Trump pianifica la 'conquista' di Cuba sul modello venezuelano: strategia e capri espiatori
Un quadro di colloqui tra Washington e L’Avana evidenzia due assi principali su cui si incentra la trattativa: una possibile ridefinizione della leadership cubana e un pacchetto di riforme economiche strutturali. Le parti valutano opzioni operative destinate a modificare l’assetto politico ed economico dell’isola, favorendo nel contempo una relazione commerciale più accessibile con gli Stati Uniti.
leadership e cambio al vertice
Secondo fonti informate, la proposta statunitense prevede una uscita di scena di Miguel Díaz-Canel senza un esito immediato di rovesciamento del regime, ma con l’obiettivo di facilitare una trasformazione gestionale che conservi la stabilità politica. L’idea è replicare un modello di transizione simile a quello emerso in altre sedi, con una leadership che decida in modo coordinato le mosse successive. In questo contesto, la vecchia guardia resta un riferimento, ma l’attenzione si sposta su figure che possano accompagnare la riforma economica.
Nell’orizzonte politico, resta alta l’influenza di Raul Castro. Accanto a lui opera Raul Guillermo Rodriguez Castro, noto come Raulito, la cui presenza ha un ruolo chiave nei contatti e nelle indicazioni strategiche. È previsto che, qualora Diaz-Canel lasciasse il timone, Raulito possa continuare a guidare le trattative e a preservare l’unità tra le istanze della leadership cubana.
apertura economica e investimenti
Una parte centrale del dossier riguarda la capacità di introdurre cambiamenti strutturali nell’economia. Le discussioni includono la possibilità di aprire canali di investimento mirati e snellire le barriere al commercio, con l’auspicio di una relazione commerciale fluida con aziende americane e con i cubani residenti all’estero e loro discendenti. In questa cornice, si segnala l’intervento di