Senegal contesta la Coppa d'Africa: "Una farsa". Cosa succede ora?

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Senegal contesta la Coppa d'Africa: "Una farsa". Cosa succede ora?

La vicenda legata alla finale di Coppa d’Africa 2025 segna una svolta nella gestione delle controversie sportive: una partita decisa sul campo ha poi acceso una disputa legale che potrebbe protrarsi oltre i confini dell’Africa. Sono emerse posizioni ufficiali, reazioni dei protagonisti e percorsi istituzionali che potrebbero ridefinire l’esito a livello federativo e arbitrale, senza anticipazioni su esiti futuri.

finale coppa d'africa 2025: scontro tra senegal e marocco

Durante l’incontro decisivo, il Marocco ha visto assegnato un rigore negli istanti finali, con 23 minuti di recupero nei tempi regolamentari e un tempo complessivo di gioco che si è avvicinato alle tre ore. Il Senegal ha lasciato il terreno di gioco al termine della contesa, e poco dopo la Caf ha reso nota la vittoria a tavolino a favore del Marocco, decisione che ha provocato la presa di posizione della federazione senegalese.

la decisione della caf e le motivazioni

La conferma della vittoria per scelta organizzativa è stata accompagnata da una giustificazione basata su norme regolamentari interne, con riferimenti all’articolo 82 del regolamento del torneo. Secondo tale disposizione, una squadra che si ritira o non si presenta, o che lascia il campo senza autorizzazione durante la partita, è dichiarata perdente ed eliminata dalla competizione in corso.

articolo 82 e implicazioni

Il testo regolamentare invocato dalla CAF descrive chiaramente la conseguenza sportiva di comportamenti che interrompono o annullano una gara. L’interpretazione adottata in appello ha guidato la decisione di assegnare la vittoria al Marocco, una scelta che ha acceso quanto meno discussioni tra le federazioni coinvolte e tra gli addetti ai lavori.

tas e possibili sviluppi legali

Tra le strade alternative disponibili, il Senegal potrebbe ricorrere al Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas) con sede a Losanna. Si tratta di un organismo indipendente che valuta controversie sportive principalmente mediante arbitrato o mediazione. L’invio di un ricorso al Tas implica tempi lunghi, mediamente dell’ordine di un anno, periodo durante il quale potrebbero essere conclusi i programmi sportivi internazionali in corso. È verosimile che, se il Tas dovesse rivedere la situazione, la competizione potrebbe vedere un riesame dell’esito o una conferma della decisione della Caf, a seconda dell’analisi giuridica e delle prove presentate.

reazioni e commenti dei protagonisti

La decisione ha suscitato una serie di riflessioni e reazioni ufficiali. Il segretario generale della Federcalcio senegalese ha espresso fermezza: «Non ci tireremo indietro. La legge è dalla nostra parte», definendo la sentenza una «vergogna per l’Africa» e descrivendola come una «farsa» priva di fondamento giuridico. Le dichiarazioni hanno evidenziato la convinzione che l’organo di appello non sia stato guidato dall’applicazione della legge, ma da un’«esecuzione politica» della decisione.

Allo stesso tempo, alcuni calciatori senegalesi hanno manifestato le proprie posizioni sui social, offrendo un seguito pubblico alle tensioni generali intorno all’esito della finale. Le prese di posizione hanno mostrato toni decisi e interpretazioni divergenti sull’andamento della decisione.

Tra i commenti social emersi dal contesto della Federazione e dei giocatori, si è registrato l’intervento di alcuni protagonisti che hanno espresso reazioni personali agli sviluppi della vicenda e all’esito della competizione.

  • Moussa Niakhaté — difensore, ha pubblicato una foto con il trofeo in mano accompagnata da un messaggio provocatorio rivolto agli avversari: «Venite a prenderlo! Sono pazzi!»
  • El Hadj Malick Diouf — terzino sinistro, ha commentato sui social dicendo: «Non è quello che mi aspettavo… questa cosa non porta da nessuna parte»
La Coppa d’Africa non è ancora finita. Il Senegal annuncia controricorso: “Una farsa, eseguito un ordine”. Cosa può succedere ora

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