Terzo settore: non supplenza ma infrastruttura del welfare italiano
Un confronto al Senato ha messo in evidenza il ruolo del Terzo settore come leva di coesione sociale e di innovazione nelle politiche pubbliche. Le parole chiave emerse indicano una funzione che va oltre l’erogazione di servizi, collocando questa realtà come elemento centrale del tessuto civile nazionale.
terzo settore come infrastruttura civile del paese
Il Terzo settore è descritto come una infrastruttura civile capace di facilitare l’accesso ai servizi, rafforzando le relazioni tra comunità e istituzioni. Nel corso del dibattito, Pina Esposito, segretaria nazionale di Aisla, ha richiamato l’esigenza di trasformare il welfare in un sistema dinamico e inclusivo, capace di rispondere ai bisogni reali senza cadere in logiche puramente assistenziali.
valore della cura come cifra identitaria
Si privilegia la cura delle persone quando la vita diventa fragile e la cura delle relazioni per evitare la frammentazione del sistema. Si sostiene che il welfare debba promuovere massa inclusiva, partecipazione diffusa e un modello capace di includere diverse comunità in modo realmente accessibile.
presa in carico e politiche pubbliche
Le esperienze sostenute dall’associazione evidenziano che il Terzo settore non interviene solo dove lo Stato manca, ma costruisce modelli di presa in carico e stimola innovazione sociale, con ricadute dirette sulle politiche pubbliche. Tali dinamiche contribuiscono a interventi mirati che promuovono inclusione e risposte efficaci alle esigenze della popolazione.
ruolo democratico e coesione sociale
Il dialogo tra territorio e istituzioni rende il Terzo settore un contesto in cui la democrazia si concretizza, favorisce la partecipazione e sostiene l’inclusione sociale a beneficio delle comunità locali.
paragrafo dedicato ai nominativi
- Pina Esposito, segretario nazionale di Aisla - Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica