Salari italiani fermi: l'inflazione erode il potere d'acquisto
Nel quadro globale dei redditi da lavoro, il recupero dei salari reali procede, ma a ritmo molto contenuto e con differenze marcate tra le economie avanzate. In Italia, il rialzo dei salari al netto dell’inflazione resta ambizioso ma limitato, e il divario rispetto al picco pre‑inflazione si mantiene tra i più ampi tra i membri dell’OCSE.
salari reali in italia e ocse: recupero ancora lento e quadro internazionale
«i salari reali» hanno ripreso a crescere dopo lo shock inflazionistico, ma l’intonazione generale del periodo recente è caratterizzata da una diminuzione dell’ampiezza del rialzo rispetto agli anni precedenti. Nel complesso delle economie avanzate, la crescita è stata positiva nel 2025, ma significativamente più debole rispetto al 2024: la variazione media nel terzo trimestre si attesta intorno all’1,8%, circa la metà del valore registrato nell’anno precedente. Questo rallentamento coinvolge la maggioranza delle economie OCSE e riflette sia la persistenza di pressioni inflazionistiche che un progressivo raffreddamento del mercato del lavoro.
contesto internazionale: dinamiche salariali nei paesi ocse
All’interno del gruppo OCSE, il tasso di crescita dei salari reali resta modesto e, in molti casi, inferiore ai livelli pre‑pandemici. Il quadro riflette una combinazione di inflazione meno vigorosa rispetto agli anni della crisi energetica e una domanda di lavoro meno tesa, che limita le pressioni al rialzo sulle retribuzioni. In questa cornice, alcune economie hanno registrato un recupero parziale, ma restano distanti dai picchi pre‑inflazione.
la situazione italiana: gap rispetto al periodo pre‑inflazione
In Italia, i salari reali tornano a crescere, ma il livello medio resta circa 3% al di sotto di quello osservato all’inizio del 2021, prima della fiammata dei prezzi. Il ritardo accumulato è tra i più marcati nell’area OCSE; solo la Repubblica Ceca mostra una perdita più consistente rispetto al periodo pre‑inflazione. Questi segnali indicano una fragilità strutturale che era già evidenziata prima della crisi energetica, legata a una crescita della produttività modesta e a meccanismi di contrattazione che reagiscono in ritardo agli shock economici.
dinamiche di mercato del lavoro e inflazione
Il recupero post‑inflazione arriva in un contesto in cui la dinamica dei prezzi si è attenuata, ma non basta a colmare il divario accumulato. Nei Paesi OCSE, la fase di riassorbimento del potere d’acquisto procede con una certa lentezza: in metà delle economie analizzate, i salari reali rimangono al di sotto dei livelli pre‑pandemia. In Italia, la risalita resta più debole e meno rapida rispetto ad altri contesti, evidenziando una combinazione di domanda di lavoro meno intensa e di una perdita di slancio legata all’inflazione elevata degli anni passati.
aspetti politici e minimi salariali
Un elemento di contesto è rappresentato dall’impatto delle scelte politiche sul tema salariale. L’OCSE evidenzia che i salari più bassi hanno mostrato una maggiore resilienza rispetto ai redditi medi grazie agli aumenti dei minimi contrattuali e, dove previsto, del minimo legale. Questo meccanismo ha contribuito a contenere il rischio di povertà tra i lavoratori meno retribuiti. In Italia si è registrata una discussione politica sul salario minimo legale, con la relativa dinamica di adeguamento che influenza la ripresa del potere d’acquisto per i profili salariali più bassi.

