Santanchè dimissioni Meloni: totonomi e ipotesi sul dopo con ultime news

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Santanchè dimissioni Meloni: totonomi e ipotesi sul dopo con ultime news

Dopo una giornata intensa di pressioni politiche e passaggi istituzionali, si profila un cambio di assetto sia a Palazzo Chigi sia in ministeri chiave. Le dimissioni della ministra del Turismo Daniela Santanchè alimentano il confronto sul “dopo”, mentre al dicastero di via Arenula il day after delle uscite di Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi avvia una fase di riorganizzazione interna, in attesa dei nuovi vertici.

dimissioni santanchè e totonomi sul dopo

La premier Giorgia Meloni registra, alla chiusura di un’altra giornata di lavoro, anche le dimissioni considerate “auspicate” di Daniela Santanchè. Dopo il passo indietro di martedì del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e della capo di gabinetto del ministero di via Arenula, Giusi Bartolozzi, ieri arriva l’uscita dal governo della ministra del Turismo. Santanchè trascorre l’intera mattinata nel suo ufficio al dicastero e formalizza la rinuncia con una lettera indirizzata alla presidente del Consiglio, accompagnata da un’espressione che richiama l’obbedienza.

Nel testo della missiva, il passaggio finale contiene una chiusa polemica: amarezza per l’esito del percorso ministeriale e una motivazione legata all’idea di pagare i propri conti e, talvolta, quelli degli altri.

ipotesi di successione e riequilibrio politico-territoriale

Subito dopo la comunicazione di Santanchè prende avvio il cosiddetto totonomi, destinato a proseguire fino all’individuazione del successore. Le valutazioni in corso, secondo quanto riportato negli ambienti di via della Scrofa, includono un’idea di riequilibrio geografico e politico: indicare una figura proveniente dal Sud per rafforzare consenso in aree considerate più fragili, in particolare dove sarebbe prevalso il “no” alla riforma della giustizia.

luca zaia e il tema delle equilibri con forze politiche

Tra i profili citati emerge anche Luca Zaia, con l’osservazione che una scelta di tipo amministrativo e riconoscibile potrebbe garantire continuità nella capacità di governo. In parallelo, viene sollevata una criticità: l’assegnazione di una casella alla Lega potrebbe innescare tensioni, soprattutto nei rapporti con Forza Italia. Interpellato su un possibile coinvolgimento, l’ex governatore del Veneto evita di commentare.

nomi in corsa: malagò, caramanna, nembrini e pappalardo

Nel quadro resta sullo sfondo anche la figura dell’ex presidente del Coni Giovanni Malagò, ma viene registrato scetticismo sul suo nome per quella casella. Secondo gli ultimi riferimenti, in quota Fratelli d’Italia sarebbe in corsa Gianluca Caramanna: deputato meloniano e figura di riferimento nel settore turistico. Sono riportate anche indicazioni biografiche e professionali, con l’esperienza come economista del turismo e manager nel comparto alberghiero, citando tra i riferimenti il gruppo Hotel Domus.

Circola inoltre il nome di una donna, Elena Nembrini, indicata come attuale direttore generale dell’ENIT. Un’ulteriore ipotesi riguarda Sandro Pappalardo, attualmente presidente di Ita.

interim in capo a meloni e possibile gestione a tappe

Tra le ricostruzioni della giornata convulsa compare anche l’idea di un interim in capo a Meloni. La soluzione transitoria prevederebbe un passaggio immediato e uno successivo: oggi la premier potrebbe assumere anche l’incarico di ministro del Turismo e poi attribuire a un fedelissimo, indicato come esempio Caramanna, il mandato di sottosegretario allo stesso dicastero. In una fase successiva, Meloni rinuncerebbe all’interim, lasciando i pieni poteri a un nuovo ministro.

La scelta del nuovo ministro viene descritta come non semplice. In particolare pesa la mancata elaborazione della sconfitta del sì al referendum. Negli ambienti parlamentari di Fratelli d’Italia viene sottolineato il nodo della classe dirigente: nei territori in cui il partito esprime sindaci o figure apicali, la perdita con margini anche oltre il 60% indicherebbe una frattura profonda. La lettura proposta collega il voto a uno scollamento: dove il partito dovrebbe risultare più forte, in virtù di presenza di governo e visibilità, emergerebbe maggiore debolezza. L’interpretazione citata aggiunge che la prevalenza soltanto in tre regioni rafforzerebbe questa impostazione e alimenterebbe l’idea di una cesura, definita “pulizie di primavera”, per aprire una nuova fase.

day after a via arenula: nordio, dimissioni e sostituzioni

Al ministero della Giustizia il day after riguarda le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi. Il ministro Carlo Nordio, intervenendo al question time alla Camera, chiarisce che non risulta prevista, in base a un ordinamento, la necessità di dimettersi in seguito a un esito negativo del referendum, soprattutto considerando che la fiducia sarebbe già stata confermata dal governo e dalla presidente del Consiglio.

Nordio ringrazia l’ex capo di gabinetto per il passo indietro. Nel merito delle posizioni di Bartolozzi, il ministro afferma che avrebbe svolto le funzioni con dignità e onore, qualificando il gesto come segno di responsabilità e auspicando la cessazione di polemiche strumentali rivolte alla persona e all’intero ministero. Sul piano operativo annuncia che sarà effettuata quanto prima la sostituzione, con l’obiettivo di efficienza e attuazione del programma di governo.

corasaniti reggente e fasano: conferme e richieste al csm

Nel frattempo, in attesa della nomina del nuovo capo di gabinetto, tra i nomi in circolazione viene citato Antonio Mura, attualmente capo dell’Ufficio legislativo. A svolgere temporaneamente le funzioni è Vittorio Corasaniti, già vicecapo di gabinetto vicario, affiancato da Anna Chiara Fasano, già vicecapo di gabinetto. Le posizioni dei due sarebbero state “blindate” con richieste al Consiglio Superiore della Magistratura per la conferma di fuori ruolo, approvate all’unanimità dal plenum.

rebus sottosegretario delmastro: delega dap e possibile successore

Resta inoltre aperta la questione legata alla casella lasciata vacante dalle dimissioni del sottosegretario Delmastro. Il punto da chiarire riguarda l’eventuale nuova nomina, con l’osservazione che una delega descritta come “pesante”, relativa al Dap, potrebbe difficilmente essere redistribuita. Tra i nomi indicati come papabili per un’eventuale successione compare la deputata Fratelli d’Italia Sara Kelany.

figure citate nella successione e nelle riorganizzazioni

  • Daniela Santanchè
  • Giorgia Meloni
  • Andrea Delmastro
  • Giusi Bartolozzi
  • Carlo Nordio
  • Vittorio Corasaniti
  • Anna Chiara Fasano
  • Giovanni Malagò
  • Gianluca Caramanna
  • Elena Nembrini
  • Sandro Pappalardo
  • Luca Zaia
  • Antonio Mura
  • Lucio Malan
  • Salvo Sallemi
  • Salvo Sallemi
  • Sara Kelany
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