Strategie Ue contro il caro carburanti: tetti ai prezzi, taglio accise e controlli alle pompe

• Pubblicato il • 5 min
Strategie Ue contro il caro carburanti: tetti ai prezzi, taglio accise e controlli alle pompe

Una crisi energetica alimentata da tensioni geopolitiche ha riportato alti i costi dei carburanti in diverse nazioni europee, con rialzi che hanno superato soglie significative e creato una pressione continua sui bilanci di famiglie e imprese. In parallelo, il mercato petrolifero resta sensibile agli sviluppi internazionali e alle misure che le istituzioni possono attuare per contenere le conseguenze sui prezzi e sull’approvvigionamento.

prezzi del carburante in europa: contesto e interventi

Il prezzo alla pompa ha toccato livelli superiori a due euro in vari paesi, man mano che la domanda resta sostenuta e l’offerta viene influenzata da eventi globali. L’Agenzia internazionale dell’energia (AIE) ha delineato la crisi come la più grave interruzione dell’offerta mai registrata nel mercato petrolifero, e ha annunciato la possibilità di coordinare il rilascio di riserve strategiche nazionali fino a 400 milioni di barili. L’Italia partecipa con 10 milioni di barili, pari al 13,5% delle scorte di sicurezza, per garantire stabilità nell’accesso alle forniture. L’efficacia dell’azione dipende però dalla durata della sospensione delle importazioni dallo Stretto di Hormuz: se l’interruzione dovesse protrarsi per settimane o mesi, la misura potrebbe rivelarsi meno incisiva.

Le valutazioni restano influenzate dall’andamento del conflitto e dalle prospettive di de-escalation. In questo contesto, alcune voci hanno sottolineato che aumenti prolungati potrebbero mantenere incerte le traiettorie dei mercati, con ripercussioni sui prezzi globali e sulle politiche nazionali.

prezzi del carburante: interventi europei e strumenti a disposizione

Nel Parlamento europeo e tra i governi degli stati membri, si esplorano opzioni che vadano oltre l’azione di singoli stati. Tra le possibili strade, si considerano tagli coordinati delle tasse sui carburanti e la ripresa del tetto al prezzo del gas per contenere il peso sulle bollette dell’elettricità. Le risposte restano però diversificate, con interventi che procedono in ordine sparso all’interno dell’Unione, e con una preferenza per misure mirate che non distorcano la concorrenza di mercato.

prezzi del carburante: strumenti nazionali italiani per contenere i prezzi

In Italia è in valutazione un aggiornamento del meccanismo delle accise mobili, concepito per attenuare la tassazione sui carburanti compensando il maggiore gettito Iva derivante dal rincaro dei prezzi. L’attivazione richiede un decreto del ministero dell’Economia concordato con il ministero dell’Ambiente: la misura, prevista dalla normativa (già aggiornata nel 2023), non è automatica e dipende dall’andamento congiunto dei prezzi e dalle previsioni di bilancio. Fino a quel momento la strategia rimane centrata sul monitoraggio. Il ministero ha intensificato i controlli della Guardia di Finanza lungo la filiera distributiva per contrastare possibili fenomeni di spéculazione.

prezzi del carburante: scenari regionali in europa orientale e occidentale

A est e sud est europeo si adotta una gamma di misure più intensive. In Ungheria è stato introdotto un tetto ai prezzi per la benzina e per il gasolio, applicato ai veicoli con targa nazionale e sostenuto dall’uso delle riserve petrolifere statali. Il provvedimento ha incontrato critiche dall’opposizione che lo considera una manovra politica di breve periodo. La Croazia ha fissato prezzi di riferimento intorno a 1,50 euro per la benzina e 1,55 euro per il diesel, con l’obiettivo di proteggere famiglie e imprese. La Slovenia ha scelto di ridurre le accise, mantenendo i costi tra i livelli più contenuti dell’area, mentre i prezzi si attestano a circa 1,47 euro per la benzina e 1,53 euro per il diesel.

In Germania la linea è di relativa prudenza, con una preferenza per la trasparenza del mercato e meno interventi diretti sui prezzi. In Francia si è privilegiata una vigilanza sull’attività delle stazioni di servizio, evitando uno scudo automatico sui prezzi per motivi di bilancio. Il governo portoghese ha introdotto una valvola fiscale di sicurezza che sconto’. Sul diesel, l’effetto è legato al gettito Iva extra e a un meccanismo automatico che si attiva con i rialzi intorno ai 10 centesimi rispetto ai riferimenti di prezzo. Queste misure danno luogo a una notevole frammentazione dei livelli di prezzo tra i paesi europei, con differenze che superano spesso i 0,80 euro al litro tra alcune realtà.

prezzi del carburante: prospettive e rischi per l’economia europea

La varietà di risposte nazionali crea una dinamica di coesione fragile: contenere i costi immediati offre sollievo immediato, ma potrebbe incentivare consumi fossili e rallentare la transizione energetica. Le autorità europee chiedono di mantenere l’attenzione sulla solidità delle finanze pubbliche e sulla necessità di non compromettere l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle forniture esterne. Il quadro resta influenzato dall’incertezza geopolitica, compresa la possibile evoluzione delle sanzioni contro la Russia e le ripercussioni sull’offerta globale. La Commissione europea sollecita un rispetto rigoroso del tetto al prezzo del petrolio russo per evitare una ripresa della dipendenza energetica. Parallelamente, il dossier ucraino continua a essere rilevante: tra obiettivi di stabilità e sicurezza regionale, gli sviluppi politici nei Paesi membri incidono sulle decisioni capaci di calmierare i costi all’utente finale.

persone chiave citate

  • Viktor Orbán
  • Andrej Plenković
  • Luís Montenegro
  • Adolfo Urso
  • Donald Trump
  • Friedrich Merz
  • Sébastien Lecornu
  • Volodymyr Zelensky
Rincaro carburanti | Tetto ai prezzi di Orbán, taglio delle accise in Slovenia, ispezioni in Francia e “monitoraggio” in Italia: i Paesi Ue in ordine sparso e i rischi del piano sulle riserve petrolifere

Per te