati Uniti aiuteranno i paesi interessati nei loro sforzi di sicurezza, ma secondo la sua ricostruzione non dovrebbe essere necessario una volta eliminata la minaccia iraniana. Il presidente definisce l’operazione militare che ne deriverebbe come semplice per quei paesi.
quali paesi dovrebbero controllare lo stretto di hormuz
Nel quadro prospettato da Trump, i paesi coinvolti includono gli alleati della Nato, Cina e Giappone. Viene menzionato che, poche ore prima, alcuni alleati sarebbero stati definiti “codardi” per il mancato sostegno agli Stati Uniti. Trump aggiunge che sarebbe “bello” se Pechino e Tokyo si unissero agli sforzi per riaprire lo Stretto, pur sottolineando che, a suo avviso, gli Stati Uniti non ne avrebbero bisogno. Il presidente afferma invece che l’Europa, la Corea, il Giappone, la Cina e “molti altri” ne avrebbero necessità, indicando quindi l’esigenza di un loro coinvolgimento.
personalità citata
- Donald Trump