Transizione 5.0 imprenditrice: il taglio del governo rischia 85mila euro di investimenti
Un quadro economico già complesso, segnato da giorni di chiusura dei bilanci e da un rischio crescente di rincari tra materie prime ed energia, si arricchisce ora di un elemento capace di cambiare i conti all’improvviso. Al centro della vicenda c’è il credito d’imposta legato a Transizione 5.0, con un taglio retroattivo che incide sui progetti presentati.
transizione 5.0: taglio retroattivo del 65% del credito d’imposta
Dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy è arrivato un provvedimento che ha disposto un taglio retroattivo del 65% del credito d’imposta. La decisione, assunta tramite decreto lo scorso venerdì, riguarda i soggetti che avevano già presentato un progetto. Il caso è quello della Laminati Cavanna, azienda attiva nel packaging a Calendasco, nel Piacentino.
Secondo quanto ricostruito dall’amministratrice unica Anna Paola Cavanna, l’impresa avrebbe dovuto ottenere 132.500 euro. Con la riduzione del 65%, il credito scenderebbe a circa 46mila euro, con un disallineamento economico di oltre 85mila euro.
laminati cavanna: investimento previsto e impatti sul settore
La Laminati Cavanna conta 58 dipendenti e opera nella laminazione di imballaggi flessibili. L’azienda, inserita a novembre in una lista di oltre 7mila aziende ammesse a ricevere l’incentivo per la sostituzione di macchinari con attrezzature più efficienti sul piano energetico, ha deciso di destinare parte dell’investimento alla sostituzione di una macchina specifica.
sostituzione dell’accoppiatrice-laminatrice per imballaggi multistrato
Il piano riguarda la sostituzione di un’accoppiatrice-laminatrice che consente di realizzare imballaggi per diversi segmenti, come food, pet food e farmaci. L’intervento, viene spiegato, mira a produrre imballaggi multistrato a base di carta, plastica e alluminio, con un obiettivo di minore consumo energetico.
Il vantaggio atteso include anche la riduzione delle emissioni e l’aumento della sicurezza dei dipendenti.
dal 132.500 euro al credito decurtato: conseguenze sul ritorno dell’investimento
Il credito d’imposta, secondo le stime collegate all’adesione agli incentivi di Transizione 5.0, avrebbe dovuto assicurare un ritorno pari a 132.500 euro. Con la decurtazione del 65%, il rimborso risultante si riduce in modo rilevante, con la possibilità che il ritorno complessivo diventi limitato rispetto all’esborso iniziale, in particolare se la situazione non dovesse cambiare.
iter di accesso agli incentivi e criticità per le pmi
L’amministratrice unica sottolinea che l’azienda si colloca nel perimetro delle piccole e medie imprese. In questo contesto, l’impresa imposta le scelte di investimento conoscendo il costo reale del passo, così da evitare difficoltà operative o finanziarie. Il ruolo delle agevolazioni viene descritto come determinante anche perché l’accesso non sarebbe stato immediato.
costi sostenuti prima dell’esborso principale
Nel percorso di adesione agli incentivi, sarebbero state necessarie spese a monte, tra cui il pagamento di un consulente e una perizia. La riduzione del credito interviene quindi mentre la pianificazione economica risente sia delle condizioni esterne sia dei costi già sostenuti per attivare il progetto.
momento economico e chiusura di bilancio: rischio di rincari e prudenza
La situazione viene collocata in un periodo considerato delicato anche per fattori internazionali. L’amministratrice indica la presenza di un contesto complesso legato alla situazione in Medio Oriente, che potrebbe incidere sull’andamento dei costi. In particolare, vengono richiamati possibili aumenti del prezzo dell’energia, l’avvio di prospettive di rincari da parte dei fornitori e la possibilità di un rischio nell’approvvigionamento delle materie prime.
In parallelo, proprio in questi giorni risulta in chiusura il bilancio dello scorso anno. Di fronte a questa cornice, l’azienda dichiara la necessità di applicare prudenza contabile, inserendo per forza un valore inferiore finché non si delineerà una diversa evoluzione.
giornate del made in italy e contesto aziendale
L’azienda parteciperà alle Giornate del Made in Italy, con il patrocinio del Mimit. L’evento coincide temporalmente con un momento rilevante nella vita dell’impresa: il compimento dei 57 anni, con data fissata al 16 aprile.
Anna Paola Cavanna (amministratrice unica di Laminati Cavanna), Laminati Cavanna (azienda del packaging attiva a Calendasco), confapi per il packaging (delega nazionale richiamata nel contesto).
- Anna Paola Cavanna
- Laminati Cavanna
