Riapre lo Scalone lorenese, l'ingresso storico degli Uffizi chiuso anni
Nel cuore delle Gallerie degli Uffizi, il riallestimento dello Scalone Lorenese riporta al presente l’atmosfera del momento fondante della collezione: l’apertura al pubblico generale, operata nel 1769 sotto la guida del Granduca Pietro Leopoldo di Lorena. L’intervento ha consentito di restituire all’ingresso monumentale il carattere neoclassico originario, accompagnando il visitatore lungo un percorso espositivo che richiama le radici storiche della galleria e la volontà dinastica di valorizzare le Belle Arti a livello internazionale.
scalone lorenese riallestito e riaperto: un percorso espositivo ispirato al 1769
Lo scalone, progettato dall’architetto di corte Zanobi Del Rosso, è stato riportato alle condizioni scenografiche che accompagnavano l’apertura pubblica del 1769. L’operazione ha mostrato nuovamente l’impianto architettonico e le decorazioni che caratterizzavano l’ingresso principale delle gallerie, restituendo una visione coerente con il contesto storico del Granducato di Toscana.
lavori recenti hanno riguardato soprattutto l’intera struttura lignea di sostegno alle volte, con un consolidamento che ha permesso di liberare nuovamente lo spazio dall’interferenza di cantieri e interventi in corso. Mentre gli interventi di rinforzo strutturale si sono conclusi, la delicata fase di ripristino delle superfici ha valorizzato anche gli elementi decorativi originali dell’epoca.
lavori di consolidamento e restauro
Il cantiere, avviato nel 2018, ha previsto interventi mirati sull’orditura lignea di sostegno alle volte dello scalone, noto come Lorenese, progettato nell’epoca del Granduca. In questa cornice, è stata portata a termine la ristrutturazione degli intonaci, degli stucchi e degli apparati decorativi che accompagnano la salita. La tinteggiatura delle pareti, realizzata in tonalità verde Lorena, è stata ricostruita dopo una serie di saggi che hanno rivelato la scelta cromatica adottata dai Lorena in contesti come Poggio Imperiale e Boboli, oltre che in altre residenze della dinastia.
Il direttore delle Gallerie degli Uffizi ha sottolineato che la riapertura del corridoio vasariano e la rimozione della gru hanno consentito di chiudere un capitolo di cantieri storici. Il riallestimento dello Scalone Lorenese restituisce al pubblico una composizione neoclassica che, sin dall’origine, fungeva da ingresso monumentale alle opere più significative del museo.
allestimento storico e memorie del Settecento
All’inizio del percorso espositivo, i volti dei predecessori alla guida del Granducato tornano a scorgersi in cima allo scalone, grazie a riproposte che richiamano l’eredità della dinastia dei Medici. I ritratti sono esposti su supporti lignei, in corrispondenza del punto di accesso, e l’insieme è valorizzato dalla presenza di un grande stemma ligneo policromo che domina l’atrio.
Per ciascun protagonista è stata realizzata una sezione commemorativa: iscrizioni latine, commissionate dall’abate Luigi Lanzi, direttore del museo, rendono omaggio alle imprese collezionistiche che hanno determinato la formazione dello straordinario patrimonio custodito agli Uffizi. In questa cornice, le decorazioni e le architetture sono state riproposte con le stesse soluzioni estetiche adottate nel Settecento, offrendo una lettura storicizzata dell’ingresso e dell’allestimento iniziale.
coloritura e materiali della fase di riallestimento hanno privilegiato la ricostruzione delle tonalità originali, in particolare la tinta verde Lorena, che rientra tra le scelte cromatiche utilizzate anche in altri contesti di proprietà della dinastia. La ricostruzione cromatica, unitamente al rifacimento dell’apparato decorativo, ha contribuito a restituire la percezione estetica che accompagnava l’apertura del museo.
personaggi principali e riferimenti storici
Il racconto riporta figure chiave legate all’avvio e allo sviluppo del museo e del contesto storico in cui fu inserita l’opera. Di seguito i nomi citati nel percorso di riapertura e riallestimento:
- Pietro Leopoldo di Lorena, Granduca di Toscana, promotore delle riforme museali e fautore dell’apertura pubblica del 1769
- Cosimo I de’ Medici, fondatore e tramite figura storica della Galleria
- Giangastone, anteriormente guidatore del patrimonio artistico associato alla dinastia
- Luigi Lanzi, abate e direttore del museo, autore delle iscrizioni latine dedicate
- Francesco Carradori, scultore settecentesco autore dei busti presenti lungo lo scalone


